Europa e Mercosur, la lastricata via per l’accordo
Il Parlamento europeo richiede un parere alla Corte di giustizia europea e rimanda la ratifica dell’accordo UE-Mercosur. È un rinvio e non uno stop. Intanto gli agricoltori protestano a Strasburgo.
Sembrava ormai fatta dopo 25 anni di trattative. L’accordo commerciale tra Europa e l’area Mercosur, dopo aver incassato il “sì” dei leader europei – a maggioranza qualificata – al Consiglio, subisce una brusca frenata proprio al momento della ratifica. Il 21 gennaio, in seduta plenaria a Strasburgo, il Parlamento europeo ha votato in plenaria una risoluzione che chiede alla Corte di giustizia dell’Unione europea un parere legale sulla compatibilità dell’accordo UE-Mercosur con i Trattati dell’Unione. Contrariamente a quanto viene recepito dall’opinione pubblica, a decisione non rappresenta una bocciatura dell’intesa, ma un passaggio di verifica giuridica preventiva. Lo dimostrano due fatti fondamentali.
Il 21 gennaio l’Eurocamera ha votato due risoluzioni. È stata respinta la risoluzione, dal contenuto più politico e restrittivo, che richiedeva una revisione completa dell’accordo, firmato dalla Commissione europea e dai rappresentanti dei Paesi del Mercosur lo scorso 17 gennaio. Tale risoluzione metteva in discussione la base economica e sociale dell’accordo nella sua interezza. È stata invece approvata, con 334 voti favorevoli, 324 contrari e 11 astensioni, quella di carattere tecnico-giuridico, volta a chiarire la base legale e la struttura dell’accordo. Il voto ha dunque rinviato il processo decisionale, senza fermarlo definitivamente, spostando l’attenzione sul giudizio della Corte di giustizia.
La seconda dimostrazione del proseguimento dell’iter di applicazione dell’accordo è che le proteste degli agricoltori europei, che si sentono i più minacciati dall’apertura ai mercati sudamericani, continuano.
In cosa consiste l’accordo commerciale tra Europa e Mercosur
Il Mercosur (Mercado Común del Sur) è un’organizzazione di integrazione economica sudamericana nata nel 1991 con il Trattato di Asunción. Ne fanno parte Argentina, Brasile, Paraguay e Uruguay, con la Bolivia in fase di adesione, mentre altri Paesi partecipano come membri associati. L’obiettivo è la creazione di un mercato comune basato sulla libera circolazione delle merci e su una tariffa esterna comune.
L’accordo di libero scambio tra Unione europea e Mercosur darebbe vita a una delle più grandi aree di libero scambio al mondo, coinvolgendo oltre 700 milioni di consumatori. Per l’Unione europea le prospettive economiche sono rilevanti. Soprattutto nei settori industriali e manifatturieri, automotive, meccanica, chimica, farmaceutica, moda, che beneficerebbero della riduzione progressiva di dazi oggi molto elevati nei mercati sudamericani – quasi il 30% – corrispondente, secondo stime della Commissione europea, a un risparmio complessivo di oltre 4 miliardi l’anno per gli imprenditori europei che fanno export in quelle zone.
Inoltre, in un contesto globale segnato dal ritorno a politiche protezionistiche e dall’uso reiterato dei dazi come strumento geopolitico, l’accordo UE-Mercosur è visto da molti come un rafforzamento della strategia commerciale europea e come un’opportunità di diversificazione dei mercati.
I timori degli agricoltori europei delle associazioni italiane
Accanto alle opportunità economiche, l’accordo suscita forti timori nel settore agricolo europeo. I produttori temono un aumento delle importazioni di prodotti come carne bovina, pollame, zucchero e soia provenienti dai Paesi Mercosur, dove i costi di produzione sono più bassi e sono meno stringenti gli standard ambientali, sanitari e sociali. Nonostante l’Ue, lo scorso ottobre, abbia offerto nuove garanzie, la maggior parte dei produttori agricoli europei – che costituiscono una lobby elettorale molto potente – resta fortemente contraria all’accordo.
In Italia, le principali associazioni di categoria, Coldiretti, CIA-Agricoltori Italiani e Confagricoltura, hanno espresso una posizione fortemente critica. Tutte e tre insistono sul principio di reciprocità, chiedendo che i prodotti importati rispettino le stesse regole imposte agli agricoltori europei in materia di pesticidi, benessere animale, tutela ambientale e sicurezza alimentare. Cose che, tra l’altro, rappresentano un costo di produzione elevato e influiscono sul prezzo finale dei prodotti che troviamo al supermercato. In mancanza di questa parità, l’accordo viene percepito come una forma di concorrenza sleale.
Coldiretti è la più dura nel giudizio, parlando apertamente di un rischio per la sopravvivenza di molte filiere agricole italiane ed europee.
CIA e Confagricoltura, pur riconoscendo l’importanza strategica dell’accordo sul piano geopolitico, chiedono clausole di salvaguardia rapide ed efficaci e respingono l’idea che eventuali danni vengano compensati con fondi della Politica agricola comune.
Queste preoccupazioni hanno trovato sfogo in manifestazioni a Strasburgo e a Bruxelles, dove delegazioni di agricoltori italiani ed europei hanno ripetutamente protestato. L’ultima in concomitanza con il voto del Parlamento. Le richieste della cosiddetta “protesta dei trattori” sono semplici. Maggiore tutela del reddito agricolo, controlli rigorosi alle frontiere e il rispetto degli standard UE.
Cosa serve per sbloccare la situazione
Nonostante tutto l’iter dell’accordo UE-Mercosur va avanti. Alla luce della frenata del parlamento europeo, sono necessari diversi passaggi. In primo luogo la Corte di giustizia dell’Unione europea dovrà chiarire se la struttura dell’accordo e la sua base giuridica siano compatibili con i Trattati. Un parere positivo consentirebbe al Parlamento di tornare a esprimersi sul consenso finale; un parere negativo imporrebbe invece una revisione profonda del testo.
Parallelamente, sul piano politico, sarà decisivo rafforzare le garanzie per il settore agricolo, rendendo più credibili le clausole di salvaguardia, i meccanismi di controllo e gli impegni ambientali. Senza risposte convincenti alle richieste degli agricoltori e senza un equilibrio tra apertura dei mercati e tutela delle produzioni sensibili, il consenso politico necessario alla ratifica resterà fragile.
L’accordo UE-Mercosur si conferma così un banco di prova essenziale per l’Unione europea. Non solo in termini di politica commerciale, ma anche nella capacità di conciliare competitività economica, sostenibilità ambientale e coesione sociale.
Articolo a cura di Andrea Pezzullo
