Amore e Psiche, dal mito all’arte

Alla Villa Reale di Monza, i capolavori di ogni epoca ispirati alla celebre favola

di Silvia Cresci

fonte immagine: nuovabrianza.it

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Si preannuncia destinata a riscuotere un successo equiparabile a quello ottenuto nella sua tappa mantovana da poco conclusasi, l’esposizione Amore e Psiche. La favola dell’Anima, inaugurata lo scorso 24 gennaio a Monza.

Ospitata all’interno della Villa Reale, l’esposizione curata dall’archeologa Elena Fontanella, sta già destando la curiosità di molti visitatori, probabilmente attirati dall’associazione tra amore e anima, che è il principio intorno al quale ruota il progetto espositivo. Il perché di questo accostamento è facile da intuire. Semplicemente, l’amore viene inteso come un sentimento che può essere in grado di modificare nel profondo l’anima stessa.

Ecco dunque che, partendo da una favola celeberrima, quella di Amore e Psiche, narrata dallo scrittore latino Apuleio nel II secolo d.C. nelle Metamorfosi, ma che trae le sue origini da un mito ben più antico, è stato organizzato un percorso che segue proprio i diversi momenti del racconto e li va a illustrare attraverso le opere d’arte.

Nella favola sono narrate le vicende di Psiche che, per via della sua estrema bellezza, suscitò addirittura le gelosie di Venere, la quale avrebbe desiderato vederla legata all’uomo più abietto che esistesse al mondo. In realtà, la sorte volle che fosse Amore a innamorarsi perdutamente della fanciulla e a portarla con sé. C’era però una condizione, quella che Psiche non dovesse mai vedere il volto del suo amato, continuando a ignorarne la vera identità. Quando la ragazza, spinta dalla curiosità, decise di trasgredire alla regola, illuminando il volto divino mentre Amore dormiva, iniziarono per lei una serie di vicissitudini. Abbandonata dal dio, infatti, Psiche dovette cimentarsi in una serie di prove prima di potersi ricongiungere a lui e ottenere allo stesso tempo l’immortalità, quella condizione che l’anima raggiunge attraverso l’amore.

Per dimostrare quanto il mito possa essere ancora attuale ai giorni nostri e quanto lo sia stato nel trascorrere dei secoli, si è deciso di organizzare la mostra come un vero e proprio viaggio tra diverse epoche, dall’archeologia alla modernità, passando attraverso i capolavori di alcuni dei più grandi artisti del passato.

fonte immagine: blogspot.com

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Nelle sale della Villa Reale ci si muove dunque tra pinakes del V secolo, provenienti dal Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria e opere di artisti del nostro tempo, come Salvador Dalì, Giacomo Manzù, Lucio Fontana.

Nel mezzo poi, il XVIII secolo, quello in cui Canova scolpì uno dei suoi capolavori più belli, l’Amore e Psiche, di cui è esposto un gesso che servì all’artista da modello per la realizzazione dell’opera.

Allo stesso periodo, inoltre, risale la decorazione della Rotonda della Reggia di Monza, che fa parte degli ambienti in cui è allestita la mostra e che fu affrescata da Andrea Appiani nel 1791 proprio con il mito di Amore e Psiche.

Amore e Psiche. La favola nell’Anima

Mantova, Villa Reale

Dal 24 gennaio al 4 maggio 2013

Orari: 10.00 – 20.00 (martedì – domenica)

Biglietto: 10 € (intero), 8 € (ridotto)

 

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