“Le Eretiche, Sante e Profetesse”: il diritto di essere se stessi attraverso il rito
La libertà della scelta, di essere sé stessi. Un diritto per lungo tempo negato e conquistato. “Le Eretiche, Sante e Profetesse” di Nora Lux è una riflessione artistica. Un percorso iniziato da Roma, la Città Eterna.
20 giugno, Roma, piazza Cavour. Chi conosce la Capitale sa quanto il luogo sia iconico. Imponente si staglia il Palazzo di Giustizia, il cosiddetto “Palazzaccio” che, vestendosi del manto di bellezza offerto da entrambi i lati del Tevere, ricorda a tutta l’Urbe la potenza del “Diritto”, della legge e dello Stato. Dal lato nord, dove la Corte si allarga in un ordinato giardino pubblico, la pingue statua di Camillo Benso, Conte di Cavour, sorveglia severa l’ingresso di funzionari e supplici come a ricordare il significato di un lastricato percorso.
Un luogo non scelto a caso, come il tempo. Il solstizio d’estate sta per raggiungere il suo apice. Sono le cinque del pomeriggio. Nella piazza rallentata dalla canicola, dei passi muovono silenziosi a celebrare il momento. Un corteo, un antico rito. Breve quanto il tempo che impiega il sole a spostarsi verso Ovest, quasi ad illuminare un cammino.
Una performance, un progetto
Nora Lux, nota artista visuale, sceglie questo luogo e quest’ora per inaugurare attraverso una performance la prima tappa del suo progetto: “Le Eretiche, Sante e Profetesse”.
Un ciclo tripartito nel nome ma unitario nella sua complessa costruzione, che l’artista stessa definisce monumentale. Ad unire il tutto, il concetto di autodeterminazione spirituale, tema universale molto caro al recente dibattito culturale, a cui Nora Lux contribuisce analizzando sette figure che rappresentano modelli altrettanto universali, presenti in ogni cultura. Sette figure femminili, che hanno operato una “scelta” per arrivare all’affermazione del proprio io.
Centrale, in questa ricerca, è la donna. Nel corso dei secoli, la figura femminile è quella che più di tutti ha saputo incarnare l’immagine della sacralità, farsi mediatrice con il divino, Ma, allo stesso tempo, più di tutti ha dovuto patire il peso di questa forza. Nel tentativo di affermare se stessa e il proprio pensiero, la donna è stata spesso vittima dei pregiudizi e della superstizione, che hanno portato nei loro confronti paura e odio.
“Le Eretiche”
Come prima tappa del ciclo, “Le Eretiche” vuole mettere in luce questo “moto di cultura”, il movimento emotivo della donna nell’affermazione del proprio io. L’azzardo di voler manifestare il proprio pensiero sfidando il dogma, l’ordine, l’opinione comune.
La ricerca artistica parte proprio dalla riscoperta del termine “eretico”, dal greco hairetikos, “colui che seglie”. Ai giorni nostri il tema della “scelta” si associa sempre al concetto di libertà. Un diritto che troppo spesso viene considerato basilare, inalienabile all’essere umano. Quasi dovuto. Non si riflette quasi mai su quanto questo dono, la libertà di scegliere per se stessi, in virtù della proprio essere, della propria natura, è un lusso per cui si è dovuto combattere.
Il risultato di vari tentativi, spesso stigmatizzati, perseguiti, a cui la performance di Nora Lux, accompagnata da Alberta Perini e Rebecca Di Gregorio, ha voluto dare voce e un’immagine ben definita. Un corpo unico, come in un coro greco, che è uno strumento espressivo fatto di corde distinte, ma che rispecchia un’unica identità collettiva. Qui, il corpo diventa simbolo di lotta per la propria identità.
Il movimento, il percorso, la trasformazione
La scelta della performance site specific, quindi pensata appositamente per un preciso luogo, rispecchia questa intenzione. Tuttavia qui il Palazzaccio non è solo il simbolo di un potere capace di piegare chi non si sottomette alle leggi dell’uomo. “Il Palazzo di Giustizia non è percepito come luogo di sottomissione al giudizio esterno o al verdetto altrui, e la dimensione estetica dello spazio, che diviene immagine metafisica, contribuisce a leggere il Palazzaccio come entità viva e pulsante. Una controparte necessaria con cui confrontarsi per stimolare una riflessione profonda sulla natura del diritto alla scelta. Se l’arte rende visibile l’invisibile, può stimolare pensieri profondi e aprire il confronto su più livelli di coscienza “.
La “scelta” è elemento chiave. Possiamo leggerlo come un momento di cesura tra un prima e un dopo, tra ciò che si era e ciò che si è deciso di essere. Ma è il frutto di un percorso, di un movimento dell’anima per liberarsi dai vincoli.
A questa interpretazione Nora Lux aggiunge altri elementi chiave: “La scelta della performance per inaugurare il progetto “Eretiche, Sante e Profetesse” mi ha dato la possibilità di indagare la tematica delle eretiche utilizzando lo Spazio e il Tempo in una struttura propria ,esplorando la realtà attraverso un’esperienza del pensiero verso l’interiorità. Mediante la performance rinnovo la comunicazione e apro nuovi sentieri semantici, per una crescita anche culturale”.
“L’arte e la letteratura sono campi in cui l’uomo può liberarsi dai suoi vincoli proprio perché disancorati da obblighi e consuetudini convenzionali per indagare nuove possibilità. Attraverso la visione attiva di una performance site specific si entra profondamente in relazione con lo spazio e con il tempo, dando corpo e sostanza a forme inedite. Le mie azioni sono “sfogo dello spirito” per chi le mette in scena e per chi le osserva, in una catarsi comune. Dalla ricerca formale a strumento di conoscenza che indaga “l’ospite sconosciuto” che ognuno porta con sé. La performance come speranza dell’uomo nuovo”.
Il movimento e, attraverso lo Spazio e il Tempo, il mutamento sono alla base del percorso che porta all’affermazione di sé. In Eretiche, Sante, Profetesse questo processo convive il rito, con la sua stabilità solo apparente, introducendovi l’elemento di caos portato dal movimento stesso. Per l’artista questa relazione è fondamentale: “i riti mettono in atto in maniera visibile e sociale gli archetipi che risiedono nell’inconscio collettivo. Il caos distrugge il senso degli archetipi, ed è proprio cosi che si attuano i cambiamenti”.
Il viaggio di Eretiche, Sante e Profetesse. Verso una nuova tappa
Il percorso di costruzione del progetto parte da lontano, i tratti basilari sono presenti in tutta l’opera di Nora Lux. Un’artista ricercatrice che ha sempre saputo attingere da ampi studi accademici per trasformarli in arte non solo visuale ma transmediale, integrando video, fotografia, performance e sonorità ancestrali.
Una ricerca che con “Le Eretiche” giunge solo ad un punto del percorso personale, ma condiviso con lo spettatore. Usando le parole dell’artista, il progetto vuole essere un’opera itinerante concepita per costruire una nuova geografia dello spirito attraverso l’Europa. Lo farà, come nella tappa romana, risvegliando i luoghi, la loro memoria, mettendo in relazione l’architettura e la narrazione del femminile sacro.
Prossima tappa il 14 luglio a Palermo, in piazza Quattro Canti, alle 6 del mattino. Qui le prime luci dell’alba accompagneranno la performance dedicata alla prima santa del progetto, che ha come titolo “Santa Rosalia e l’ottagono del sole” a cura di Roberto Bilotti Ruggi D’Aragona. Ma non sarà un evento localizzato. La performance artistica si fonderà non solo con il luogo specifico, la piazza, ma si gioverà dell’atmosfera caratteristica della festa religiosa. Una sorta di “momento artistico diffuso”, che offrirà nuove ed inedite suggestioni.
Articolo a cura di Andrea Pezzullo
Immagine di copertina via instagram.com/nora.lux
