Candice Carty-Williams e la sua “Queenie”, tra forza e fragilità

Romanzo d’esordio di Candice Carty-Williams, Queenie è stato al centro – nel 2017 in patria, ancora prima di essere pubblicato – di un’asta agguerritissima tra editori.

QueenieLondra. Quella che si ritrova all’inizio del romanzo è esattamente l’atmosfera che ricordo della capitale britannica (per la mia generazione vivere lì per qualche tempo è stato un must): le feste in appartamenti da urlo in cui la quantità di alcol disponibile era pari al disagio della composita schiera di invitati e imbucati male assortiti, i parchi pubblici dove distendersi a leggere un libro in santa pace che poi diventano i teatri di incontri con stagionali anime gemelli, i coinquilini improbabili, gli agenti immobiliari un po’ viscidi.

A Londra, precisamente a Brixton, vive Queenie, la protagonista che dà il titolo al libro.

Ha 25 anni, un fidanzato e delle amiche e lavora in un giornale. Il lettore la incontra all’inizio di quella che forse è una delle fasi più dolorose della sua vita, il culmine di una parabola discendente. 

Dopo tre anni e una convivenza, il suo compagno Tom si allontana. Queenie scopre proprio in quel frangente di aver avuto un aborto spontaneo, si ritrova da sola ad affrontarlo, così come sola si trova ad affrontare un trasloco, una nuova casa, nuovi coinquilini. La sua vita, insomma.

Passano i mesi e Tom non si fa sentire. Al lavoro è sempre più distratta e meno produttiva. Ha una serie di avventure occasionali con uomini improbabili: la frustrazione è decisamente superiore al divertimento.

In un circolo vizioso in cui eventi e personaggi infieriscono su Queenie e in cui Queenie, in maniera autolesionista, continua a trovarsi in situazioni tossiche, tutto l’irrisolto della sua vita le piomba addosso e la immobilizza in veri e propri attacchi di panico.

Può contare però sulle amiche e sulla sua famiglia i cui membri, per quanto a modo loro, non la lasciano sola. Troverà supporto nella psicoterapia e piano piano la ruota sembrerà risalire.

Queenie è una giovane donna, un personaggio che fin da subito rivela una evidente fragilità e inadeguatezza in cui tante persone possono ritrovarsi. Ci si possono ritrovare forse soprattutto i suoi coetanei e le sue coetanee che come lei vivono quella complicata e contraddittoria fase della vita in cui le proiezioni (esogene o endogene) dei propri desideri si scontrano con la realtà e in cui i nodi vengono al pettine se non si è avuto cura di districarli ben bene prima.

A pesare sui suoi polmoni come un macigno, infatti, a soffocarla durante i suoi attacchi di panico sono le vicende della sua infanzia, che l’hanno segnata profondamente.

Ne hanno determinato la bassissima se non inesistente autostima, la tendenza ad allontanare da sé chi vorrebbe starle vicino nell’inconsapevole convinzione di non meritare nulla di buono.

Queenie è una ragazza nera, di origini giamaicane. Questo fattore a mio avviso non è centrale nelle dinamiche del crollo psicologico di Queenie e quindi della storia: la sua potrebbe essere la storia di una qualunque ragazza di 25-30 anni che non si ama e che fino a quando non impara a farlo attira solo uomini e situazioni sbagliate.

Ma è sicuramente un elemento di contesto e di caratterizzazione del personaggio che non fa che rendere tutto più difficile per Queenie. In sottofondo (molto in sottofondo) si sentono gli echi delle manifestazioni del BLM e la pericolosa superficialità verso le questioni razziali, anche da parte di quei bianchi che si professano antirazzisti (come nel caso di una delle migliori amiche di Queenie).

Romanzo d’esordio di Candice Carty-Williams, Queenie è stato al centro – nel 2017 in patria, ancora prima di essere pubblicato – di un’asta agguerritissima tra editori.

Alla fine l’ha spuntata Orion che, con un assegno a 6 cifre, si è aggiudicato i diritti in Regno Unito e Commonwealth. Il romanzo è stato pubblicato nel 2019 e all’inizio del 2021 è arrivato in Italia con Einaudi.

Mi sono chiesta come mai questo esordio abbia riscosso tutta questa attenzione che, tra l’altro, non si esaurisce in un’asta al cardiopalma: pare che una serie TV, tratta da questo libro e scritta a 4 mani con nientepopodimeno che l’acclamatissima Zadie Smith, sia già in fase di lavorazione. 

L’autrice ha accostato il suo personaggio a Bridget Jones ma non ne ha la leggerezza. Probabilmente non è nemmeno il romanzo della vita, sebbene la protagonista e la scrittura possano facilmente farsi amare dai più. Credo invece che la fragilità del personaggio e gli attacchi di panico, che purtroppo sembrano essere sempre più frequenti nella nostra società, uniti al contesto e alle tematiche di sottofondo (questioni razziali, violenza domestica, gentrificazione, etc.) lo rendano un prodotto molto attuale. Non sono sicura però che possa reggere efficacemente il trascorrere del tempo.

@vivileggiama

Queenie
di Candice Carty-Williams
traduzione di Maria Grazia Perugini
Einaudi, 2021
pp. 384, € 18,50

Immagine di copertina via deardominique.com

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