“One Night Only”, tra energia contagiosa e dolce romanticismo

Tempo di lettura 3 minuti
One Night Only – Quando tutto è possibile, in sala dal 26 agosto, è la nuova commedia romantica di Will Gluck, regista e sceneggiatore di “Tutti tranne te”. Nei panni dei protagonisti Allie e Owen, troviamo una solare Monica Barbaro e un Callum Turner caratterizzato da una comicità tenera e una naturalezza che conquista.  

One Night Only – Quando tutto è possibile è una rom-com vivace che diverte con la sua energia contagiosa e il suo umorismo frizzante, senza però mai rinunciare a una genuina dolcezzaUn equilibrio riuscito tra romanticismo e leggerezza, che si inserisce sullo sfondo di una riflessione più contemporanea sui rapporti e sull’intimità.  

Nel cuore della grande mela 

Una New York romantica e travolgente fa da sfondo a una storia dalle tinte quasi distopiche: un decreto ha reso illegale rapporti sessuali prematrimoniali. Il film si svolge nell’arco di una sola giornata, durante la cosiddetta “notte dei single”, le uniche 12 ore dell’anno in cui anche chi non è sposato può consumare rapporti prematrimoniali.  

In questo contesto si intrecciano le storie di Owen, deciso inizialmente a reagire mettendosi alla ricerca di qualcuno con cui condividere le ore successive, e di Allie, una giovane cantante alla ricerca dell’amore vero.  

Come ogni buona rom-com, anche One Night Only sceglie di farsi desiderare. Allie e Owen arrivano a coronare il loro amore soltanto nel finale, dopo una lunga serie di equivoci e situazioni divertenti che li porta a rincorrersi, sfiorarsi, perdersi e ritrovarsi ogni volta. 

Il lieto fine è prevedibile, ma non per questo meno efficace: pur senza sorprendere, rispetta le aspettative del genere, lasciando lo spettatore con la sensazione di aver assistito a una storia capace di regalare proprio ciò che prometteva.

Oltre l’attrazione: il valore del legame 

One Night Only è una commedia che, dietro alla leggerezza tipica del genere, cerca di interrogarsi sul significato dell’amore autentico, andando oltre il semplice incontro momentaneo o un immediato appagamento fisico. Il film riflette sulla necessità di trovare un legame profondo con l’altro, fatto di complicità e condivisione.  

Emblema di questa riflessione è la scelta dei due protagonisti che decidono di costruire un rapporto più solido e profondo, mettendo da parte l’attrazione immediata. Il finale del film, ambientato un anno dopo rispetto ai fatti raccontati, mostra infatti un legame consolidato tra Allie e Owen, fondato su una reale connessione tra i due.

La privacy sotto i riflettori 

Il film vuole far riflettere anche sul tema della privacy e sulla sua crescente violazione. In particolare, il film mostra una New York in cui la politica si intromette nella vita privata dell’individuo: ogni persona è controllata attraverso dei chip visibili come fossero piccoli tatuaggi sui polsi, necessari alle autorità al fine di scoprire eventuali rapporti prematrimoniali non consentiti dal decreto.  

La pellicola si inserisce così all’interno di un’implicita critica alla natura dei social, riflettendo sul confine sempre più labile tra ciò che appartiene alla sfera privata e ciò che invece viene reso pubblico, mettendo a rischio il diritto alla propria intimità. 
Inoltre, in questo contesto anche i momenti più personali vengono spettacolarizzati: durante la “notte dei single” programmi e telegiornali mostrano immagini e chiari riferimenti sessuali.  

Il film mostra così la contraddizione del sesso nella società contemporanea: sempre più normalizzato e discusso, attraverso campagne di sensibilizzazione su contraccettivi e malattie sessualmente trasmissibili, ma allo stesso tempo viene reso tabù dal decreto imposto.  

Ieri e oggi: l’incanto delle rom-com 

Un’estetica nuova è quella che accompagna le rom-com da diversi anni. Le commedie romantiche contemporanee si distinguono per i loro colori luminosi e vivaci, con immagini che restituiscono un senso di freschezza e di modernità. 

Un cambiamento evidente rispetto alle rom-com fine anni ‘80, anni ‘90 e inizi anni 2000 che, ancora oggi, conservano un fascino particolare grazie a un’estetica calda e una riconoscibilità tale da rendere quelle pellicole intramontabili classici.  

Ambientazioni cittadine di film come “Notting Hill”, colonne sonore diventate famosissime come “Oh, Pretty Woman”, abiti iconici come quelli indossati da Kate Hudson in “How to Lose a Guy in 10 Days”, oppure da Alicia Silverstone in “Clueless” insieme a un’estetica vintage, contribuivano a rendere quelle storie ancora più sognanti e romantiche. 

Le produzioni più recenti puntano invece su una brillantezza più immediata, perdendo talvolta quella dimensione nostalgica che aveva contribuito a rendere le rom-com così amate.  

Nonostante ciò, One Night Only riesce a raccontare la propria storia con sincerità, coinvolgendo lo spettatore e permettendo al film di funzionare, dimostrando che il genere, anche senza la forza visiva delle rom-com del passato, riesce a vivere e a farsi amare.

È un film capace di divertire, e a tratti, anche di intenerire: si esce dalla sala con il sorriso e una piacevole sensazione di leggerezza.
Sicuramente non è un film dalle grandi pretese, né un’opera destinata a lasciare un segno indelebile, ma svolge con efficacia il compito di ogni buona commedia romantica: emozionare, intrattenere e addolcire lo spettatore.

Perché certe storie non aspirano a cambiare il mondo, ma semplicemente a renderlo un po’ più leggero. 

Articolo a cura di Chiara Lepore

Immagine di copertina utilizzata su gentile concessione di Universal Pictures Italia

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