Può un frigorifero alimentato con un sistema a energia solare permettere a più persone di vaccinarsi?

Norah Magero progetta un frigorifero portatile a energia solare in aiuto agli allevatori che trasportano latte ai mercati e si rivela utile per la campagna di vaccinazione delle comunità rurali in Kenya.

È così emozionante quando ti salta in testa un’idea vincente o ti si accende una lampadina! Devi subito andare al nocciolo della questione per realizzarla!”. È la primavera del 2021 quando un ingegnere, Norah Magero, scrive Ian Rose su BBC.com, sta parlando del sistema di refrigerazione che ha progettato dopo che alcuni allevatori le avevano chiesto di inventare qualcosa che li aiutasse a mantenere il latte fresco durante il trasporto verso i mercati. Magero è co-fondatrice e capo di Drop Access, associazione che si occupa di trovare soluzioni sostenibili per supportare le comunità rurali del Kenya.

Magero ha inventato un frigorifero dal design elegante per gli allevatori, un frigorifero che può essere alimentato ad energia solare e che include un ingresso USB per smartphone ed è abbastanza piccolo da stare su una bicicletta o su un motorino. “Per essere davvero accessibile a tutti deve essere di piccole dimensioni” spiega Magero “e se è di piccole dimensioni perché non portarlo direttamente dalla fattoria al mercato, trasportandolo sul nostro motorino? È portatile perché se gli allevatori devono camminare o spostarsi per 3 chilometri non possono portare con sé tutto quel peso”.

Ma quando è giunto il momento del passaggio dalla progettazione su tavola da disegno alla costruzione, il suo team si è trovato di fronte ad un ostacolo. Trovare i componenti necessari in Kenya si è rivelato estremamente arduo, costringendola inizialmente a cercare molto lontano.

Infine, Magero ha contattato un’azienda manifatturiera in Cina e ha venduto a questa le specifiche del progetto. “Abbiamo incrociato le dita sperando che loro avrebbero prodotto veramente quello che avevamo chiesto” ha spiegato Magero. Ma, sfortunatamente, dopo un’attesa di quattro lunghi mesi, il frigorifero che è arrivato era costoso e deludente.

Non era quello che lei e il suo team speravano che sarebbe stato.

Così, il team si è riunito nuovamente. “Abbiamo pensato, ‘Hey, siamo ingegneri, perché non cerchiamo altri ingegneri che siano più contenti di costruire qualcosa e vediamo se possiamo scomporre i componenti di questo frigo e cosa possiamo procurarci localmente’ ”. Il team di lavoro ha quindi deciso di costruire tutto da zero.

A questo punto, completare la costruzione di questo frigorifero assunse una nuova urgenza dal momento che Magero aveva realizzato, nel bel mezzo della pandemia di Covid-19, che la sua invenzione avrebbe potuto aiutare le comunità rurali, ancora senza collegamento all’elettricità, a vaccinarsi.

Il Kenya è un Paese grande e il governo sta velocemente facendo in modo di portare la rete elettrica alle comunità isolate e sparse lungo un’area molto estesa. Ma ci sono ancora molti posti nei quali la rete elettrica non è ancora arrivata.

Molti vaccini e molte medicine – non solo quelle per il Covid – devono essere conservate in frigorifero o in congelatore, perciò, per tutti coloro che svolgono professioni sanitarie, questa mancanza di elettricità è un ostacolo significativo per la campagna di diffusione di qualsiasi vaccino a favore di tutta la popolazione.

Quindi, per Magero personalmente, riuscire a costruire il suo frigorifero ha iniziato ad avere completamente un nuovo significato. “Se non ricevo supporto in quanto donna per produrre in Kenya inizio a mettere in dubbio le mie capacità, inizia a venirmi la sindrome dell’impostore” afferma.

Ad ogni modo, scorrendo al Dicembre 2021 ritroviamo una Magero che ha ampiamente realizzato le sue ambizioni. Il suo prodotto si è evoluto e adesso viene chiamato Vaccibox. Magero è stata nominata dalla Royal Academy of Engineering per il prestigioso Africa Prize e il suo frigorifero oggi viene utilizzato per conservare il vaccino in due località rurali del Kenya.

Norah Magero è stata intervistata per un programma di BBC, Generation Change, che unisce le voci di una nuova generazione di giovani ingegneri e scienziati alle prese con le problematiche più grandi del mondo e i Premi Nobel di cui stanno seguendo le orme.

Uno di questi Premi Nobel, Frances H Arnold, che ha vinto il Premio Nobel per la Chimica nel 2018, ritiene che la generazione di Magero sia una delle più adatte a trovare nuove strade per affrontare con successo il (fenomeno climatico del) riscaldamento globale.

Quasi tutte le invenzioni dei Premi Nobel, o le idee degne di un Nobel sono giunte dagli scienziati più giovani, inclusa me, perché siamo motivati a cambiare il mondo” afferma Frances H Arnold. “E le persone giovani hanno l’audacia di farlo. Hanno anche il desiderio di vedere il mondo migliore di come glielo stiamo lasciando”. Come molti dei suoi pari, Magero ha fondato Drop Access per sua stessa volontà, per trovare soluzioni rispettose dell’ambiente ai diversi problemi presenti all’interno della sua comunità. La sua determinazione a prendere parte attiva rispecchia la ricerca mondiale in corso e spiega che risolvere il cambiamento climatico rappresenta una priorità urgente per i nostri tempi e per la maggior parte dei giovani.

Allo stesso modo, Frances Arnold ha utilizzato la propria scoperta – un nuovo modo di dirigere il funzionamento degli enzimi – come punto di partenza per un’azienda di carburante alternativo ormai più di venti anni fa. Attualmente la Arnold lavora per il governo statunitense come co-presidente del Council of Advisors on Science and Technology (consiglio di consulenti sulla scienza e la tecnologia) del Presidente Joe Biden.

Stiamo parlando dei maggiori processi di transizione – dai combustibili fossili all’energia rinnovabile – che stanno a significare grandi cambiamenti sia nel lavoro che nella formazione e nelle cose che faranno le persone. E alle persone della mia età non piace cambiare.”

Spiega anche che questo vuol dire che non solo il suo lavoro comprende l’impegno da parte della nuova generazione, già speranzosa di vedere un cambiamento, ma vuol dire anche lavorare con una generazione più grande che è meno entusiasta.

Tutto questo è spaventoso. Le persone giovani amano il cambiamento, penso, e si adattano facilmente ad esso, mentre le persone più grandi no” spiega Frances H Arnold. Lei si aspetta che questo comporterà una sfida grandissima ma aggiunge: “gli scienziati sono ottimisti, giusto? Se così non fosse non saremmo lì fuori ad esplorare l’ignoto.”

Pur non avendo alcuna idea di quello che potreste scoprire, sperate sempre che ci sia l’oro dietro l’angolo” afferma. “Dunque, sono nata ottimista. E vedo la speranza nelle nuove generazioni, vedo tante persone lavorare per raggiungere questi traguardi.”

Generation Change è una co-produzione della BBC e del Nobel Prize Outreach.

Traduzione di Maria Laura Canori via bbc.com

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