Volley, ribaltone Italia alla vigilia delle Final Six

Il Ct della Nazionale Berruto rimanda in Italia capitan Travica, Zaytsev, Sabbi e Randazzo. Entrano Saitta, Botto e Nelli. Mercoledì c’è la Serbia per l’esordio delle Final Six di World League

di Gabriele Farina

Ivan Zaytsev. L'Azzurro mandato via dal ritiro insieme a 3 compagni di squadra (fonte immagine: oasport.it)

Ivan Zaytsev. L’Azzurro mandato via dal ritiro insieme a 3 compagni di squadra (fonte immagine: oasport.it)

I valori contano più del cognome sulla maglia. Ne è certo Mauro Berruto. L’allenatore della Nazionale azzurra di pallavolo ha rinunciato a quattro giocatori alla vigilia delle finali di World League.

I rimpatriati sono Dragan Travica (alzatore), Ivan Zaytsev (opposto), Giulio Sabbi e Luigi Randazzo (schiacciatori). Nomi non certo di secondo piano: basti pensare che il primo è anche il capitano della squadra. Perché? Motivi disciplinari.

La Federazione italiana spiega che i quattro hanno disatteso delle indicazioni acquisite da tutto il resto della squadra. Secondo quanto si apprende dai quotidiani nazionali, il quartetto è rientrato tardi lo scorso sabato sera. La domenica era libera, prima di riprendere gli allenamenti e debuttare mercoledì a Rio de Janeiro contro la Serbia.

Ci sono valori che devono essere a fondamento di ogni azione quando si veste la maglia azzurra – spiega il ct Berruto – se questo non era chiaro da oggi sono certo che lo sarà. Questa decisione, presa in accordo con la Federazione, ha il significato di rimettere al centro di ogni progetto tecnico il valore del rispetto dei ruoli e delle regole.

Al loro posto l’allenatore ha proposto i nomi (accettati dalla Federazione) di Davide Saitta (alzatore), Iacopo Botto (schiacciatore) e Gabriele Nelli (opposto). Quattro giocatori vanno via, ne subentrano tre. I puniti sono già in volo verso l’Italia, il terzetto arriverà martedì 14 luglio, un giorno prima dell’esordio contro la Serbia. Carlo Magri, presidente federale, ha spiegato che l’episodio sarà esaminato con attenzione.

Una scossa non indifferente in un ambiente a caccia di risultati. La Nazionale, infatti, non solleva il trofeo dal 2000, pur avendo ottenuto due bronzi nelle ultime due edizioni. La ventiseiesima è stata sinora un’alternanza di grandi prestazioni (come la vittoria in Brasile contro i carioca) con altre non di livello (come lo stop interno contro l’Australia).

La sfida contro Atanasijevic e soci erano già stata uno spartiacque in vista della volata finale. Gli azzurri sperano che l’esito sia diverso, visto che a Belgrado e Novi Sad giunsero due sconfitte (3-2 e 3-1).

Sul parquet scenderà una squadra rivoluzionata. A partire dalla cabina di regia, dove si contenderanno la maglia di titolare Simone Giannelli e il nuovo arrivato Saitta. Il tempo per gli esperimenti è poco. Ancora ventiquattro ore e gli Azzurri saranno di nuovo in campo contro la Polonia.

In caso di almeno un successo l’Italia avrebbe l’occasione d’incontrare il Brasile, gli Stati Uniti o la Francia (vincitrice del gruppo 2) nelle semifinali. Se dovessero arrivare due sconfitte allora sarebbero di certo le ultime due partite in questa edizione.

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