Crisi in Medio Oriente: la premier Meloni riferisce in Parlamento

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Giovedì 9 aprile la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni ha riferito in Parlamento sull’azione del governo. Tra le altre cose ha espresso la posizione dell’Italia in merito al conflitto tra Stati Uniti e Iran

Sono ore frenetiche per quanto riguarda lo scenario internazionale. Tra martedì e mercoledì scorso Stati Uniti e Iran, grazie alla mediazione del Pakistan, hanno raggiunto un accordo per un cessate il fuoco di due settimane. Contemporaneamente, la presidente Giorgia Meloni è stata chiamata a riferire in Parlamento sull’azione di governo. Durante la seduta al Senato, la premier ha espresso la posizione dell’Italia di fronte al conflitto in Medio Oriente scatenato lo scorso febbraio dall’attacco di Israele verso obiettivi iraniani.

Priorità assoluta, secondo il governo, è che venga riaperta la tratta attraverso lo Stretto di Hormuz. La chiusura al traffico delle petroliere dello scorso marzo ha infatti generato una reazione a catena sui prezzi dell’energia che rischia di diventare incontrollabile. Nell’ambito delle sue proposte per far finire la guerra, Teheran ha ipotizzato l’applicazione di pedaggi alle navi in transito.

Gli obiettivi del governo

“Se l’Iran riuscisse a ottenere l’autorizzazione ad applicare dazi aggiuntivi ai transiti attraverso lo Stretto, ciò potrebbe comunque comportare conseguenze economiche e cambiamenti nei flussi commerciali”  – ha dichiarato Giorgia Meloni. “Stiamo già collaborando con la coalizione guidata dal Regno Unito per lo Stretto di Hormuz, che comprende più di 30 paesi, per cercare di creare le condizioni di sicurezza che consentano il pieno ripristino della libertà di navigazione e di approvvigionamento”. 

Gli obiettivi dichiarati sono oltre alla riapertura dello Stretto di Hormuz, la cessazione degli attacchi israeliani nel sud del Libano, la rinuncia iraniana al suo programma nucleare e la fine degli attacchi contro i Paesi del Golfo. La partecipazione italiana evocata da Meloni segue il programma inglese ed europeo. Dev’essere limitata – ha chiarito nei giorni scorsi il vicepremier Tajani – ad un contesto di cooperazione internazionale dietro chiaro mandato ONU.

Rapporto tra Stati Uniti e Italia

La carica più dura contro il governo riguarda il rapporto personale tra la premier e il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, considerato troppo stretto e nocivo per gli interessi nazionali. Meloni ha ribadito che la posizione dell’Italia in Occidente è la stessa da ottant’anni. Ricorda anche, tuttavia, che non sempre gli alleati devono necessariamente essere d’accordo su tutto. L’Italia infatti non ha condiviso e non ha partecipato all’operazione militare contro l’Iran. Nel suo intervento parlamentare afferma anche che, quando un alleato prende una decisione con cui l’Italia non concorda, l’Italia può dichiararlo apertamente.

Una posizione che sembra prendere moderatamente le distanze dalle azioni degli Stati Uniti. Di certo, i toni e le argomentazioni di questo discorso al Parlamento, sono mitigate dalla situazione generale di crisi, ma anche dalla discesa nei sondaggi dopo la mancata riuscita nel referendum sulla giustizia di qualche settimana fa. È infatti la prima volta che la premier si trova a parlare davanti al Parlamento dopo il risultato referendario. Esclusa, per ora, qualsiasi ipotesi di rimpasto.

Articolo a cura di Andrea Pezzullo

Immagine di copertina via Unsplash

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