Pallanuoto, agli Europei cuore azzurro e rimpianti rosa

A Budapest l’Italia maschile conquista il bronzo (11-9 al Montenegro). Deludente il quarto posto del Setterosa

di Gabriele Farina

Pietro Figlioli al tiro (fonte immagine: Damiano Benzoni, Flickr)

Pietro Figlioli al tiro (fonte immagine: Damiano Benzoni, Flickr)

Cuore azzurro con rimpianti rosa a Budapest. Gli Europei 2014 di pallanuoto appena andati in archivio hanno consegnato all’Italia un terzo posto a livello maschile e un quarto tra le donne.

La rincorsa all’oro del Settebello di Sandro Campagna si è interrotta solo in semifinale contro i padroni di casa dell’Ungheria. Nella capitale sono poi state le magiare a salire sul terzo gradino del podio, sconfiggendo 10-9 l’Italia detentrice del titolo.

La vera beffa la squadra allenata da Fabio Conti l’ha ricevuta però nella semifinale contro l’Olanda. Il primo campanello d’allarme è risuonato quando mancavano appena novanta secondi al termine: sopra di una rete (8-7), il Setterosa ha trovato un rigore con Teresa Frassinetti. Sarebbe potuto essere il colpo del ko, ma l’estremo difensore Wilemsz ha fermato Tania Di Mario.

L’Italia aveva ancora un vantaggio minimo, siglato da una pregevole palombella di Arianna Garibotti. Le olandesi non hanno inciso in attacco: le azzurre hanno così iniziato l’ultima azione con la palla in mano. Sarebbe stato necessario far scorrere il tempo, senza nemmeno dirigersi in avanti. Invece, è accaduto l’inimmaginabile: Frassinetti, espulsa per il terzo fallo grave, esce dal pozzetto e rientra in gioco.

Un errore costato un cinque metri (trasformato) quando sul cronometro mancavano appena sette secondi. Inevitabili i rigori: Giulia Gorlero (miglior portiere del torneo) ne ha parati due, ma le sue compagne ne hanno sbagliati tre (con lo sfortunato bis del capitano Di Mario): 12-11 per l’Olanda e Italia fuori.

L’avventura del Setterosa era partita in chiaroscuro: subito due vittorie contro Francia (14-4) e Russia (13-10) prima del 8-12 nella sfida contro la Spagna. Uno stop inatteso che non ha sancito l’eliminazione dalla corsa ai posti che contano solo per poche reti. La classifica vedeva infatti tre squadre a sei punti (le iberiche, le azzurre e le russe), di cui tre ottenuti negli scontri diretti. Il criterio determinante è divenuto allora il bilancio tra i centri fatti e incassati nelle sfide tra le contendenti. Questo il bilancio: Spagna 21-18 (+3), Italia 21-22 (-1), Russia 20-24 (-4).

La squadra di Conti, in quanto seconda, è stata costretta ai quarti contro la terza del gruppo A, ovvero la Grecia. Una maratona che le azzurre hanno rischiato di perdere dopo aver condotto, vincendo il confronto solo dai cinque metri (che nostalgia i supplementari).

Dopo la sfortunata semifinale contro le orange, il 10-9 per l’Ungheria nella finale per il terzo posto. Le azzurre hanno così terminato ai piedi del podio, cedendo lo scettro a quella Spagna (10-5 all’Olanda) che aveva inflitto loro la prima sconfitta nella rassegna 2014.

Ha compiuto un passo in avanti, invece, il Settebello. Quarti nel 2012 a Eindhoven (Olanda), i ragazzi guidati da Campagna hanno disputato un Europeo tutto cuore. Come nella rimonta contro la Grecia, la gara che ha chiuso il girone A. Alla fine del primo quarto l’Italia era sotto 4-2 e sull’orlo del terzo posto. Un piazzamento che sarebbe significato affrontare la Serbia, poi dominatrice del torneo.

Gli azzurri si sono scossi e con un parziale di 4-0 nel secondo hanno ribaltato tutto, aprendo la strada per il 9-9 finale. Dopo le vittorie contro Russia (13-6), Romania (9-4) e Georgia (15-5) e il pari contro il Montenegro (6-6), l’Italia avrebbe così affrontato la Croazia nei quarti di finale. Una gara all’insegna dell’equilibrio, spezzato solo nel secondo parziale (3-2). Superata la resistenza dei biancorossi (8-7), ecco i padroni di casa.

L’Ungheria è partita subito forte (3-1 nel primo parziale), resistendo ai tentativi di rimonta azzurra. La squadra di Campagna non è mai stata in vantaggio, però è rimasta sempre lì, sognando i rigori con il 7-7 siglato da Aicardi. Non è bastato: Dénes Varga (miglior giocatore del torneo) ha superato un ottimo Stefano Tempesti a meno di un minuto dal termine. È stata la fine della corsa all’oro.

Non si è interrotta, tuttavia, la caccia a una medaglia. Nella finale per il terzo posto l’Italia ha affrontato un avversario che aveva già incrociato durante il torneo: il Montenegro. La squadra di Ranko Perovic non avrebbe dovuto nemmeno prendere parte alla sfida. Incolmabile era parsa la distanza contro la Serbia (5-3 alla fine del primo tempo e 8-4 all’intervallo lungo) tanto che il biglietto per la sfida di domenica sembrava già consegnato. Sembrava. La squadra di Dejan Savic, tuttavia, aveva altri piani rispetto al farsi travolgere così: maxi parziale di 6-1 e risultato capovolto.

La Serbia dominerà senz’appello la sfida contro l’Ungheria per l’oro (7-2 dopo due tempi, 12-7 alla fine). Più equilibrata la sfida tra Italia e Montenegro: i giallorossi hanno fatto subito la lepre (1-3) subendo la reazione di Alex Giorgetti (poker per lui) nel secondo (5-3). L’Italia ha avuto più voglia di vincere, chiudendo 3-1 nel quarto e vincendo 11-9 la sfida.

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