A Napoli a forte rischio i servizi per le dipendenze
Il collettivo delle dipendenze del Consorzio Gesco denuncia la decisione dell’ASL Napoli 1 Centro di interrompere la nuova gara d’appalto e di prorogare i servizi solo fino al 31 agosto 2026.
Quasi 40 anni di lavoro e di collaborazione tra pubblico e terzo settore che rischiano seriamente di andare in frantumi, un sistema di servizi che operatrici e operatori del Consorzio Gesco, nato a Napoli e composto da 8 cooperative, vogliono difendere.
Chi scrive si riferisce a un modello integrato che nel tempo ha messo insieme interventi clinici, educativi e sociali, supportando bisogni complessi e spesso invisibili come dipendenze, marginalità, disagio psichico, vulnerabilità sociale, misure alternative alla detenzione, nuovi consumi, gioco d’azzardo patologico.
Ecco che scatta quindi la mobilitazione, compresa una raccolta firme online, lanciata dal collettivo delle dipendenze del Consorzio Gesco per scongiurare la decisione dell’ASL Napoli 1 Centro di interrompere la nuova gara d’appalto e di prorogare i servizi solo fino al prossimo 31 agosto, aprendo così uno scenario di elevata incertezza.
Per questo è stata indetta un’assemblea pubblica, programmata per mercoledì 1° aprile alle ore 17 ai Giardinetti di Porta Capuana nel capoluogo campano, per un primo confronto con la cittadinanza sul futuro dei servizi, sulla tutela del lavoro e sul diritto alla cura.
“Non si tratta soltanto di difendere posti di lavoro, ma di salvaguardare una rete pubblica e sociale che in questi anni ha garantito continuità assistenziale, prevenzione, inclusione e tutela della salute pubblica”, sottolineano i promotori.
“Chiediamo che la riduzione del danno, già prevista nei LEA (Livelli Essenziali di Assistenza), venga resa strutturale anche in Campania e che si apra un confronto istituzionale vero, capace di tutelare servizi e professionalità costruiti in decenni di esperienza sul campo”.
Articolo a cura di Graziano Rossi
