Disoccupazione record in Spagna

Più di sei milioni di spagnoli sono senza lavoro, disoccupazione giovanile al 57%

di Maria Bonillo Vidal

paroLa cifra è sconvolgente: 6.202.700. Questo il numero di disoccupati in Spagna, durante il mese di marzo. I numeri non si fermano, continuano a salire nonostante i mercati diano un respiro al Paese iberico e lo spread comincia a scendere. E’ la prima volta che si supera la barriera psicologica dei sei milioni di persone senza lavoro e il dato più drammatico riguarda la disoccupazione giovanile: il 57 % dei giovani spagnoli non han un impiego.

La riforma del mercato del lavoro, polemicamente approvata nel febbraio del 2012, non sta dando i risultati che il governo del Partito Popolare aspettava. Secondo questi dati, infatti, in Spagna si distrugge un posto di lavoro al minuto da quando questa nuova legge è entrata in vigore. E’ evidente, dunque, l’allarme sociale – che chiama in causa il 27 % della popolazione.

Nel primo trimestre dell’anno 322.300 persone hanno perso il lavoro – cifra inferiore a quella del 2012 ma superiore a quella del 2011 e 2010. In totale, in un anno è sparito più di mezzo milione di posti di lavoro. Ciò conferma che la riforma del mercato del lavoro non funziona e che le misure per attivare l’ocuppazione devono arrivare e presto.

Mai come adesso la situazione del Paese iberico è stata drammatica, almeno per i cittadini – del resto gli effetti del mercato finanziario, del debito o della borsa non li percepiscono in maniera diretta. Ma il problema è che esiste più di un milione e mezzo di famiglie cui tutti membri sono disoccupati – dunque dipendono dagli aiuti dello Stato. Oppure dai nonni: in parecchi casi, famiglie intere vanno avanti con le pensioni degli avi – che a loro volta, hanno visto ridursi abbastanza a causa delle politiche di austerità.

L’esilio dei giovani

Tra tutti quelli che vedono un futuro grigio a causa dell’assenza di lavoro, ci sono i giovani sotto i 25 anni. Ogni giorno centinaia di giovani fanno le valigie: la maggior parte di loro sono neolaureati, che devono guardare altrove per trovare un modo per sopravvivere. Non si conosce la cifra esatta, ma la penosa gestione della crisi iberica sta portando ad una fuga di cervelli senza precedenti. In passato gli spagnoli sono stati immigranti, ma mai come adesso hanno esportato così tante persone con una formazione universitaria – e che difficilmente torneranno.

Nonostante le cifre, al consiglio dei ministri dello scorso venerdì non è stata proposta nessuna misura urgente per la creazione di nuovi posti di lavoro – così come non sono stati proposti aiuti ai disoccupati o incentivi per le nuove imprese. Eppure da Bruxelles chiedono misure urgenti per arginare il problema. Forse il governo aspetta che la cifra salga a sette milioni, momento in cui il numero dei disoccupati e pensionati supererà quello dei lavoratori

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2 risposte

  1. 18 Settembre 2013

    […] – agitato da alcuni, applaudito da altri. Riflettori spenti su Gibilterra, sui tagli, sulla crisi, sui problemi di corruzione che investono Governo e Casa Reale. Ritorna il dilemma: la Spagna si […]

  2. 24 Settembre 2014

    […] di vista i comizi di maggio e che deve ancora combattere su parecchi altri fronti – come la disoccupazione (sopratutto quella giovanile) e il malcontento degli spagnoli rispetto ai propri […]

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