Una cena alla Taverna di Mezzanotte per ricordarsi il senso di comunità

Edito da Bao Publishing il manga di Abe Yaro, caso di successo in patria che conta anche un adattamento televiso disponibile su Netflix

C’è un posto speciale in un vicolo di Shinjuku, noto quartiere di Tokyo. È un piccolo ristorante che apre a mezzanotte e chiude alle sette di mattina e serve tutta la notte un pasto a chiunque ne abbia voglia o bisogno.

Il menu è semplice a tratti spartano: zuppa di maiale, birra, sakè, shochu. “Per il resto provate ad ordinare quello che vi va e io ve lo preparerò, se ho tutti gli ingredienti” – spiega il proprietario. Non ha nome, solo una misteriosa cicatrice sul volto e un garbo speciale verso tutti i suoi clienti.

Ogni notte tante umanità diverse si ritrovano intorno al bancone, ognuna con la sua storia, il suo carico emotivo, i suoi ricordi. Uno yakuza gentile, un anziano proprietario di un gay club, una spogliarellista eternamente innamorata, un medico cagionevole di salute, un ex marinaio dal cuore fragile.

Sono solo alcuni dei volti, spesso ricorrenti altre volte volatili, che incontriamo nelle 57 notti raccontate nei primi due volumi de La Taverna di Mezzanotte di Abe Yaro edito da Bao Publishing che porta in Italia uno dei più grandi successi editoriali degli ultimi anni in Giappone. Il manga conta in patria oltre venti volume e un adattamento televisivo Midnight Diner  – Tokyo Stories disponibile su Netflix.  

Pagina dopo pagina ci si ritrova a ridere di gusto e a piangere sinceramente per quelle storie rapide e intense, come una cena gustata dopo tanto tempo. Impossibile non avvertire anche una certa nostalgia, mentre si sfoglia, del piacere di cenare fuori magari in quel posto intimo che sa di casa e dove qualcuno ti risponde sorridendo quando ordini il solito. In un momento storico come quello che stiamo vivendo, la lettura di questo manga ci ricorda uno degli aspetti che spesso ci manca: la convivialità che solo il cibo e un buon bicchiere riescono a creare, rendendoci tutti un po’ meno soli e desiderosi di condividere, anche solo per per poche ore, qualcosa del nostro vissuto.

La Taverna di Mezzanotte apre così, notte dopo notte, le sue porte ai suoi clienti diventando un porto sicuro anche nelle notti più difficili. Stagione dopo stagione, che si alternano perfettamente secondo l’ordine in cui le storie sono raccontate, scopriamo una Tokyo meno metropoli e più intima, fatta di campioni olimpionici, piccoli furfanti, cantanti che non hanno mai sfondato, attori porno, escort, trans, monaci, vedovi e single che inseguono il grande amore.

Un’umanità varia e sincera raccontata senza giudizio alcuno, capace anzi di ricordarci il valore dell’inclusione e del senso di comunità che un tradizionale bancone giapponese riesce a ricreare.

In quella piccola taverna ogni isola diventa parte di un arcipelago e la solitudine viene scacciata via anche solo il tempo di un ultimo bicchierino di sakè. Peraltro il manga è anche una vera e propria guida gastronomica della cucina tradizionale giapponese, con buona pace di chi crede che oltre il sushi non esista altro. Ogni episodio infatti parte da un piatto o da un ingrediente sempre differente che diventa spesso elemento cardine della storia.

Ogni notte raccontata non è collegata alla seguente, ognuna è un microcosmo che si lascia gustare come singola portata ma che spesso presenta personaggi che ritornano ciclicamente come dei veri clienti abituali, proprio come noi quando un tempo ci rintanavamo in quei posti sinceri che amiamo dei nostri quartieri.

Leggendo questi primi due volumi è facile accorgerci non solo della mancanza della nostra taverna personale quanto del contatto con l’altro, seppur estraneo alla nostra vita. E per quanto non possa essere lo stesso, alla fine della lettura sembrerà di essersi appena alzati dalle sedie del ristorante, dopo aver ordinato il piatto del giorno come un curry freddo “del giorno prima”, degli anelli di cipolla, dei wurstel rossi a forma di polpo o degli spaghetti al sugo di anguilla. 

E verrà spontaneo chiedersi se un posto così esista davvero, solo per volerne scoprirne l’indirizzo e recarsi lì con il primo volo quando si tornerà a viaggiare. Per ascoltare le storie notturne che cela Tokyo, per raccontare la propria, per sentirsi in fondo un po’ meno soli. 

I primi due volumi de La Taverna di Mezzanotte sono già disponibili, la serie è ancora in corso di pubblicazione in Giappone e la cadenza delle uscite italiane è semestrale. Il tratto semplice e privo di fronzoli e la fluidità e brevità degli episodi la rendono una lettura perfetta anche e soprattutto per chi ha voglia di avvicinarsi per la prima volta al manga d’autore attraverso un’opera capace di emozionare e lasciarsi gustare come il nostro comfort food personale.

 

La Taverna di Mezzanotte
di Yaro Abe
Bao Publishing
cartonato, 304 pp.,
17,00 €

Alessia Carlozzo

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