Un flash mob contro la transfobia

Protesta contro l’omofobia e la transfobia, organizzata dall’Associazione Libellula ieri a Roma in Piazza del Popolo

di Isadora Casadonte

©Isadora Casadonte

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In vista del Transgender Day of Remembrance, celebrato ogni 20 Novembre in tutto il mondo per ricordare le vittime della transfobia, l’Associazione Libellula sceglie una piazza e un orario di punta (le 15.30), per richiamare l’attenzione dell’opinione pubblica sul tema della discriminazione contro la comunità transessuale.

Con il sostegno delle associazioni LGBT (tra cui MIT, Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli e Di’Gay Project) e con l’appoggio di SeL, del Movimento 5 Stelle e del Partito Comunista dei Lavoratori, l’Associazione Libellula ha lanciato un messaggio forte contro i pregiudizi e gli stereotipi che abitualmente vengono associati alle persone transessuali: Vogliamo rappresentare la nostra “essenza”, il vero spirito della nostra fragile e meravigliosa condizione: quella di persone “normali”, figli, genitori, studenti, professionisti, artisti, attivisti, contadini, amanti della lettura, del cinema….. in poche parole quella di esseri umani.”

©Isadora Casadonte

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Cartelli con frasi emblematiche e domande provocatorie sono stati gli strumenti principali per animare il flash mob. Una protesta finalizzata alla rivendicazione della propria identità sessuale fuori da ogni sensazionalismo, con l’obiettivo di raggiungere un’emancipazione ed un rispetto che non passano solo attraverso le conquiste politiche e civili, ma anche lungo un profondo cambiamento culturale.

Infatti, i risultati del The Transgender Europe’s Trans murder monitoring project parlano chiaro sull’Italia:  negli ultimi quattro anni sono 20 le vittime trans accertate nel nostro paese. Un numero che ci fa salire al secondo posto per numero di vittime in Europa, dopo la Turchia.

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A pronunciare ad alta voce i nomi delle vittime della transfobia è Leila Daianis, Presidente dell’Associazione Libellula, mentre una candela viene accesa per ricordare ognuno di loro.

Salviamo una persona, salviamo il mondo intero”: questo il proverbio arabo ricordato da Leila Daianis per concludere la manifestazione.

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