#ConLaValigiaPronta… direzione Mosca!

Se adorate viaggiare questo periodo in casa può essere duro. Per alleviare le vostre giornate arriva in vostro soccorso #ConLaValigiaPronta, che vi porterà in giro per il mondo (in attesa di farlo sul serio)

Marzo 2020. L’Italia si ferma. Le città si svuotano, le strade sembrano il set di un film post apocalittico. Le quattro mura di casa sono le uniche cose che vediamo, giorno dopo giorno.
Ma se c’è una cosa che nemmeno un virus a elevata contagiosità non può fermare, quella è la capacità di noi esseri umani di viaggiare con la mente.

Ed è proprio questo lo scopo della rubrica #ConLaValigiaPronta: aiutarvi a evadere – con la mente, sia chiaro, perché DOVETE STARE A CASA. Perciò chiudete gli occhi e immaginate di preparare la valigia. Cosa metterci? Io vi consiglio maglioni di lana e delle scarpe comode ma molto calde, perché “Con la valigia pronta” vi porta a Mosca.

Dopo un viaggio in aereo (sempre immaginario, ricordatevelo) di quasi quattro ore, siamo finalmente in terra russa! Perciò dobro pozhalovat (che in russo vuol dire “benvenuti”).

La prima tappa – che io definirei obbligatoria – è ovviamente Piazza Rossa, che con i suoi 74.831 metri quadrati si classifica come una delle piazze più estese del mondo. Conoscete il detto “tutte le strade portano a Roma”? Ecco in questo caso potremmo dire “tutte le strade nascono dalla Piazza Rossa” e per questo è considerata il vero e proprio cuore della capitale e di tutta la Russia.

Contrariamente a come si pensa, il nome non deriva dal colore dominante nella piazza, né dal tradizionale rimando del rosso all’ideologia comunista, ma nasce dall’evoluzione dell’aggettivo krasnaja (femminile di красный, krasnyj), che, in passato – oltre indicare il colore rosso – aveva anche il significato di “bello”.

Alla piazza si accede, venendo da Piazza del Maneggio, attraversando l’imponente Porta della Resurrezione e superando l’ingresso del maestoso Museo Statale di storia (anch’esso rigorosamente rosso). Il panorama che ci troviamo davanti è il seguente: alla nostra sinistra il raffinato edificio del GUM, centro commerciale che si articola su tre piani di negozi di grandi marchi della moda (e non solo); alla nostra destra una curiosa costruzione a forma piramidale a gradoni in granito marrone (il Mausoleo di Lenin) e le mura del Cremlino, lungo le quali si trova una serie di sepolture monumentali, da Stalin a Gagarin.

Io davanti San Basilio

L’occhio viene, però, catturato dal simbolo più famoso della capitale moscovita: la cattedrale di San Basilio, voluta dallo zar Ivan IV il Terribile per celebrare la conquista dei nuovi territori. Davanti alla cattedrale il monumento agli eroi nazionali Kuz’ma Minin e Dmitrij Požarskij, che cacciarono da Mosca gli invasori polacchi. Vicino a questo troviamo una curiosa piattaforma elevata, la cosiddetta Lobnoe mesto, usata in alcuni casi per esecuzioni, ma soprattutto per le cerimonie religiose solenni davanti alla cattedrale e per annunciare vari decreti.

A pochi passi dalla Piazza Rossa, oltrepassando la Duma (il Parlamento), ecco un’altra icona della città: il teatro Bol’šoj, che si presenta agli occhi dei turisti in un severo stile neoclassico. Il Bol’šoj ospita numerosi balletti, opere e spettacoli teatrali: tra i più celebri templi del balletto classico mondiale, il teatro è associato ad una compagnia di danza, il Balletto Bol’šoj. Quello che nessuno sa è che accanto al Grande Teatro (traduzione letterale del nome) troviamo il Malyj Teatr (Piccolo Teatro), che si occupa soprattutto di opere di prosa.

È praticamente impossibile camminare lungo la Moscova senza notare la maestosa cattedrale di Cristo Salvatore. Oltre all’oggettiva bellezza dell’edificio, la cattedrale è interessante anche dal punto di vista storico, dato che dopo la morte di Lenin, il luogo su cui sorgeva la cattedrale venne scelto dalle autorità sovietiche per la costruzione di un monumento al socialismo, che si sarebbe chiamato Palazzo dei Soviet. La cattedrale di Cristo Salvatore venne fatta saltare in aria. Con il declino e la fine del regime sovietico, la Chiesa Ortodossa Russa ricevette l’autorizzazione a ricostruire la cattedrale di Cristo Salvatore, nel febbraio del 1990.

Siete amanti della natura e la vita frenetica di una città da 12 milioni di abitanti vi manda in tilt? Il vostro posto è allora il Gorkij Park (che prende il nome da Maksim Gor’kij), fondato nel 1928. Un po’ come Central Park a New York, il Parco Gorkij, data la sua estensione, è il vero e proprio polmone verde della città.
Non si tratta solo di uno spazio verde con alberi, aiuole e laghetti dove rifugiarsi per poche ore, il Gorkij offre ai suoi visitatori attività di svago di ogni genere, dallo sport, con campi da beach volley, piste da pattinaggio e piste ciclabili, all’arte.

All’interno del parco si trova il Muzeon, il parco delle arti, un museo a cielo aperto dove sono state installate le statue dei rappresentanti del potere sovietico. Ma se siete dei veri amanti dell’arte, il Gorkij vi offre un vero e proprio gioiello: la galleria Tret’jakov.

Rimanendo in tema di musei, nessuno può lasciare la capitale della Federazione senza aver visitato il Museo Puškin delle belle arti. Il museo nacque come raccolta di  calchi di sculture famose, che attualmente occupano gran parte del primo piano – immaginate quanto sia fuorviante vedere una copia perfetta del David a km di distanza da Firenze –  a cui si aggiunsero poi opere originali, soprattutto dipinti e materiale archeologico proveniente dall’Antico Egitto, Antica Grecia, Antica Roma e Asia minore.

Purtroppo, il nostro breve viaggio sta per terminare, ma, come in ogni viaggio che si rispetti, non possiamo dimenticarci dei souvenir! Perciò, unendo l’utile al dilettevole, ecco a voi il mercato di Izmailovo. Questo Cremlino (eh già, non c’è solo quello in Piazza Rossa) multicolore è la sede di un mercato vivace, dove potrete comprare tutti i prodotti tipici russi a prezzi vantaggiosi (se sapete contrattare). Inoltre, troverete al suo interno il Museo della Vodka e il Museo della Cioccolata, perciò direi che è una tappa obbligata.

Il nostro primo viaggio finisce qua, però tranquilli, #ConLaValigiaPronta torna presto!

Arianna Volpini

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