Al via la raccolta firme per il diritto all’educazione sessuale

Tempo di lettura 2 minuti
Dal 6 agosto al 30 settembre è attiva una raccolta firme per abrogare la legge Valditara sull’educazione sessuo-affettiva nelle scuole.

Il 6 agosto è iniziata una raccolta firme per abrogare la legge n. 104 del 9 giugno 2026, fortemente voluta dal Ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara. La raccolta firme si trova sulla piattaforma online del Ministero della Giustizia ed è stata promossa dal comitato “Sì Educazione Affettiva nelle scuole”

Il cosiddetto ddl Valditara è entrato in vigore a luglio 2026 e introduce l’obbligo di consenso informato preventivo dei genitori per le attività scolastiche che riguardano “temi attinenti all’ambito della sessualità”. Inoltre, vieta tali attività nelle scuole dell’infanzia e primarie, e prevede l’esclusione dall’aula degli studenti minorenni privi di autorizzazione genitoriale.

Educazione sessuale: diritto e opportunità

Eliminando queste norme, l’educazione sessuale e affettiva tornerà a essere un’attività scolastica inclusiva, equiparata alle altre scelte extracurriculari approvate da genitori, docenti e studenti tramite i Piani triennali dell’Offerta Formativa (PTOF). Insomma, come ogni altra attività scolastica tornerebbe ad essere un diritto e un’opportunità, non un’attività da approvare. 
Nello specifico, la didattica sarebbe adeguata all’età, promuovendo la consapevolezza del corpo e dell’affettività usando linguaggi e metodi appropriati per ogni ordine scolastico. Non verranno inoltre esclusi dall’aula studenti e studentesse che non hanno l’autorizzazione genitoriale. L’educazione, anche sessuale, diventa un diritto per chiunque.
Ciò non significa che non ci sarà dialogo tra scuola e famiglia, ma che questo dialogo dovrà avvenire rispettando il diritto di ogni studente e studentessa di accedere all’educazione sessuale, che deve essere obbligatoria, con continuità pedagogica e libera da lunghi iter burocratici.

Cosa accade dopo

Per raggiungere il quorum delle 500 mila firme si ha tempo fino al 30 settembre, dopodiché la Corte Costituzionale dovrà verificare la validità delle firme e la costituzionalità del quesito. A questo punto, il Presidente della Repubblica indirà un referendum con voto (sì o no), con quorum di partecipazione. Non resta che vedere se, anche questa volta, le iniziative dal basso saranno promotrici reali di cambiamento.
Articolo a cura di Iris Andreoni
Immagine di copertina via Unsplash

Potrebbero interessarti anche...

Rispondi

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, scrivi a ghigliottina.it@gmail.com. Cookie Law

Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, scrivi a ghigliottina.it@gmail.com.

Chiudi