Primo Maggio 2018, le nostre interviste dal backstage

Nel backstage del concertone di Piazza San Giovanni abbiamo raccolto le parole degli artisti che si sono esibiti sul palco del concertone

Aimone Romizi
©Francesca Romana Abbonato | Ghigliottina

Un cast che ha fatto discutere i più puristi e tradizionalisti dello storico concertone del Primo Maggio da Piazza San Giovanni di Roma, ma che comunque alla fine ha rispettato le attese: coinvolgere le nuove generazioni portando ad esibirsi gli esponenti più in voga del panorama indie-pop contemporaneo, ma non solo. Un concerto per tutti, che ha visto alternare sul palco rap, pop, rock e la più discussa Trap.

Dall’area stampa di Piazza San Giovanni abbiamo raccolto le parole di alcuni degli artisti che si sono esibiti nel corso del concertone.

Gli Zen Circus, per primi ai nostri microfoni nel corso del lungo pomeriggio, ci hanno raccontato del loro ultimo lavoro Il fuoco in una stanza, che li ha visti tornare sugli scaffali e sui palchi italiani ad appena un anno dal penultimo La terza guerra mondiale.La band pisana ci ha svelato di essere al lavoro anche in preparazione di un importante anniversario: i dieci anni di Andate tutti affanculo (2009).

Dal marcato accento toscano del circo Zen, torniamo però a Roma. Ai nostri microfoni Marco Zitelli, in arte Wrongonyou, ci ha raccontato il suo breve ma già molto importante percorso artistico, che lo vedrà a breve in tour per l’europa.

Il concertone però è da sempre un momento di riflessione per il pubblico presente, soprattutto grazie ai messaggi trasmessi dalle band che si esibiscono. Così è stato per il rapper torinese Willie Peyote, che ci ha raccontato il suo personale messaggio: sensibilizzare la gente a pensare con la propria testa.

Quest’anno però il primo maggio ha voluto dare il proprio spazio in area stampa anche a realtà più piccole, ma sicuramente dalla importante valenza musicale. Ed è così che gli organizzatori dei festival di tutta Italia, hanno avuto un ulteriore modo di farsi conoscere e presentare la propria realtà. Abbiamo incontrato Daniele C Triniti, organizzatore del Reset Festival di Torino: un festival organizzato da musicisti per musicisti.

Sul palco però, tra i generi più vari, è salito anche un compositore che nella sua musica fonde l’elettronica con la classica. Lui è Dario Faini in arte Dardust. Una carriera la sua che lo ha visto salire sui più importanti palchi italiani e europei fino ad arrivare proprio sul palco di piazza San Giovanni.

Quest’anno però il concertone non ci ha risparmiato sorprese. Ed è così che anche se non annunciato sul palco è salito anche Aimone Romizi, frontman e cantante dei Fast Animals and Slow Kids. Senza i suoi Fask è stato chiamato sul palco per una esibizione-omaggio agli Skiantos e così ai nostri microfoni ci ha raccontato le sue sensazioni al momento del contatto per questa iniziativa.

Un’esplosione di consensi sia di pubblico che di critica, che li ha portati in appena due anni sui palchi dei grandi club italiani fino proprio ad esibirsi al Primo maggio romano di quest’anno. Parliamo dei Canova, che ci hanno raccontato le loro sensazioni appena scesi dal palco e quali progetti li attendono per il futuro.

Ultimi ai nostri microfoni, sicuramente non per importanza, i Ministri. La band milanese uscita quest’anno con Fidatevi, ci ha parlato dei loro 15 anni di carriera, degli ultimi inserimenti nella band e di quali sono le loro intenzioni per il prossimo futuro dalla band.

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