Riscaldamento globale: l’orso polare diventa cannibale

I cambiamenti climatici e la perdita di ghiaccio sono tra le principali cause degli ultimi episodi di cannibalismo tra gli orsi polari. Animali che hanno sempre vissuto in branco, rispettando le gerarchie e cibandosi essenzialmente di foche, attaccano e si nutrono ora di cuccioli della loro stessa specie

di Alessandra Bernardo
su Twitter @alebernardo79

Fonte: ecoblog.it

Fonte: ecoblog.it

L’orso polare, padrone indiscusso dei ghiacci del Polo Nord, cambia le proprie abitudini alimentari e diventa cannibale. Le cause principali di questo fenomeno, che ha allarmato gli scienziati di tutto il mondo, sono rappresentate dal mutamento del clima che, con il riscaldamento degli oceani e il restringimento delle superfici di ghiaccio, porta gli orsi ad attaccare e nutrirsi dei propri stessi cuccioli.

Ebbene il più grande, potente e pesante mammifero dell’artico, che finora si cibava di foche, pesci e altra fauna artica attacca, uccide e si nutre dei cuccioli della sua specie. Avvenimenti questi che preoccupano tutte le organizzazioni specializzate sul tema che hanno denunciato la gravissima situazione e lanciato l’allarme per la protezione di una specie già a rischio.

Secondo gli esperti, “gli orsi si riducono a mangiare i propri simili alla fine dell’estate e in autunno, quando le foche, le loro prede preferite, restano in acqua e sono quindi più difficili da cacciare. Finora però non era mai stato documentato con tanta chiarezza”.

Alcune immagini satellitari, raccolte dalla NASA a settembre 2016, mostrano chiaramente come la superficie dei ghiacci dell’Artide si è ridotta drasticamente, arrivando a poco più di 4.14 milioni di chilometri quadrati. Si tratta del secondo valore più basso mai registrato dopo quello del 2012, quando la superficie dei ghiacci misurava 3.39 milioni di chilometri quadrati. Ebbene, ogni giorno, 34.100 km di superficie ghiacciata viene perduta.

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(fonte immagine: rivistanatura.com)

La ricercatrice naturalista e fotoreporter Jenny Ross, nel corso di un spedizione nell’artico, ha osservato da lontano un orso polare maschio che stava divorando un cucciolo della sua specie. In tali condizioni d’emergenza per loro”, ha detto “i cuccioli diventano facile preda per i maschi adulti affamati“.

Il ghiaccio artico è in continua e inesorabile diminuzione e, nel 2015, la sua estensione massima è stata la più ridotta degli ultimi 30 anni. Con la diminuzione dei banchi di ghiaccio, gli orsi perdono le piattaforme da cui cacciano le foche e questo porta a compiere gesti estremi di cannibalismo.

Lo scienziato Ian Stirling ha affermato: “Nei miei nove anni passati a studiare orsi polari a Churchill non ho mai visto una formazione di ghiaccio così tarda e neanche tanti orsi aspettarla su un’area così piccola. Se continua così, tra 50 anni non ci saranno più molti cuccioli in Canada. Non c’è nulla che possiamo fare per proteggere i cuccioli in natura, l’unica cosa è attenuare gli effetti del riscaldamento globale.

Dobbiamo ricordare che gli orsi polari sono una specie a rischio estinzione, secondo le ultime stime i 25.000 esemplari rimasti scompariranno entro il 2050. Il caldo, lo scioglimento dei ghiacciai, la riduzione del territorio e l’inesorabile distruzione del loro habitat, hanno trasformato questo splendido animale in un cannibale.

I veri responsabili di questa situazione siamo solo noi umani che, ogni giorno, continuiamo a devastare il nostro Pianeta, provocando cambiamenti climatici che stanno distruggendo la flora, la fauna e la nostra stessa vita.

 

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