Università: il Profumo che non ti aspetti

Cambiano i test d’ingresso per le facoltà a numero chiuso. Quale istruzione universitaria attende i futuri studenti degli atenei italiani e soprattutto quando potranno studiare per i test d’ammissione? Le scelte del dimissionario ministro dell’Istruzione

di Guglielmo Sano

test ingressoFrancesco Profumo, ministro “tecnico” dell’istruzione, ormai dimissionario visto il recente insediamento del nuovo governo, prima di lasciare la sede di viale Trastevere a Roma, ha voluto regalare ai futuri universitari un ultimo decreto.

Il provvedimento riguarda, molto da vicino, l’ammissione ai corsi che prevedono una prova d’ingresso. Nello specifico le nuove modalità dei test riguardano le facoltà di Medicina, Odontoiatria, Veterinaria, Professioni Sanitarie e Architettura.

L’anno accademico 2012-13, che ormai sta terminando, aveva visto svolgersi i test nei primi giorni di settembre, così da permettere a tutti gli aspiranti universitari di prepararsi adeguatamente alle prove d’ammissione, magari anche di rilassarsi un po’, dopo aver sostenuto i temutissimi esami di maturità.

Si comincia prima – Il calendario dei test è stato totalmente rivoluzionato: la maggior parte delle prove sarà a luglio, l’unica a svolgersi il 4 settembre sarà quella per l’ammissione alla facoltà di Professioni Sanitarie. La prova di Medicina e di Odontoiatria si svolgerà il 23 luglio, Veterinaria il 24 e Architettura il 25.

Pare che l’anno accademico 2014-15, invece, vedrà i test d’ammissione anticipati addirittura ad aprile, ma non si capisce come gli aspiranti professionisti possano essere in possesso delle necessarie competenze per affrontare i test, senza neanche aver finito l’ultimo anno scolastico.

Meno tempo e meno domande – Rispetto alle due ore fin ora concesse agli esaminandi, solo 90 minuti possono fare paura, anche se solo di mezzora in meno si tratta. Questo punto del decreto dispiacerà in particolar modo, però, agli aspiranti architetti che potevano contare su un buon quarto d’ora in più, che fa sempre comodo in situazioni del genere.

Nella foto Francesco Profumo, ex ministro dell'Istruzione

Nella foto Francesco Profumo, ex ministro dell’Istruzione

Tuttavia sono previsti anche un minor numero di quesiti: si passa da 80 a 60. La “cultura generale” viene notevolmente ridotta, solo cinque i quesiti al riguardo, quindi presumibilmente mai più estati passate a sfogliare giornali in spiaggia o davanti al telegiornale mentre si mangia l’anguria, mai più domande sui gusti della grattachecca preparata magistralmente da “sora Maria” davanti al Liceo “Tacito” di Roma.

Aumentano vertiginosamente le domande di logica, ben 25, il resto sarà costituito da quesiti riguardanti l’indirizzo specifico del corso di laurea: biologia, chimica, fisica e matematica regnano nei test delle facoltà scientifiche, ad Architettura tratteranno di storia e disegno, solo 8 i quesiti di matematica e fisica.

Per ogni risposta esatta il punteggio sarà di 1,5, per ogni risposta sbagliata 0,4, rispetto allo 0,25 dei precedenti anni. Per ogni domanda omessa il punteggio è 0. Con il proprio test si potrà raggiungere un massimo di 90 punti, per arrivare a 100 si prenderà in considerazione il voto conseguito agli esami di maturità, ma solo se è pari o maggiore di 80, le tabelle definitive verranno comunicate entro maggio.

Il tentativo è quello di dare un bonus agli studenti meritevoli (così come previsto già nel 2007 da un provvedimento dei ministri di centro-sinistra Fioroni e Mussi ma mai reso operativo), può essere mossa una critica nel momento in cui non si tiene conto della diversa severità e rigidità nell’assegnare i voti tra le diverse regioni, tra tipi di istituto pubblici e privati. Per sopperire a questa mancanza la tabella su cui si baserà la somministrazione del punteggio rispetto al voto di maturità terrà conto anche delle differenze tra le varie scuole delle varie regioni.

Altra grande novità è la creazione di una graduatoria nazionale, sulla scia della possibilità data agli studenti nel 2012 di concorrere per gruppi di università su macro-aree regionali, per eliminare ogni tipo di disparità a livello locale, così che uno studente di Bari non potrà accedere alle facoltà con un punteggio inferiore rispetto a un omologo di Milano.

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