Volley: Italia di nuovo sul podio in World League

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    Una buona Italia ritrova il podio della World League dopo 9 anni (fonte immagine: Credits Fivb)

In Argentina gli Azzurri battono la Bulgaria e sono tra le prime tre dopo nove anni. Russia d’oro, sorpresa Canada

di Gabriele Farina
@Gabri3_0

Una buona Italia ritrova il podio della World League dopo 9 anni (fonte immagine: Credits Fivb)

Una buona Italia ritrova il podio della World League dopo 9 anni (fonte immagine: Credits Fivb)

Cala il sipario sulla World League 2013, un torneo che ha visto, per i primi quattro posti, confermati i valori delle Olimpiadi di Londra. L’oro è andato a una Russia in versione schiacciasassi, che ha sconfitto all’ultimo atto il Brasile. Terza l’Italia, che ha fatto sua la “finalina” contro la Bulgaria.

L’azzurro ha due facce – Come nella fase intercontinentale, la squadra di Berruto ha alternato momenti d’intensità notevole a blackout, a volte nella stessa partita. Ecco così un parziale dominato nella semifinale contro i futuri campioni (15-10), trasformato poi in un set perso in rimonta (23-25), preludio alla sconfitta finale per 3-1.

Altalenante anche la gara con Sokolov e compagni. Subito sotto nel primo parziale, chiuso per 21-25, gli Azzurri conquistano i due successivi set (25-21 e 25-20) trascinati da un super Vettori, scelto opposto in sostituzione di Savani e che ha ripagato la fiducia con 29 punti. La formazione di Placì raddrizza la gara nel quarto con nuovo 21-25, ma nel tie-break non c’è storia: 15-7 e Italia sul podio della World League dopo nove anni di attesa.

Soddisfazione che si accompagna ai premi come miglior schiacciatore, assegnato a Ivan Zaytsev (decisivo anche quando infortunato), e miglior centrale, a Emanuele Birarelli, giocatore dalla battuta strategica e dal primo tempo facile (15 punti per lui con la Bulgaria).

Dalla lama al velluto – Incredibile il percorso della Russia. La formazione per due volte ha rischiato di dover lasciare anzitempo la competizione e per due volte ce l’ha fatta all’ultimo respiro, salvo poi vincere con autorità nei momenti in cui contava di più, ossia la final four.

Fase a gironi continentale, Italia e Russia appaiate a 19 punti, Germania sotto a 14 ma ancora in corsa per il doppio confronto con l’Iran. Con un doppio successo, i russi sarebbero andati a casa per il quoziente punti. Ecco intervenire la squadra di Velasco, sorpresa assoluta del girone B, che strappa una vittoria e rimette le cose a posto. Final six, gruppo E. Subito una vittoria al tie-break con i carioca, poi una sconfitta inattesa con il Canada. Se i biancorossi avessero strappato un punto al Brasile, tutto sarebbe tornato in gioco; con due, avrebbe vinto il girone. I verdeoro combattono (25-18 30-28 25-20) e  riescono a passare il turno, “qualificando” così anche la Russia. Il resto, verrebbe da dire, è noia.

La selezione russa dispone dell’Italia, soffrendo solo nel primo set, e poi annulla in finale proprio i carioca (25-23 e doppio 25-19), con un Pavlov (22 punti per lui) in ottima forma.

Ottovolante bulgaro – Qualificatasi all’ultima sfida nel gruppo A, sconfiggendo la Polonia campione in carica, la selezione tricolore si è ritrovata nel girone D della final six, quella dell’Italia e dell’Argentina. Solo 3-1 nei risultati: due a carico dei padroni di casa e l’1-3 subito dai bulgari da parte di Savani e compagni. Il secondo posto nel gruppo porta la squadra di Camillo Placì allo scontro con il Brasile, vinto in scioltezza dai sudamericani (25-12 25-17 23-25 25-16). Il resto, con la finale per il terzo posto, è storia recente.

I grandi delusi – Primi nei due gironi disputati, secondi alla fine. La medaglia d’argento che il Brasile porta a casa deve aver avuto un sapore amaro per una squadra da molti indicati come la favorita e che ha fatto di tutto per dimostrarlo. Messi in riga Bulgaria, Francia, Polonia e Stati Uniti in un girone di ferro, i verdeoro si sono fatti sorprendere solo al tie-break dalla Russia ( primo campanello d’allarme) prima di ottenere il pass con il Canada. Una semifinale vinta con autorità è stata l’anticamera di una finale disputata al di sotto dei propri mezzi. L’argento, a quel punto, era quasi inevitabile.

La sorpresa – Eliminare l’Olanda e mettere paura a Russia e Brasile non è da tutti. Il Canada ce l’ha fatta, riuscendo a essere la vera rivelazione del torneo. Nonostante l’avventura della squadra dalla foglia d’acero si sia fermata anzitempo, i motivi per sorridere non mancano di certo. A cominciare dal successo contro i futuri campioni (partendo da due set di svantaggio) alla prestazione a tratti alla pari con il Brasile. Il balzo nel ranking, dal 18° all’11° posto, è un’ovvia conseguenza del piazzamento finale e delle prestazioni fatte.

A.A.A. Argentina cercasi – Una vittoria in dodici partite. È questo il bilancio dei Gauchos nella competizione, in cui quest’anno è stata padrone di casa per la fase finale di Mar del Plata. Se si considera che l’unico successo è arrivato all’esordio, il 7 giugno, sul parquet degli Stati Uniti, ecco che il quadro si complica. Vero che i sudamericani erano nel girone A, quello di ferro, e una volta qualificati (in quanto organizzatori) hanno incontrato Bulgaria e Italia. Per confermarsi tra le prime sei del mondo, tuttavia, servirà qualcosa in più.

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