Come nasce il vaccino – Quinta parte

Penultima puntata del racconto sull’origine del vaccino. Si introdurrà oggi la figura del medico Edward Jenner, padre della vaccinazione contro il vaiolo

Fonte: Wikipedia

La svolta di Jenner

Il dottor Edward Jenner di Berkeley (1749-1823) è stato quel medico inglese che iniziò come attivo inoculatore del vaiolo umano per scoprire poi che il vaiolo delle vacche introdotto nell’uomo lo immunizzava dal pericolosissimo vaiolo umano. Si può raccontare questa storia seguendo quanto scritto dallo stesso Jenner nell’opuscolo “On the origin of the vaccine inoculation” del 1801.

Il mio studio sulla natura del vaiolo vaccino (cowpox) è iniziato circa 25 anni fa. La mia attenzione verso questa singolare patologia è nata in primis dall’osservazione di quelle persone nelle campagne che sono stato spesso chiamato ad inoculare e che non hanno avuto nessun effetto dal vaiolo umano. Queste persone che ho conosciuto avevano contratto il cowpox mungendo le mucche che presentavano questa singolare eruzione sulle loro mammelle. Sembrava essere risaputo da tempo immemore presso gli allevatori l’effetto preventivo del vaiolo vaccino“.

Nel corso dei miei studi in materia che, come tutti quelli che possiedono un’ intricata natura, ha presentato notevoli difficoltà, ho scoperto che molti che avevano contratto il vaiolo vaccino non avevano mai sentito l’influenza dell’inoculazione del vaiolo umano come se gli effetti della malattia gli fossero stati già trasmessi dalla malattia delle mucche. Questo mi ha portato ad investigare tra i medici locali delle campagne intorno a me che erano tutti d’accordo con questa intuizione e cioè che il vaiolo vaccino aveva un certo potere preventivo nei confronti del vaiolo umano. Questo per un po’ ha attenuato, ma non completamente estinto, il mio ardore; a mano a mano che i miei studi procedevano, ho appreso con soddisfazione che le mucche sono solite contrarre alcune eruzioni spontanee sulle loro mammelle che erano a loro volta in grado di “passare” alle mani degli allevatori e che questa cosa che contagiava gli allevatori presa dalle mucche veniva chiamata cowpox (vaiolo vaccino) (…)”

Non c’erano prove tangibili che il vero vaiolo vaccino manifestatosi tra gli allevatori fosse stato preso da un mungitore che aveva toccato un animale infetto, che si fosse poi diffuso tra le altre persone e che era in grado di immunizzare dal vaiolo umano (…)Ho scoperto che il virus del vaiolo vaccino era soggetto a cambiamenti progressivi così come il vaiolo umano e che quando veniva introdotto nella pelle umana durante il suo stato più avanzato, era in grado di produrre effetti ulceranti gravi tanto quanto nel suo stato non degenerato, e a volte addirittura superiori; ma avendo perduto le sue proprietà specifiche, non era in grado di produrre quel cambiamento nell’organismo umano necessario da rendere immuni da contagio vaioloso: così è diventato evidente che una persona potrebbe mungere un giorno una mucca e, dopo aver preso la malattia, essere al sicuro per sempre; mentre un’altra persona, mungendo la stessa mucca il giorno successivo, potrebbe avvertire la malattia e produrre piaghe e successivamente avere un’indisposizione grave ma, come già osservato, avendo perso la qualità specifica, l’organismo non riceverebbe l’immunizzazione (…)Questa osservazione spiegherà pienamente la fonte di tutti quegli errori che sono stati commessi da molti inoculatori di vaiolo“.

“Concependo l’intero processo in modo semplicistico, pur di non ammettere l’errore, sono stati superficiali riguardo lo stato di avanzamento del virus e, trovando il siero limpido, come del resto esso sarà anche in uno stato avanzato della malattia, cioè quando la maggior parte delle pustole si è tramutata in crosta, sono stati troppo sicuri di sé e talvolta hanno scambiato una pustola che non poteva essere utilizzata per una invece degna di utilizzo (…) ero incuriosito dal fatto che sarebbe stato possibile propagare la malattia mediante inoculazione, esattamente come fatto per il vaiolo umano, prima dalla mucca e poi da un umano ad un altro. Ho atteso con ansia a lungo l’opportunità di mettere alla prova questa teoria e alla fine il momento è arrivato. Il primo esperimento fu fatto su un ragazzo di nome Phipps, nel cui braccio fu inoculato un po’ di virus vaioloso preso dalla mano di una giovane donna che era stata accidentalmente contagiata da una mucca“.

Nonostante l’aspetto della pustola comparsa sul ragazzo facesse pensare ad un’inoculazione vaiolosa, il malessere avvertito era pressappoco impercettibile, infatti non riuscivo a convincermi che il paziente fosse veramente al sicuro dal vaiolo. Questo caso mi diede molta fiducia e non appena potei nuovamente entrare in possesso del virus di vaiolo vaccino, feci un accordo per eseguire una serie di inoculazioni umane con virus vaccino e un certo numero di bambini fu inoculato in successione l’uno dall’altro; dopo parecchi mesi furono esposti all’infezione del vaiolo; ma tutti hanno resistito. Il risultato di queste prove mi portò gradualmente in un campo più ampio di esperimenti che seguii non solo con grande attenzione ma con dolorosa sollecitudine“.

Tutto ciò venne reso noto al pubblico attraverso un Trattato pubblicato nel giugno 1798. Il risultato della mia ulteriore esperienza fu anche portato avanti nelle pubblicazioni successive nei due anni seguenti. La diffidenza e lo scetticismo che sorsero naturalmente nelle menti dei medici a seguito del mio primo annuncio di una scoperta inaspettata, è quasi scomparso. Molte centinaia di persone, in base all’esperienza reale, hanno potuto accertare che il vaccino inoculato dimostra una perfetta sicurezza contro il vaiolo; e probabilmente sono nel vero se dico che migliaia di altre persone sono pronte a seguire il loro esempio perché lo scopo raggiunto ora dalla pratica dell’inoculazione (vaccina) è immenso“.

Centomila persone, facendo un calcolo minimo, sono state inoculate in questi regni. I numeri relativi ai benefici in tutta Europa ed in altre parti del mondo, sono incalcolabili: e ora diventa troppo evidente da poterlo contestare che l’eradicazione del vaiolo, il flagello più terribile della specie umana, dovrà essere il risultato finale di questa pratica.

Con questa frase Jenner anticipa quello che sarà poi il risultato dell’OMS da lì a 150 anni di vaccinazione a tappeto fino ad eradicare la malattia.

[fine quinta parte]

Federica Albano e Gerardo Gatti

 

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