Mercosur: l’Ue propone nuove tutele per gli agricoltori. Si avvicina l’intesa

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La Commissione europea propone nuove salvaguardie per gli agricoltori sul piano Mercosur. Il documento potrebbe essere il passo decisivo per il raggiungimento dell’intesa definitiva

In Europa si discute dell’accordo commerciale con il Mercosur da oltre 25 anni, eppure mai come in questo momento si è vicini ad un’intesa. La Commissione europea, l’8 ottobre scorso, ha portato sul tavolo del Parlamento europeo un piano volto a superare le resistenze di agricoltori italiani e francesi prima di tutti, vede nell’accordo una minaccia.

Al centro del dibattito, il rischio di concorrenza sleale che i prodotti agricoli provenienti dai Paesi di area Mercosur – Argentina, Brasile, Paraguay e Uruguay – possono esercitare sul mercato europeo. Prezzi più bassi a fronte di minori obblighi di tutela per la salute, cui, invece, i produttori europei sono obbligati. Il timore è di compromettere l’intera filiera produttiva, fatta di piccoli agricoltori e produttori, che si troverebbero davanti un gigante difficile da contrastare.

Cos’è il Mercosur

Il Mercosur (Mercado Común del Sur) è un’organizzazione di integrazione economica e politica dell’America Meridionale, fondata nel 1991 con il “Trattato di Asunción” ed entrata in vigore nel 1995. Ne fanno parte come membri principali Argentina, Brasile, Paraguay e Uruguay, mentre la Bolivia è in fase di piena adesione. Accanto ai membri effettivi esistono anche paesi associati, tra cui Cile, Perù ed Ecuador.

L’obiettivo del Mercosur è la creazione di un mercato comune, attraverso la progressiva eliminazione dei dazi doganali interni, l’adozione di una tariffa esterna comune verso i paesi terzi e il coordinamento delle politiche economiche. Oltre alla dimensione commerciale, il Mercosur mira anche a rafforzare la cooperazione politica, sociale e culturale tra gli Stati membri, favorendo lo sviluppo economico della regione e una maggiore integrazione sudamericana.

Nel corso degli anni, il Mercosur è diventato uno dei principali blocchi economici del mondo emergente e un interlocutore rilevante per altre grandi aree economiche. Fra questi, l’Unione europea.

I rapporti dell’Unione Europea con il Mercosur

I rapporti tra Mercosur e UE sono infatti strategici sia dal punto di vista commerciale sia politico. Dopo oltre vent’anni di negoziati, nel 2019 è stato raggiunto un accordo di libero scambio UE–Mercosur, che mira a creare una delle più grandi aree di libero scambio al mondo, con oltre 700 milioni di persone, il 25% del Pil globale. L’accordo prevede una significativa riduzione graduale dei dazi doganali, facilitando l’accesso delle imprese europee ai mercati sudamericani. L’Europa prevede che il risparmio totale sui dazi, che diminuiranno nel corso del tempo, si aggiri intorno ai 4 miliardi di euro. L’export ne trarrebbe sicuramente vantaggio.

Il problema maggiore verrebbe a costituirsi sull’import, dove il mercato agricolo interno si sente più minacciato. Le norme europee sull’agroalimentare, infatti, prevedono per gli imprenditori agricoli tutta una serie di obblighi di controllo, sulla provenienza, per esempio, o sull’uso di sostanze chimiche – come ormoni della crescita e pesticidi – che hanno un costo di produzione. Questo costo determina il prezzo sugli scaffali dei nostri supermercati. Che fare quando viene dato libero accesso a prodotti provenienti da Paesi che non hanno come obbligo queste norme a tutela della salute?

Ne verrebbe fuori un mercato iniquo, sleale saturato da prodotti importati con un prezzo molto più basso rispetto a quelli interni. Questa la ragione delle proteste che a più riprese hanno portato gli agricoltori a protestare con forza a Strasburgo, davanti alle sedi di Parlamento e Consiglio europei.

Le soluzioni

Un movimento di protesta che l’Europa non può ignorare. Primo, perché l’opinione pubblica europea è sensibile di fronte ai temi di tutela della salute nell’agroalimentare. Secondo, una mancata regolamentazione di questi rapporti sancirebbe la fine definitiva di una filiera, costituita da piccole e medie imprese che non potrebbero reggere il confronto concorrenziale con un’enorme quantità di prodotti a basso costo in entrata, saturando di fatto il mercato. Chiusura di aziende agricole, significa meno crescita e meno posti di lavoro.

Proprio su questo punto si concentrano gli sforzi delle autorità del commercio europeo. Di qui la proposta volta a tutelare queste criticità. Le misure prevedono un monitoraggio costante dei mercati, procedure d’allerta e interventi tempestivi per i settori più sensibili: carne bovina, pollame, riso, miele, uova, aglio, etanolo, zucchero. In caso di rischio concreto di danno, Bruxelles potrà sospendere temporaneamente i dazi agevolati previsti.

Un ulteriore livello di tutela è quello di monitoraggio del mercato e la modifica graduale delle quote di import previste. Questo dovrebbe mitigare l’effetto “dumping”, ossia quando un mercato viene alterato da un’offerta significativamente più bassa rispetto al reale rapporto di costo tra produzione e vendita. L’Europa si riserva il diritto di avviare un’indagine quando i prezzi dei prodotti provenienti dal Mercosur risulteranno inferiori di almeno il 10% rispetto a quelli degli equivalenti europei o se le importazioni aumentano di oltre il 10% rispetto all’anno precedente. Se l’indagine confermerà un danno grave – o un rischio concreto – l’Ue potrà sospendere temporaneamente le agevolazioni tariffarie sui prodotti interessati.

Il piano, per essere attuato, deve prima essere sottoposto al vaglio del Consiglio d’Europa, ossia dai leader dei singoli Stati membri e poi essere ratificato dal Parlamento. La Commissione europea spera di trovare un’intesa già a dicembre. Le resistenze e i dubbi degli agricoltori, tuttavia, permangono.

Articolo a cura di Andrea Pezzullo

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