Il business nascosto dei cassonetti

La crisi in Spagna ha fatto emergere il fenomeno dei “cartoneros”, cittadini che rubano nei  cassonetti per vendere i materiali ai grossisti

di Maria Bonillo Vidal

714509_new_york_times_foto610x342Fare di necessità virtù, farne un business. Questa, piú o meno, l’idea che in Spagna ha portato centinaia di persone a frugare tra l’immondizia. Può serviree tutto, o quasi: metallo, oggetti in rame, mobili, abbigliamento, cartone – la raccolta di questo ultimo materiale dà il nome a questi particolare categoria di ladri: i “cartoneros”.

Ultimamente il numero di “cartoneros” è aumentato visibilmente. L’enorme situazione di crisi che sta vivendo il Paese iberico fornisce immagini che a volte fanno paura. Come se di un paese del terzo mondo si trattasse, uomini e donne rovistano tra i cassonetti alla ricerca del proprio, speciale “oro” – ossia qualsiasi oggetto o materiale che può essere venduto a peso ai grossisti.

Benché il quadro descritto sembra terrificante, in realtà i “cartoneros” ci sono stati sempre – non soltantoo in Spagna. La differenza è che ultimamente li si vede ogni giorno, a qualsiasi ora e in quasi tutte le città. Pure l’età dei “ladri” è cambiata: adesso anche i bambini lavorano con carta e cartoni.

La situazione è diventata cosí preoccupante per le amministrazioni che diversi comuni, come quello di Madrid o Barcellona, hanno iniziato a perseguitarli, poiché la raccolta dei rifiuti è illegale – solo i municipi possono raccogliere e gestire la spazzatura.

A Valencia, invece, il fenomeno investe soprattutto l’abbigliamento. Il comune della città ha deciso di ritirare circa 500 cassonetti destinati alla raccolta di abiti da utilizzare a scopi benefici.  “Con la raccolta di vestiti diamo lavoro a persone disabili o con problemi a reinserirsi nel circuito lavorativo” – spiega una delle responsabili de ‘La casa gran’, uno degli enti che colloca questi cassonetti nelle strade pubbliche.

Ma non tutti gli enti sono come ‘La casa gran’: negli ultimi tempi sono affiorate tantissime associazioni formalmente ‘no profit’, che in realtà lo sono. “Esistono molti tipi di business”, ha denunciato l’assessore ai rifiuti del comune valenciano. Per questa ragione, in un mese la città preparerà una “mappa” con 50 punti diversi “omologati” e adibiti alla consegna di vestiti non utilizzati che, con la garanzia del comune, andrano a finire nelle mani giuste.

Intanto, nel resto della Spagna, i “cartoneros” continuanerano a setacciare diversi punti della città. Non si tratta di una questione d’igiene, né tantomeno di estetica. E’ un grave problema sociale nascosto dietro le terribili cifre di disoccupazione. I politici, per il momento, hanno deciso di continuare a perseguitare questi “ladri” che rubano l’immondizia. Mentre, altri tipi d’immondizia e corruttella si diffondono tra le alte sfere del potere.

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Una risposta

  1. fausto ha detto:

    I “cartoneros” argentini riproposti nella penisola iberica. Il collasso spagnolo contemporaneo ripropone scenari già noti in Sud America.

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