Sanae Takaichi, una Iron Lady alla guida del Giappone
Per la prima volta nella storia, il Paese nipponico avrà una Premier donna. Ecco chi è Sanae Takaichi, l‘ultraconservatrice che si appresta ad inasprire la direzione dei Liberal Democratici.
Sanae Takaichi è la prima Premier donna nella storia del Giappone. Come spesso accade in questi casi, il più grande auspicio è che un governo a trazione femminile garantisca al Paese un futuro orientato al progressismo e al riparo da stereotipi sessisti. Non è infrequente, tuttavia, che le più ottimistiche attese rimangano tali.
Cosa aspettarsi, dunque, da una politica ultraconservatrice come Sanae Takaichi? La campagna elettorale della Iron Lady nipponica, Presidente del Partito Liberal Democratico (PLD), è stata profondamente incentrata sulla sicurezza e sulla ripresa economica – da conseguire attraverso riarmo, piani anti-immigrazione e rilancio del potere di acquisto. Per quanto riguarda i diritti civili, invece, non si prevedono cambiamenti strutturali in tema di parità – né per la posizione delle donne né per le persone omosessuali.
Eppure, il fatto che Takaichi sia stata eletta a Prima Ministra lo scorso 21 Ottobre appare già come un segnale di cambiamento di portata storica in un Paese, il Giappone, che si posiziona al 118° posto su 148 per la presenza di donne nella sfera politica. Secondo l’Indice di Divario di Genere del World Economic Forum del 2025, infatti, il genere femminile è rappresentato solo dal 15% dei parlamentari giapponesi.
Cresciuta nella cerchia del nazionalista Shinzo Abe, la sessantaquattrenne Sanae Takaichi è entrata in politica all’inizio degli anni 90 del secolo scorso – prima come indipendente e in seguito come esponente del PLD, con cui ha ricoperto diverse cariche ministeriali. Provò a candidarsi a Premier già nel 2021 e nel 2024 ma ha avuto successo alla sua terza occasione, quando il Primo Ministro Shigeru Ishiba si è dimesso per aver perso la maggioranza in Parlamento.
Al ballottaggio del 21 Ottobre, dunque, Sanae Takaichi ha vinto le elezioni con 237 voti alla Camera dei Consiglieri e 125 alla Camera dei Rappresentanti, superando il rivale Shinjiro Koizumi. Il suo governo, forte della coalizione con l’Innovation Party – forza politica di ultradestra – si è messo all’opera nell’immediato.
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Guidare il Paese significherà affrontare diverse sfide, sia in casa che oltre confine. In primo luogo, economia debole e inflazione: il programma di Taikachi prevede un aumento della spesa pubblica per rilanciare il potere d’acquisto e l’abbassamento delle tasse per dare respiro fiscale ai contribuenti. Sarà lotta agli sprechi: è prevista la creazione di un’ apposita Agenzia che individui le voci superflue, a cominciare dal numero dei parlamentari.
In tema di Sicurezza, altro cardine del programma, ci si muoverà su più fronti: innanzitutto, la spesa per la Difesa punterà ad almeno il 2% del PIL – tra equipaggiamento missilistico e cyersecurity. Altro obiettivo sarà il ripristino di un esercito nazionale, interdetto nel secondo dopoguerra per volontà degli Stati Uniti. E proprio dal rapporto con questi e con la Corea del Sud si costruirà la politica estera, cercando sicurezza internazionale al riparo da Pechino. Non dimentichiamo, però, che Takaichi ha sempre parlato di Japan First: le relazioni internazionali non dovranno pregiudicare l’interesse patrio.
Nel campo dei diritti civili, come dicevamo, la Premier rimane fortemente conservatrice: la parità di genere dovrà attendere, visto che le donne sposate continueranno a mantenere il cognome del marito e che il titolo imperiale seguirà appannaggio dei soli eredi maschi. Chiaramente, di unioni tra persone omosessuali neanche a parlarne.
Altro tema caldo, lo si può trovare proprio in casa dei liberal democratici. Dopo oltre 70 anni di governo, infatti, il PLD sta perdendo presa sull’opinione pubblica a causa di uno scandalo di due anni fa sulla gestione illecita e non trasparente di alcuni di fondi statali da parte di alcuni deputati. L’argomento, tuttavia, sembra non preoccupare la neo Premier, visto che ha incluso nel gabinetto governativo i 7 legislatori coinvolti – da lei nominati vice ministri o segretari parlamentari. Una mossa che non sorprende, visto che già durante la campagna elettorale aveva assicurato che non avrebbe penalizzato i parlamentari rei, ma che potrebbe rivelarsi sbagliata – incentivando la sfiducia della popolazione verso la sua classe politica.
Le parole con cui Takaichi ha accolto la vittoria ben descrivono il personaggio: “Abbandonerò completamente il concetto di equilibrio tra lavoro e vita privata. Lavorare, lavorare, lavorare: questo è ciò che farò. E chiedo sinceramente a ciascuno di voi di impegnarsi instancabilmente nel proprio ambito”. Troverà il sostegno del popolo o lo allontanerà, rendendo ancora più critica la posizione del suo partito?
