“Kill Bill: The Whole Bloody Affair”, il manifesto artistico di Quentin Tarantino
È tornato al cinema “Kill Bill The Whole Bloody Affair”, ma questa volta in versione unitaria e completa. La forma definitiva, esattamente come Tarantino l’aveva sempre immaginata.
A oltre vent’anni dall’uscita dei due volumi, la temporanea distribuzione nelle sale italiane di “Kill Bill: The Whole Bloody Affair”, ha rappresentato un’occasione rara e preziosa per gli appassionati di Quentin Tarantino e per tutti gli amanti del grande cinema.
Un’opera “gargantuesca”, per citare il film stesso, che nella sua versione integrale restituisce tutta la complessità dell’universo creativo del regista: se “Pulp Fiction“ è il film che lo ha consacrato, “Kill Bill“ è probabilmente il film che più di ogni altro racchiude la sua identità artistica.
Trasformare la cinefilia in stile
Cinefilo vorace prima ancora che regista, Tarantino ha sempre trasformato le proprie passioni cinematografiche nella materia dei suoi stessi film. Facendo convivere il western con il cinema delle arti marziali, il Revenge movie e l’animazione giapponese, “Kill Bill” diventa emblema di un immaginario collettivo, riconoscibile anche da chi non lo ha mai visto: dalla tuta gialla, alla spada di Hattori Hanzo, fino al pastiche sonoro e all’iconica interpretazione di Uma Thurman nei panni di Beatrix Kiddo, il film si è affermato come uno dei più grandi cult contemporanei.
Prima i film, poi tutto il resto
La passione di Tarantino per il cinema affonda le radici nell’infanzia, già nelle prime esperienze in sala per film come “Conoscenza carnale” e “Un tranquillo weekend di paura”.
Da ragazzo lavora presso il videonoleggio Manhattan Beach Video Archives: siamo negli anni Ottanta, decennio in cui l’Home Video trasforma radicalmente il rapporto con il cinema. La possibilità di vedere tutto, subito, da casa, alimenta una conoscenza insaziabile, rendendolo un fruitore onnivoro. Eppure, non è questo lavoro a fare di Tarantino un cinefilo, come tiene a precisare lui stesso: «Non sono diventato un cinefilo perché lavoravo lì. È il contrario: mi hanno preso a lavorare in quel posto perché ero molto appassionato di cinema e sapevo tutto sull’argomento».
Una vendetta in sospeso
Tornando a “Kill Bill: The Whole Bloody Affair“, il film oltre a unire i due volumi, include alcuni contenuti inediti alla storia originaria.
In particolare, vengono aggiunti sette minuti alla sequenza animata dedicata al passato di O-Ren Ishii alle prese con Pretty Ricky, uno degli assassini responsabili della morte dei suoi genitori, e una scena post-credit presentata come “Il capitolo perduto. La vendetta di Yuki”. Il personaggio che viene introdotto è la sorella di Gogo Yubari, la spietata guardia del corpo di O-Ren uccisa da Beatrix nella celebre sequenza di combattimento della “Casa delle foglie Blu”.
Ciò che appare fin da subito sorprendente è la grafica della scena che risulterà incredibilmente familiare per gli spettatori più giovani. L’estetica di Fortnite sui personaggi di Beatrix e di Yuki, (e sulle ambientazioni e le skin del gioco stesso) è riconoscibilissima non solo per gli appassionati del videogioco, ma per chiunque abbia anche solo sfiorato la cultura visiva contemporanea.
Questa scena era in realtà presente nella sceneggiatura originale di “Kill Bill: Volume 1“, tra l’altro unico grande scontro con armi da fuoco, ma fu tagliata per ragioni di budget. Tarantino riuscì a realizzarla decenni dopo grazie a Unreal Engine, il motore grafico sviluppato da Epic Games (creatori di Fortnite) che rese possibile l’uscita del corto in versione animata, in anteprima all’interno del gioco stesso il 30 novembre 2025.
A meno di un anno dall’evento, la scena trova finalmente posto anche in “The Whole Bloody Affair”, rendendo ancora più palese la capacità di Tarantino di far dialogare mondi almeno in apparenza lontani.
“Kill Bill: The Whole Bloody Affair“ non è solo la versione integrale dei film usciti nei primi anni Duemila, ma è un manifesto artistico.
È l’opera nella forma che Tarantino aveva sempre immaginato: unica, completa, esuberante.
Il conto era aperto da vent’anni. La vendetta, si sa, non ha fretta.
Articolo a cura di Chiara Lepore
Immagine di copertina via Flickr, licenza Creative Commons
