La quotidiana follia di Roma

Un servizio di trasporto pubblico disastroso, che ogni giorno costringe decine di migliaia di persone, disabili compresi, a barcamenarsi tra stazioni della metropolitana chiuse, tram inesistenti e autobus guasti. È la Roma del 2019
disabili

Una delle scale mobili non funzionanti della metropolitana di Roma

Quella che vedete nell’immagine di questo articolo è una delle scale mobili presenti nella stazione Piramide della metropolitana di Roma. Nel momento in cui ho fatto questo scatto con il mio smartphone mentre andavo al lavoro la scala mobile non era in funzione, così come altre decine in tutta la rete metroferroviaria della capitale considerando appunto scale mobili, ascensori, montascale (ad uso disabili e anziani in carrozzina).

Per fare un conto più o meno esatto basta fare un salto sul sito dell’Atac, l’azienda del trasporto pubblico romano, per vedere, giorno dopo giorno quanti siano gli impianti guasti. A fine dicembre, scriveva Repubblica.it in questo articolo, le stazioni con almeno un problema erano 28 (più 6 della Roma-Lido, da anni la peggiore linea ferroviaria d’Italia), mentre dal 23 ottobre 2018 che la fermata “Repubblica” della linea A, una delle più frequentate della città, è chiusa a causa del crollo di uno degli impianti, un incidente che provocò decine di feriti. Da quella sera, anche le stazioni immediatamente successive, Barberini e Spagna, effettuano un servizio a singhiozzo a causa di numerosi guasti.

In tutto questo, anche in superficie la sofferenza è sempre più in aumento: tanto per fare un esempio, il numero dei tram in circolazione negli ultimi mesi è crollato sensibilmente, mentre ormai quotidianamente sul profilo Twitter di Atac sono innumerevoli i post con linee che vengono improvvisamente disattivate per ore (o giorni) a causa della mancanza di autobus funzionanti. Eppure Roma Capitale, per bocca (e post sui social) del Sindaco, Virginia Raggi, e dell’Assessore ai Trasporti, Linda Meleo, (e negli ultimi giorni, con un accordo da 425 milioni di euro annunciato da prima cittadina e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Danilo Toninelli) dichiara incessantemente che i tempi bui sono passati, che tutto quello che era stato (non) fatto dalle amministrazioni precedenti “oggi” non c’è più.

Ora, escludendo per un singolo momento le questioni politiche che si celano dietro questa o quella decisione, da persona disabile che utilizza i mezzi di trasporto di Roma ormai da 20 anni, mi sento amareggiato, preso in giro, perché la verità è semplicemente una: la capitale ha un sistema di trasporti che ha già superato la fase del collasso. In questo momento storico tutti i cittadini, turisti e pendolari che devono spostarsi da un punto all’altro dell’Urbe o la devono raggiungere devono sperare di non accumulare chissà quali ritardi, con tutte le conseguenze derivanti da ciascun caso.

Il mio di caso è quello di una persona con difficoltà motorie che ogni giorno per affrontare 4 chilometri di percorso tra casa e lavoro devo calcolare, sia all’andata che al ritorno, anche 1 ora. E questo accade nella città più popolosa d’Italia, dove tutte le persone devono affrontare un disastro che sembra non avere fine.

Graziano Rossi

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Una risposta

  1. Paolo ha detto:

    Non è tollerabile che nella CAPITALE di uno stato civilizzato ci debbano essere problemi di questo genere. Si spendono cifre assurde per cose inutili e non si riesce a trovare il denaro per riparare delle scale mobili. Quanto costa chiamare 2 ascensoristi.Com’è possibile arrivare a questo punto??

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