Francia: dopo la rielezione Emmanuel Macron si prepara alla fase successiva

Dopo la vittoria al secondo turno delle elezioni presidenziali di domenica contro Marine Le Pen, il presidente rieletto deve ora trovare un primo ministro e formare il suo nuovo governo.

Emmanuel Macron rieletto presidente. E ora?

Con i cotillon e le bandiere riposti nelle scatole dopo la festa sobria di domenica sera al Champ-de-Mars (celebre giardino pubblico francese di Parigi che si trova sulla rive gauche, NdT), ora Emmanuel Macron deve occuparsi dell’avvio del suo secondo mandato, scrive Le Monde, con numerose questioni da affrontare. Quale primo ministro andrà assegnato a Matignon? (l’Hôtel de Matignon è la residenza ufficiale del primo ministro francese, NdT) Quale tipo di governo attuare? E quali saranno i progetti prioritari nei prossimi mesi?

Prima di tutto Emmanuel Macron, anche se rimarrà all’Eliseo dovrà partecipare alla cerimonia d’investitura che segna l’inizio del nuovo mandato quinquennale. Ciò avrà luogo tra la proclamazione ufficiale dei risultati da parte del Consiglio Costituzionale, prevista per il 27 aprile (o il giorno successivo), e la fine ufficiale del primo mandato dell’attuale presidente, il 13 maggio. In seguito, come cinque anni fa, dovrebbe andare a far visita ai soldati feriti in missione prima di volare a Berlino per incontrare il cancelliere tedesco Olaf Sholz.

Successivamente si pone la questione della scelta del nuovo primo ministro. L’attuale inquilino del Matignon, Jean Castex, dovrebbe dare le dimissioni verso la fine di questa settimana, in seguito all’incontro del Consiglio dei ministri tenutosi mercoledì. All’inizio di maggio il suo sostituto dovrebbe essere nominato immediatamente, in modo tale da fornirgli il tempo necessario per guidare la campagna legislativa. Ma su chi cadrà la scelta? Per ora i due nomi che circolano con maggiore insistenza sono quelli del Ministro dell’agricoltura, Julien Denormandie, e del Ministro del lavoro, Elisabeth Borne. Una volta designato l’inquilino del Matignon, il nuovo governo potrebbe dunque essere annunciato in due fasi: inizialmente i ministri e i viceministri; poi i segretari di Stato, dopo le elezioni legislative, per “aggiustare” la composizione dell’équipe in base ai risultati.

Rimarrà, dunque, solo il lancio delle prime riforme di questo secondo quinquennio Macron. Per quanto riguarda l’approccio da seguire come linea guida, il candidato aveva promesso durante la campagna elettorale che voleva un “cambiamento a partire dal giorno successivo alle elezioni” con un “maggiore coinvolgimento [del popolo francese], a lungo nel tempo, assegnandoli così un ruolo da veri protagonisti”. Macron ha persino assicurato di avere l’intenzione di attuare “un nuovo grande dibattito permanente”.

Sostanzialmente Emmanuel Macron ha definito diversi “progetti prioritari” che spera di avviare “fin da questa estate” o nel corso del prossimo anno. Fra questi la lotta per il potere d’acquisto, che è stato uno dei temi centrali di questa campagna. Macron ha promesso, su TF1 (“Télévision Française 1″ è un canale televisivo generalista francese, NdT), il 13 aprile, di far approvare “a partire dall’estate, una legge eccezionale per il potere d’acquisto”, con in programma la reindicizzazione delle pensioni sull’inflazione, l’aumento del “bonus Macron” da 1.000 a 6.000 euro o addirittura l’istituzione di un “dividendo per i dipendenti”.

Per quanto riguarda la riforma più delicata, quella delle pensioni, al fine di spostare progressivamente l’età di partenza a 65 anni, Macron desidera metterla in atto “a partire dall’autunno” favorendo, preventivamente, “la consultazione con le parti sociali”. Sempre per quest’anno in corso intende avviare anche, parallelamente, consultazioni in diversi ambiti: scuola, sanità, autonomia e giustizia.

All’interno del partito dei Repubblicani (LR), assente – come nel 2017 – dal secondo turno delle elezioni presidenziali, è arrivato il momento, questo lunedì, di guardare alle elezioni legislative. Una domanda si pone fra tutte che divide l’intero movimento: unirsi al “grand rassemblement” (“la grande coalizione”, NdT) sostenuto da Emmanuel Macron e voluto da Nicolas Sarkozy oppure rimanere all’opposizione?

Per cominciare a formulare una risposta i deputati LR si sono incontrati tutto il pomeriggio del 25 aprile all’Assemblea nazionale. Il presidente del partito Christian Jacob, invitato su France 2 (canale televisivo pubblico francese, NdT) domenica sera, ha voluto precisare il più possibile le differenze tra la formazione che guida e la maggioranza uscente: “La battaglia delle elezioni legislative si apre oggi. A differenza della maggioranza presidenziale, abbiamo dei deputati che hanno una base ben salda, che conoscono i territori in cui si muovono. Quella che sta cominciando è una nuova campagna“, ha tenuto a sottolineare.

Queste osservazioni suonano come un richiamo ai parlamentari che potrebbero essere tentati dall’avventura macronista, ma anche un messaggio agli elettori di destra disorientati dalle varie posizioni che coesistono all’interno del partito.

Da parte sua il candidato dei repubblicani alle elezioni presidenziali, Valérie Pécresse, che ha ottenuto il 4,78% dei voti al primo turno del 10 aprile ha rilanciato, lunedì, una richiesta di donazioni dopo aver già raccolto 2 milioni di euro. Una somma ancora insufficiente dal momento che deve riempire un buco di 5 milioni di euro, rimasto dopo la sua sconfitta. “Siamo ancora lontani dall’importo totale. Ecco perché sto rilanciando il mio appello per le donazioni“, ha detto in un videomessaggio pubblicato sui social network, rivolgendosi a “coloro che condividono [le sue] convinzioni”, ma anche a coloro che “per paura degli estremismi, hanno scelto il voto utile già dal primo turno”.

Traduzione di Daniela D’Andrea via

Immagine di copertina via dire.it / Creative Commons License

*Traduzione titolo originale: “Dopo la vittoria, Emmanuel Macron si prepara alla fase successiva. Conflitti all’interno dell’estrema destra in vista delle elezioni legislative”

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