L’UE vicino a garantire il diritto all’aborto per tutte

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Al Parlamento europeo è passata una risoluzione derivante da una petizione del movimento My Voice My Choice, che chiede l’estensione del diritto all’aborto a tutti i Paesi dell’UE

La voce della cittadinanza è stata ascoltata. Grazie a una petizione il Parlamento Europeo ha approvato una risoluzione che renderebbe l’aborto un diritto inalienabile per tutte le cittadine dell’unione Europea. La decisione finale spetta alla Commissione, che dovrà discutere su un’eventuale legge o misure da adottare entro marzo 2026, unitamente alla presentazione delle motivazioni di queste decisioni.

A lanciare la petizione è stato il movimento My Voice My Choice, il cui obiettivo è di rendere la pratica dell’aborto rapida e sicura per tutte le donne, indipendentemente dalle leggi del loro paese. La petizione, che ha raccolto più di un milione di firme tra i cittadini e le cittadine dell’Unione, chiedeva che qualsiasi persona residente nell’Unione Europea che non abbia accesso a un aborto sicuro e legale possa raggiungere, a costi contenuti, uno dei ventisette stati membri dove la pratica è autorizzata. Il meccanismo sarebbe finanziato da Bruxelles e dai singoli stati membri su base volontaria.

Il voto italiano al Parlamento europeo

La votazione del 17 dicembre in parlamento ha incassato 358 voti favorevoli, 202 contrari e 79 astensioni. A votare a favore sono stati soprattutto i gruppo politici di sinistra e di centro. L’estrema destra ha invece respinto il testo in blocco, compresi gli eurodeputati di Fratelli d’Italia e Lega. Dal loro punto di vista non è Bruxelles che deve decidere su un tema quale l’aborto, cosa che dovrebbe spettare, secondo loro, ai singoli Stati. Il centrodestra è risultato diviso sul tema, come dimostra lo stesso partito di Forza Italia, che ha visto alcuni favorevoli, altri contrari e altri ancora astenuti, come Letizia Moratti. I partiti di sinistra e centrosinistra hanno votato favorevolmente, compresi il Pd, Europa Verde, Avs e Movimento Cinque Stelle.

Alcune votazioni sono inizialmente risultate anomale, come quella di Roberto Vannacci della Lega e Susanna Ceccardi e Paolo Borchia di Patriots for Europe (PFE), che si sono espressi favorevolmente e quella di Lucia Annunziata del PD che figurava tra i contrari. Se non poi ritrattare sostenendo che si sia trattato di un errore tecnico che sarebbe stato sistemato poche ore dopo.

Il diritto all’aborto in Europa oggi

Alcuni Paesi europei come la Polonia, Malta o San Marino hanno ancora leggi molto restrittive per il diritto all’aborto, che è consentito quasi solo in caso di pericolo di morte della donna. In altre nazioni, come Romania e Italia, accedere a questo diritto è difficile per l’alta presenza di medici obiettori di coscienza negli ospedali, specialmente al centro sud Italia, e per la massiccia presenza nei consultori di associazioni religiose cristiano-cattoliche, storicamente e generalmente contrarie a questa pratica.

Per il momento, i deputati e le deputate hanno invitato i paesi in cui l’aborto non è accessibile a riformare le proprie leggi e politiche affinché siano in linea con gli standard internazionali in materia di diritti umani. Qualora la Commissione legiferi, invece, le donne europee non dovranno più dipendere dalle riforme dei singoli paesi, poiché per loro sarà garantito il diritto di abortire in modo sicuro e a basso prezzo.

La relatrice Abir Al-Sahlani, deputata parlamentare per la Svezia, ha esultato:

«Questo voto rappresenta una grande vittoria per tutte le donne in Europa. L’UE ha finalmente dimostrato che la salute sessuale e riproduttiva è un diritto umano fondamentale. Questa iniziativa dimostra cosa è possibile quando cittadini e istituzioni uniscono le forze. Questa è la democrazia»
.

 

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