11 racconti per ridare vita al passato

Il racconto e la testimonianza di undici giornalisti, raccontare il presente dal passato

di Caterina Mirijello

fonte immagine: Caterina Mirijello

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Il libro come sinonimo di vita. Questo il significato più importante che Più Libri Più Liberi 2012 potesse regalare ai protagonisti delle undici storie narrate in Passaggio di Testimone, edito da Navarra Editore e scritto dalle penne di Roberto Alajmo, Francesca Barra, Gianpiero Caldarella, Elena Ciccarello, Danilo Chirico, Claudio Fava, Michele Gambino, Sergio Nazzaro, Franco Nicastro, Sandra Rizza e Peppino Lo Bianco.

L’incontro, presso il Palazzo dei Congressi dell’Eur, ha ripercorso, grazie alle voci di 11 giornalisti, le vite di 11 uomini, 11 sacrificati per la giustizia e per il diritto di parola.

Proprio come in tempi di guerra Cosimo Cristina, Mauro De Mauro, Giovanni Spampinato, Carlo Casalegno, Peppino Impastato, Mario Francese, Walter Tobagi, Pippo Fava, Giancarlo Siani, Mauro Rostagno, Beppe Alfano sono stati le vittime di gesti scellerati che miravano all’occultamento della verità e dell’evidenza.

In uno scambio tra presente e passato, gli undici giornalisti parlano dei loro colleghi, si rapportano a loro, riaprendo un canale di comunicazione per veicolare principi e ideali che rappresentano anche il loro comune donominatore. Ripercorrere il passato, per osservarlo con occhi moderni e continuare a testimoniare le azioni di chi ha lottato con tanto fervore.

L’idea di testimonianza si materializza con le loro parole, con la loro analisi accurata dell’epoca e le conseguenze che quegli anni hanno avuto sul presente.

In una conversazione tanto semplice quanto commovente, si mette in risalto l’azione distruttrice che la Mafia ha portato avanti, proprio come in regimi di guerra, annientando tutte le pedine scomode e cercando di annullare perfino il lavoro che queste personalità argute e temerarie avevano portato avanti con estrema determinazione.

Claudio Fava non si limita a descriverne il coraggio,ma ne mette in evidenza una caratteristica comune di quasi tutte le vittime: la loro non- notorietà. Gli undici racconti sono quasi tutti ambientati in periferia, laddove vivere e denunciare i crimini di chi vive nella porta accanto non è proprio facile. Il loro atto di rivolta e di denuncia sociale assume un significato ancora più profondo, che va al di là della semplice ricerca della verità, ma si staglia come vocazione etica e ambizione per un futuro più giusto.

Gli 11 colleghi che oggi portano avanti tale lotta si caricano del peso della testimonianza in cui il passato vive nel presente, la parola espressa ieri ritrova la sua eco nel racconto di oggi e l’azione impavida di chi agì a volto aperto è ripresa in esame per individuare i nuovi frutti, i nuovi proseliti

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