Alexei Navalny rimarrà in carcere in Russia fino al 15 febbraio

Il leader dell’opposizione russa, Alexei Navalny, rimarrà in carcere nel suo Paese fino al 15 febbraio. L’uomo era rientrato domenica ed era stato immediatamente fermato ed arrestato in aeroporto. Navalny era stato avvelenato l’anno scorso con un agente nervino ed era stato ricoverato in Germania per le cure

Il leader dell’opposizione russa, Alexei Navalny, ha chiesto al popolo del suo Paese di riversarsi per le strade in una protesta di massa, dopo che lunedì 18 gennaio 2021 un tribunale ha deciso di trattenerlo in custodia per 30 giorni, fino al 15 febbraio. La Fondazione Anti-Corruzione di Navalny ha annunciato che le manifestazioni si terranno in tutto il Paese il 23 gennaio.

L’arresto

Alexei Navalny è stato arrestato la sera di domenica 17 gennaio, meno di un’ora dopo essere atterrato a Mosca arrivando dalla Germania, dove era stato ricoverato l’anno scorso dopo il presunto avvelenamento con l’agente nervino Novichok. L’uomo ritiene che sia stato il presidente del Paese, Vladimir Putin, a dare l’ordine. La polizia lo ha fermato al controllo passaporti e lo ha trattenuto. Navalny ha dato un bacio alla moglie e l’ha abbracciata, poi gli agenti lo hanno scortato via.

Il volo di Navalny sarebbe dovuto atterrare all’aeroporto di Mosca Vnukovo, dove si erano raccolti centinaia dei suoi sostenitori. Tuttavia, le autorità avevano deciso di chiudere lo scalo all’ultimo minuto, dirottando l’aereo sul quale viaggiava l’uomo verso lo Sheremetyevo, lontano dai media che lo aspettavano. Prima dell’arrivo di Navalny, il servizio penitenziario russo aveva dichiarato che l’uomo aveva violato i termini della libertà condizionale di una sentenza sospesa relativa a una appropriazione indebita risalente al 2014.

Inizialmente, i sostenitori di Navalny, non riuscendo a localizzare l’uomo, avevano cominciato a twittare l’hashtag #WhereisNavalny per richiedere informazioni circa il suo arresto. Nella tarda serata di domenica, il suo avvocato, Olga Mikhailova, ha dichiarato che la polizia stava trattenendo l’uomo in un comando presso l’aeroporto e che non aveva potuto incontrarlo. Il Washington Post ha riportato che la donna si è lamentata col giudice, Elena Morozova, perché al team legale di Navalny non era arrivata nessuna notifica dell’udienza. Allora, il giudice ha deciso di dare all’avvocato 30 minuti per leggere i documenti del caso e 20 minuti per consultarsi con il leader dell’opposizione.

L’udienza, convocata frettolosamente, è avvenuta presso un comando della polizia nelle vicinanze dell’aeroporto. Sul muro dietro Alexei Navalny era appeso un poster di Genrikh Yagoda, capo della polizia segreta sotto Stalin che organizzava processi farsa e aveva disposto i campi di prigionia noti come gulag. Kira Yarmysh, l’assistente di Navalny che ha postato il video online, ha dichiarato che solamente i giornalisti pro-Cremlino di Russia 1 e Lifenews hanno avuto il permesso di partecipare.

La risposta internazionale

I funzionari statunitensi ed europei, così come alcuni importanti attivisti, incluso Edward Snowden, hanno richiesto alle autorità russe di rilasciare il leader dell’opposizione. Snowden, l’informatore della National Security Agency (NSA) che vive in Russia, ha anche postato su Twitter a favore di Navalny, definendo il suo arresto una “ripetizione degli errori fatti durante l’era sovietica”.

La nuova amministrazione degli Stati Uniti, che salirà in carica il 20 gennaio, ha velocemente condannato l’arresto, mostrando che i diritti umani probabilmente rientreranno a far parte dell’agenda con Mosca, una volta che Donald Trump lascerà la Casa Bianca. Il consigliere per la sicurezza di Joe Biden, Jake Sullivan, ha chiesto il rilascio immediato di Navalny. L’uomo ha aggiunto che “bisogna individuare i colpevoli di questo scandaloso attacco alla sua vita”. Una portavoce del Ministero degli Esteri russo ha risposto: “Preoccupatevi dei problemi del vostro Paese”.

Anche l’amministrazione USA uscente, che ha sempre esitato a criticare il governo di Vladimir Putin, ha condannato l’arresto di Navalny nella serata di domenica. Il segretario di Stato, Mike Pompeo, ha dichiarato che Washington condanna fortemente il fermo dell’uomo. “Si tratta dell’ultimo di una serie di tentativi di mettere a tacere Navalny, altre figure dell’opposizione e le voci indipendenti che criticano le autorità della Russia. I leader politici sicuri di se’ non temono la competizione, né commettono violenze o detengono gli opponenti politici” ha spiegato.

Amnesty International ha definito Alexei Navalny un “prigioniero di coscienza”, dichiarando che l’uomo “è stato privato della sua libertà di attivismo politico pacifico e della sua libertà di espressione”.

La reazione europea

Anche i funzionari del Regno Unito e dell’Unione europea hanno condannato l’arresto. Alcuni di loro hanno richiesto nuove sanzioni contro la Russia per aver violato i diritti umani. Il ministro degli Esteri tedesco, Heiko Maas, ha dichiarato: “La Russia è legata, dalla sua stessa Costituzione e dagli obblighi internazionali, al principio dello stato di diritto e alla protezione dei diritti civili. Questi principi devono, ovviamente, applicarsi anche ad Alexei Navalny. Dovrebbe essere rilasciato immediatamente”.

Il presidente del Consiglio Europeo, Charles Michel, ha dichiarato che l’arresto di Alexei Navalny è inaccettabile. “Chiedo alle autorità della Russia di rilasciarlo immediatamente” ha postato su Twitter. Anche il Ministero degli Esteri francese si è unito a tale commento. “Coi suoi partner europei, stiamo seguendo la situazione con grande allerta e chiedendo il suo rilascio immediato” ha dichiarato la portavoce Agnes von der Muhll.

La controparte britannica ha spiegato di essere “profondamente preoccupata. Invece di perseguitare la vittima di questo terribile crimine, le autorità russe dovrebbero indagare su come sia possibile che un’arma chimica sia stata utilizzata nel Paese”. Anche i deputati dell’opposizione britannica hanno criticato la Russia. Lisa Nandy ha dichiarato che Navalny è stato “la vittima di un vergognoso attacco con armi chimiche. Ha dimostrato di avere un grande coraggio ritornando nella sua patria. Il suo arresto è ingiustificato. È un insulto al popolo russo. Deve essere immediatamente rilasciato e coloro che l’hanno attaccato devono essere portati in tribunale”.

La risposta della Russia

In Russia, le autorità hanno cercato di minimizzare l’arresto. Quando, sabato sera, i giornalisti hanno chiesto al portavoce di Putin, Dmitri Peskov, se ne sapesse qualcosa, lui ha dichiarato di non saperne niente. “Per favore, spiegatemi. Lo hanno arrestato in Germania? Non vi seguo”.

Dmitry Kiselyov, il presentatore di uno show settimanale sulla televisione di Stato russa, ha paragonato il ritorno di Alexei Navalny dalla Germania al viaggio di Vladimir Lenin a bordo di un treno sigillato nel 1917, in quello che ha definito “una forza rivoluzionaria”.

Sergei Lavrov, il ministro degli Esteri russo, ha dichiarato che i leader occidentali stanno cercando di “sviare l’attenzione dalle loro profonde crisi”.

 

Traduzione di Chiara Romano da theguardian.com, washingtonpost.com

Immagine di copertina via theguardian.com

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