Premio CIDU per i Diritti Umani: intervista a Nicolò Govoni

Nicolò Govoni, fondatore della Onlus Still I Rise, è stato insignito del primo Premio CIDU per i Diritti Umani insieme ad altre 6 personalità, per le sue notevoli attività di sensibilizzazione in Italia in tema di rifugiati e migranti provenienti da condizioni di estrema povertà

Nel maggio 2019 all’interno del programma “Dritte e Diritti” su Radio Finestra Aperta abbiamo intervistato l’attivista Nicolò Govoni, fondatore della Onlus Still I Rise, per parlare dell’hotspot greco di Samos, delle estreme difficoltà del campo profughi presente sull’isola del Mar Egeo e del progetto fotografico “Attraverso gli occhi”.

Un anno dopo è tra le sette persone alle quali è stato conferito il primo Premio CIDU per i Diritti Umani, onorificenza nata per iniziativa del Ministero degli Esteri e dedicato a Enti, Associazioni e persone fisiche che si distinguono per il loro contributo su una maggiore consapevolezza collettiva dei Diritti Umani in Italia. Ecco la nostra intervista:

Nicolò, intanto congratulazioni per il riconoscimento ricevuto. Qual è la situazione di Samos ad oggi?
A Samos la situazione è sempre drammatica: attualmente ci sono 6.400 persone in un campo pensato per 648, con tutto quello che comporta e che abbiamo sin dall’inizio sempre denunciato. Di diverso rispetto allo scorso anno c’è che è cambiata la direzione dell’hotspot: la manager è stata spostata in un altro campo, con molta probabilità anche grazie al nostro lavoro di advocacy, tra denuncia penale, interrogazioni parlamentari ed esiti positivi alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo. Ora a Samos si parla dell’apertura di un altro campo, ma al momento la situazione resta molto critica.

Quali sono i progetti che con la tua organizzazione attualmente portate avanti?
Oltre che in Grecia, abbiamo aperto a marzo una scuola in Turchia, a Gaziantep per la precisione, e attualmente stiamo avviando una scuola in Siria, che sorgerà nella città di Ad Dana: se tutto va bene, il mese prossimo apriremo. Intanto stiamo iniziando i lavori per aprire una scuola anche in Kenya, dove abbiamo un team operativo da alcuni mesi. Nel nostro progetto, i centri in Turchia e in Kenya diventeranno le prime scuole internazionali al mondo per bambini profughi e svantaggiati, completamente gratuite e in grado di conferire un diploma riconosciuto a livello internazionale.

Cosa significa per te, per tutto quello che fai, questo riconoscimento?
Sono onorato, emozionato e davvero felice: questo riconoscimento appartiene a tutta Still I Rise e per noi è uno stimolo a fare sempre di più, sempre meglio, per i bambini che aiutiamo.

Graziano Rossi

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