Grazie Kimi! Con Antonelli l’Italia torna a vincere in F1 dopo 20 anni
Andrea Kimi Antonelli trionfa a Shanghai nel GP di Cina e riporta il tricolore in cima ad un podio di Formula 1.
Un pilota italiano torna a vincere in Formula 1, 20 anni dopo il trionfo in Malesia di Giancarlo Fisichella.
A riuscire in questa impresa è Andrea Kimi Antonelli. Il 19enne bolognese, al secondo anno in Mercedes, ha condotto un fine settimana da veterano portando a casa nell’ordine pole position, giro veloce in gara e vittoria, un tris di risultati che era riuscito solo ad Alberto Ascari nel lontanissimo 1956.
C’è di più, perché con la pole position del sabato a 19 anni, 6 mesi e 17 giorni è diventato il più giovane poleman nella storia della F1.
A stupire dí questo giovane bolognese è la maturità con la quale ha colto il primo successo in carriera sul circuito di Shanghai. Antonelli è stato in testa dal primo all’ultimo giro, approfittando dei duelli tra le Ferrari di Lewis Hamilton e Charles Leclerc e del suo compagno di squadra George Russell, per accumulare un vantaggio che è stato la chiave del suo successo.
Una sola sbavatura a 3 giri dalla bandiera a scacchi con un lungo figlio della tensione ma che lo ha riportato concentrato verso la fine della gara. Le lacrime con le quali Andrea Kimi Antonelli mostra appena sceso dalla sua monoposto dimostrano l’emozione e la consapevolezza che ha avuto il pilota della Mercedes nel centrare questo successo.
Il team radio del team principal della Mercedes, Toto Wolff, la dice lunga su come la scommessa fatta su Antonelli stia ripagando le aspettative. Perché ha avuto coraggio a puntare su un giovanissimo per sostituire un sette volte campione del mondo come Lewis Hamilton. Ma Wolff è sempre stato chiaro. Ha delineato delle tappe di crescita per Andrea Kimi proteggendolo quando sbagliava e non esaltandolo eccessivamente quando le cose andavano bene. Per il 2026 il piano era vincere qualche gara e già al secondo appuntamento stagionale (3 considerando la sprint) ci è già riuscito.
Il podio è stato un colpo al cuore per i tifosi italiani, che in senso inverso rispetto ai trionfi di Michael Schumacher con la Ferrari hanno sentito suonare l’inno italiano e tedesco. Iconico il fatto che il pilota che gli ha ceduto il passo sulle Frecce d’argento stesse sul podio con lui, centrando in maniera quasi emblematica il primo podio con la rossa di Maranello.
Una rondine non fa primavera ma d’ora in poi oltre che per la Ferrari l’Italia della Formula 1 avrà un motivo più che valido per guardare i gran premi: sostenere un ragazzo che si spera possa riportare un pilota italiano a trionfare nella massima serie automobilistica.
Articolo a cura di Andrea Pulcini
