60ª edizione del Festival dei Due Mondi di Spoleto: ciak, si gira ancora!

Fino al 16 luglio Spoleto torna a illuminare il panorama artistico e culturale internazionale con l’edizione 2017 del Festival dei Due Mondi

di Alessandra Giannitelli
su Twitter @Alessandrag_83

Pièce teatrali, concerti d’opera, lirica, jazz e musica leggera, danza, mostre d’arte, proiezioni cinematografiche, letture pubbliche e dibattiti su temi d’attualità: eccoli ancora una volta i protagonisti indiscussi dello Spoleto Festival dei Due Mondi – giunto quest’anno alla 60ª edizione – che si è aperto venerdì 30 giugno con la mostra “Modigliani e l’Art Nègre: simbolo, opere, tecnologia” a cura dell’Istituto Amedeo Modigliani e si concluderà domenica 16 luglio con il Concerto Finale dell’Orchestra Giovanile Luigi Cherubini fondata e diretta da Riccardo Muti.

Non è semplice mantenere livelli di attenzione e di prestigio quando il termine di paragone è costituito da tanti anni di splendore e di eventi internazionali come nel caso del Festival dei Due Mondi di Spoleto. Eppure, dal 2007 ad oggi, complice il passaggio di testimone a Giorgio Ferrara alla conduzione in seguito alla scomparsa del maestro Gian Carlo Menotti (fondatore del Festival nel 1958), Spoleto Festival ha continuato a meravigliare e a coinvolgere il proprio pubblico.

Una direzione artistica – quella di Ferrara – che, per il suo influente contributo nella revisione e valorizzazione del Festival, proprio lo scorso 16 giugno ha ottenuto dal consiglio di amministrazione della Fondazione del Festival il rinnovo per il triennio 2018-2020.

Tra le novità di questa 60ª edizione, un’apertura anticipata al 29 giugno dedicata alla situazione post-sismica del centro Italia e incentrata sulla mostra diffusa Frammenti di 60 anni di storia lungo i percorsi del centro storico – organizzata e coordinata da Stefano Bonilli – che ripercorre i sessant’anni del Festival e che resterà aperta fino al 18 ottobre.

L’inaugurazione della mostra è stata affiancata dalla presentazione del volume “Spoleto 1958. Alle radici della storia, il primo Festival dei Due Mondi a cura di Antonella Manni e Rosaria Mencarelli (Nuova Eliografica Fiori, 2017).

Tanti gli appuntamenti anche quest’anno, a partire dalla già citata mostra “Modigliani e l’Art Nègre: simbolo, opere, tecnologia inaugurata il 22 giugno e ospitata nel Palazzo Bernardino Montani: una narrazione visiva che inizia con la Parigi dei primi del Novecento e porta il visitatore alla scoperta dell’arte africana e dell’intreccio di quest’ultima con l’estetica dell’opera di Modigliani, non soltanto attraverso le opere dell’artista ma con lo speciale supporto tecnologico che ne favorisce l’immedesimazione.

Si prosegue poi su diverse tipologie di spettacolo che già il 1 e il 2 luglio hanno catturato gli spettatori: dalla trasposizione teatrale del libro “La paranza dei bambini” di Roberto Saviano – incentrata sul rapporto tra giovani e camorra e portata sul palco dalla compagnia Nuovo Teatro Sanità diretta da Mario Gelardi – al più leggero e leggiadro omaggio a Maria Callas per i 40 anni dalla sua scomparsa, interpretato dall’étoile dell’Opéra di Parigi Eleonora Abbagnato, dal 2015 direttrice del corpo di ballo dell’Opera di Roma.

Da questa settimana, poi, sarà il turno – solo per citare alcuni degli eventi in programma – di Aveva due pistole con gli occhi bianchi e neri“, testo di Dario Fo reinterpretato dal regista teatrale cinese Meng Jinghui (7, 8 e 9 luglio, Teatro Nuovo “Gian Carlo Menotti”), e di Fiorella Mannoia in concerto con il suo ultimo album “Combattente” (13 luglio, Piazza Duomo).

Si potrà ripercorrere la storia del Kung Fu nei cinque atti dello spettacolo “11 Warriors portato in scena dai ballerini-atleti della Jackie Chan’s Long Yun Kung Fu Troupe (14 e 15 luglio, Teatro Nuovo “Gian Carlo Menotti”) o tuffarsi nel virtuosismo del balletto del Roberto Bolle and friends, che riunisce i grandi ballerini delle migliori compagnie internazionali guidati dal più prestigioso interprete italiano contemporaneo della danza classica a livello internazionale (15 luglio, Piazza Duomo).

Un’estate che inizia dunque all’insegna dell’arte e della cultura abbracciate da una cornice intima e internazionale al contempo come quella offerta da Spoleto, cittadina umbra tempestata di luoghi simbolo come Piazza Duomo, il Teatro Nuovo “Gian Carlo Menotti” per la lirica e la prosa, il Teatro Romano per il balletto, la chiesa di Sant’Eufemia per la musica sacra notturna, la Spoletosfera – sede di conferenze, concerti e mostre d’arte.

Alessandra Giannitelli

Sono nata nell’agosto del 1983 e non sono ancora riuscita a scrollarmi di dosso la forte attrazione per tutto ciò che riguarda le storie e la scrittura. Dopo aver conseguito la laurea in Lettere e Filosofia presso l’Università degli Studi “La Sapienza” di Roma, ho iniziato a muovere i primi passi nella stesura di recensioni di libri e di eventi culturali per diverse testate on-line come Oltrepensiero (per la quale ho curato la rubrica Godot), Bibliomanie, Leggere:tutti, L’immaginazione e La stanza di Virginia. Nel 2010, dopo aver svolto uno stage presso la Biblioteca Italiana dell’Università “La Sapienza” di Roma, mi sono specializzata nella correzione, revisione ed editing di racconti, romanzi, tesi di laurea, studi e singoli articoli e nel 2015, a seguito del corso di formazione editoriale presso Herzog, ho collaborato con Editori EIR nella correzione ed editing del libro Il mito del sacrificio rigenerante di Alessandro Mariotti. Dopo anni di racconti inviati a vari concorsi e pubblicati in diverse antologie, nel 2014 ho finalmente portato a termine la mia prima narrazione lunga, Quanto dura il sempre, attualmente in attesa di un editore. Da settembre 2016 gestisco il blog Quantodurailsempre.com, attraverso il quale provo a parlare delle letture e delle esperienze culturali che riguardano la mia quotidianità, e faccio parte della redazione culturale di Ghigliottina. Attualmente insegno Lettere ai ragazzi delle scuole medie e continuo a lavorare affinché la mia passione per la scrittura e per l’editoria si concretizzino in nuove esperienze.

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