Il Giappone verrà risucchiato dall’estrema destra?
Mentre la coalizione al Governo perde consenso e maggioranza, cresce la formazione populista di destra anti-immigrati e complottista di Sanseito.
Le elezioni al Senato dello scorso luglio hanno segnato una svolta per il Giappone: il Partito Liberal Democratico (PLD) ha perso la maggioranza che deteneva dal 1955 mentre guadagna ben 14 seggi, e grande attenzione, il Sanseito, partito di estrema destra divenuto recentemente famoso per idee del tipo “Japenese First” in dichiarato stile trumpiano.
Adesso il PLD e l’alleato Komeito contano in tutto 122 seggi su 248 mentre il Partito Costituzionale Democratico, all’opposizione e a sinistra, mantiene i 38 che già aveva. La sconfitta, comunque, non è una sorpresa: avevano perso anche alle elezioni parlamentari dello scorso ottobre. La coalizione guidata da Shigheru Ishiba paga un malcontento dovuto a costo della vita e inflazione che soffocano la classe media e le generazioni più giovani ma anche all’insorgere di una “questione migratoria” nonché, certamente, per la gestione dell’imposizione dei dazi statunitensi per cui lo si rimprovera di mancanza di reattività.
Nonostante i risultati elettorali e la palpabile delusione della popolazione, Ishiba ha prontamente dichiarato che non si sarebbe dimesso da Primo Ministro: “Resterò alla guida del Paese per affrontare le sfide che ci attendono. Non mi dimetterò – ha spiegato – e voglio evitare una situazione di stallo politico”. Nonostante questa fermezza, la sua posizione appare più debole anche all’interno del suo stesso partito, adesso. Nei giorni successivi erano trapelate flebili voci su un possibile passo indietro ma subito rientrate anche alla luce del raggiungimento di un accordo con Trump, ottenuto il 23 luglio, che ha portato i dazi dal 25% al 15%.
Comunque, con il consenso in calo, una soluzione per il futuro suo e del suo partito potrebbe essere quella di cercare un nuovo alleato. All’opposizione, del resto, per quanto Idhiro Noda, leader del PDC, partito di centro sinistra, abbia già iniziato a parlare di voto di sfiducia, in questo momento non sembra facile superare la frammentazione interna che impedisce di avanzare e prendere spazio.
Ed è in questa situazione che Sanseito ha trovato la sua strada. Prendendo elettori proprio al PLD. Nato nel 2020 durante la pandemia grazie a teorie complottiste no-vax, con le elezioni della Camera Alta inizia a farsi strada ottenendo il suo primo seggio dopo una campagna in cui si è presentato come un partito “anti-globalista”.
Alla base la teoria di una élite e di istituzioni finanziarie in cospirazione contro i comuni cittadini, chiaramente alla mercé di tale complotto. E ancor maggiore successo ha ottenuto per il Senato, promettendo tagli alle imposte sui consumi e incrementi sugli assegni familiari. Ma molto consenso lo ha ottenuto, come dicevamo, con la teoria del “prima i giapponesi” per arginare il fenomeno migratorio. La mente della nuova realtà di estrema destra è Sohei Kamiya, 47 anni, ex riservista del Jietai, cioè le Forze di Autodifesa, l’esercito a scopi puramente difensivi del Giappone, nonché parlamentare del PLD nel 2012.
Oggi pensa ad una coalizione governativa e si fa strada criminalizzando gli immigrati: “Se non riusciremo a resistere a questa pressione straniera, il Giappone diventerà una colonia!” ha detto in uno dei suoi recenti comizi. Kamiya ha intercettato il mix di malumore dei giapponesi per le difficoltà economiche e l’aumento dell’immigrazione per creare la formula vincente, e oggi molti giapponesi si sentono minacciati nonostante gli stranieri siano meno del 3% della popolazione totale. Del resto, è la percentuale di aumento che spaventa i nativi: 3,8 milioni di nuovi residenti alla fine del 2024 che, secondo l‘Immigration Service Agency, rappresenta un aumento del 10,5% rispetto all’anno precedente. Quanto basta, si vede, per costituire un capro espiatorio.
Sanseito ha attirato buona parte dei delusi della coalizione di maggioranza al Governo: quale potrà essere il suo futuro, se un’ulteriore ascesa o un fuoco fatuo, dipenderà molto da quanto e come sapranno reagire PLD e Komeito o, perché no, le forze di opposizione.
Articolo a cura di Sara Gullace
