Libri senza parole. Dal mondo a Lampedusa e ritorno

Presentato il progetto internazionale IBBY Italia

di Clarissa Coppola

fonte immagine: bibliotecasalaborsa.it

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Dedicare una sezione romana a IBBY (International Board on Books for Young People) è sostanziale per un progetto il cui obiettivo è portare libri da tutto il mondo per una biblioteca da realizzare a Lampedusa. Nello specifico IBBY è un’istituzione che coinvolge coloro che, a livello internazionale, si occupano a vario titolo della lettura per bambini. In Italia l’iniziativa vede partecipi lo scaffale del Laboratorio d’arte di Palazzo delle Esposizioni, la Biblioteca Europea, Giusy Nicolini in qualità di sindaco dell’isola e alcune case editrici della capitale specializzate nelle pubblicazioni per ragazzi.

Perché di questo si tratta, libri silenziosi, ovvero libri senza parole che, attraverso il solo uso di immagini, riescono ad andare oltre, a far viaggiare la mente oltrepassando la frontiera testuale. Sono prodotti di alta qualità, complessi da realizzare, basati sulla conoscenza di un linguaggio iconico che spesso gli adulti stessi ignorano.

E funzionano non solo per la fascia d’età 0 – 6 anni, perché, raccontando storie personali, si possono leggere al contrario e dicono molto con l’immaginazione. Come mai la scelta è andata verso Lampedusa? Perché rappresenta l’incontro coi migranti che sbarcano ogni anno. A sostegno di quest’importante progetto viene chiesto ai 70 Paesi partecipanti di inviare la loro selezione migliore di libri silenziosi.

Una giuria internazionale stilerà una honour list per le opere più significative. Delle copie pervenute, una è destinata alla biblioteca dell’isola, una allo scaffale d’arte di Palazzo delle Esposizioni e un’altra diventerà parte integrante della mostra itinerante nel mondo che a giugno 2013 partirà da Roma e, dopo l’estate, girerà per le sedi che ne avranno fatto richiesta.

Si deve fare in modo che la costruzione della biblioteca a Lampedusa diventi un ponte di collegamento tra l’isola e l’accoglienza ai tanti bambini abbandonati che vi si riversano costantemente. I tempi di accoglienza sono lunghi e un libro offrirebbe loro infinite possibilità per iniziare un nuovo percorso. Il mondo intero dovrebbe essere coinvolto in questo piano che parte da una piccola realtà ma si estende con l’intento comune e originario di accogliere in particolare i più piccoli che, dopo un viaggio faticoso e pieno di sofferenze, con un libro da sfogliare si sentirebbero a proprio agio, non subirebbero traumi e sarebbero sicuramente un po’ più felici.

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Una risposta

  1. 9 Dicembre 2013

    […] Lo scorso anno ci eravamo lasciati con una proposta. Ebbene, un anno dopo l’idea è diventata realtà e la mostra ha preso il via . […]

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