La repressione dell’Eritrea contro gli attivisti per i diritti umani

Amnesty International denuncia in un rapporto le minacce del governo eritreo contro i difensori dei diritti umani che criticano il regime di Asmara

Provocazioni da parte di funzionari di governo, intolleranza delle autorità contro dissenso e critiche, anche fuori dai confini dell’Eritrea. In un durissimo rapporto, Amnesty International denuncia l’operato del regime di Asmara, che attualmente presiede il Consiglio ONU dei diritti umani.

Nel corso degli ultimi mesi, diversi esponenti del governo eritreo hanno pubblicato tweet intimidatori contro persone che a Londra avevano organizzato e dibattuto in una conferenza dedicata alla costruzione della democrazia in Eritrea. Nel suo rapporto Amnesty nomina alcuni Paesi a rischio per i difensori dei diritti umani nello Stato del Corno africano; tra questi, Kenya, Regno Unito, Norvegia, Olanda, Svizzera e Svezia, senza contare personalità importanti, come Mussie Zerai

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Daniel Mekonnen, direttore degli Avvocati eritrei in esilio (fonte immagine: genevasummit.org)

Come dichiarato da Joan Nyanyuki, direttrice di Amnesty International per Africa orientale, Corno d’Africa e regione dei Grandi laghi, “per molti difensori dei diritti umani, la fuga dall’Eritrea non ha significato una pausa dalla repressione, a causa della quale molti di loro sono morti proprio mentre cercavano di allontanarsene. Devono costantemente guardarsi le spalle e controllare ogni parola che dicono, impauriti dalla lunga mano del governo eritreo che si estende ben oltre le frontiere”.

Per approfondimenti:

(a cura della redazione)

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