I Top/Flop della Serie A: la 22ª giornata di campionato

Le pagelle della nostra redazione sportiva sui migliori/peggiori team e giocatori dell’ultimo turno della Serie A

La 22ª giornata della Serie A (da venerdì 12/02/2021 a lunedì 15/02/2021) ci ha regalato un lungo weekend di grandi emozioni sportive.

TOP TEAM – NAPOLI

La delusione per il mancato accesso alla finale di Coppa Italia viene subito cancellata dalla grande serata allo stadio Diego Armando Maradona di Napoli. Gattuso ricorre alle leve psicologiche per risollevare un ambiente che, in questa stagione, si è rivelato spesso troppo inquieto e rovente. La ritrovata verve agonistica fa da sfondo all’ottima prestazione partenopea, in termini di concretezza ed equilibri tattici. Insigne realizza il rigore (concesso dalla VAR), e poi il Napoli difende con le unghie, fino alla fine, il risultato da grande squadra. Gattuso da una lezione di tattica all’amico Pirlo: possesso lasciato volutamente agli avversari, poi riconquista della palla nei propri 25 metri con avvio di ribaltamenti per innescare le frecce Lozano, Insigne ed Osimhen. Alla voce dessert, il menù del giorno prevede per gli ospiti un dolce tipico campano: il babà napoletano. Vittoria tattica a tavolino.

FLOP TEAM – MILAN

Chi mai si sarebbe aspettato che la capolista subisse uno stop così eclatante, tanto da costare anche la leadership in classifica? Forse nessuno, ci verrebbe quasi da dire. Lo Spezia, però, stupisce tutti. Le aquile nere vanno in campo e sorprendendo la squadra di Pioli sia sul piano fisico che su quello tecnico-tattico. Il Milan, che forse ha eccessivamente sottovalutato l’impegno e il valore tecnico dell’avversario, conclude il match senza riuscire a fare un solo tiro in porta. Un dato allarmante, se in campo schieri gente del calibro di Ibrahimovic, Mandzukic, Leão e Çalhanoğlu, tanto per citarne alcuni. Si è trattato di un brutto stop per i rossoneri, che è perfino difficile giustificare e commentare. Pioli dovrà subito correggere il tiro, visti i prossimi impegni: Stella Rossa (andata/ritorno di Europa League), Inter e Roma (campionato). Sosta inaspettata o inizio di una impasse generale? La risposta la daranno i risultati delle prossime partite. Harakiri rossonero.

TOP PLAYER – LUKAKU

In una giornata in cui ci sono stati fior di candidati al titolo di top player, sceglierne uno sarebbe stato un arduo compito per chiunque. La lista dei papabili includeva Insigne (Napoli), Muriel (Atalanta), Veretout (Roma), Quagliarella (Sampdoria), Perisic (Inter), Berardi (Sassuolo) e S. Bastoni (Spezia). Alla fine, però, a toglierci dall’imbarazzo della scelta è intervenuto l’immenso Romelu Lukaku. Perché mai? Proviamo a spiegarvelo. Ieri, il bomber belga ha trascinato letteralmente la sua squadra alla vittoria. L’Inter vince grazie ai suoi due gol conquistando la vetta solitaria della classifica (il sorpasso ai cugini rossoneri è ormai una missione compiuta). Con le reti alla Lazio, Big Rom raggiunge CR7 in cima alla classifica marcatori (16 gol). Ancora, i numeri non finiscono qui: Lukaku segna la sua 300a rete a soli 27 anni (eguagliando CR7). Meglio di loro in questa speciale classifica c’è solo Sua Maestà Messi (300 gol a 25 anni). E poi abbiamo ancora negli occhi l’entusiasmante cavalcata di oltre 60 metri, con cui la punta interista confeziona l’assist all’amico Lautaro Martínez per il 3-1 finale. Forse adesso vi è più chiaro perché abbiamo scelto Lukaku. Aveva ragione Conte ad insistere per farselo comprare. Quando accende i motori, l’attaccante nerazzurro si trasforma in un panzer indistruttibile che viaggia a tutta velocità (chiedere informazioni a Parolo). Superman, Iron Man, RoboCop, Terminator, Uomo Bionico: chiamatelo pure come volete, tanto la realtà Lukaku non cambia. La formula è: Potenza X Velocità=Classe allo stato puro. Pantera nerazzurra.

FLOP PLAYER – CHIELLINI

Nella sconfitta rimediata contro il Napoli, la difesa bianconera non brilla per le sue solite qualità. E indovinate un po’ chi delude maggiormente? Giorgio Chiellini. Il difensore soffre la rapidità di Insigne, Osimhen e, soprattutto, di Lozano. Il messicano, infatti, è proprio una brutta gatta da pelare per lo juventino. Oltre a soccombere nei duelli di rapidità, il centrale della Vecchia Signora fallisce clamorosamente nella regia difensiva. L’intesa con De Ligt, come si vede, manca quasi del tutto (entrambi si integrano e rendono molto meglio con Bonucci, come compagno di reparto). Spesso il reparto arretrato non applica alla perfezione gli schemi difensivi: scaglionamenti, diagonali, risalite, pressioni, uscite sul portatore ecc. E’ evidente che Pirlo deve lavorare ancora molto sui sincronismi difensivi. In particolare, il tecnico dovrà scegliere una volta per tutte a chi affidare le redini della sua difesa. Pertanto, prima del confronto in Champions, vanno risolti di problemi sulla leadership del reparto arretrato e l’assetto difensivo. Pirlo è ad un bivio decisivo: o Chiellini o De Ligt. Entrambi rischiano di creare più guai che cose buone. La vecchia retroguardia ora è proprio in affanno.

 

Francesco Ciavarella

Immagine di copertina via twitter.com/LukakuBrasil

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