“Ritorno all’Eden”: Paco Roca e il suo nuovo, delicato, graphic novel

Uscito in Italia per Tunué a inizio ottobre, il nuovo graphic novel targato Paco Roca ricostruisce la storia della famiglia materna sullo sfondo degli anni difficili del franchismo.

Paco Roca è tra i fumettisti spagnoli più conosciuti in Italia. Pubblicati in Italia dalla Tunué, i suoi lavori l’hanno fatto amare dai lettori del nostro Paese. Tra i suoi titoli più apprezzati ci sono sicuramente La Casa e Rughe (anche se la sua produzione non si ferma di certo qui). Ora è di nuovo sugli scaffali delle librerie nostrane con Ritorno all’Eden.

rugheRoca ha un tratto grafico immediatamente riconoscibile, per chi l’ha letto almeno una volta. Ma quello cui i suoi fan sono più affezionati, o lo sono io, è la delicatezza con cui affronta alcuni temi e narra le sue storie.

In Rughe era riuscito a parlare di Alzheimer con efficacia ed estrema delicatezza, Emilio è ancora nel cuore di chi lo ha conosciuto. In La Casa aveva ricordato il padre scomparso: Roca si era trovato in un turbinio di emozioni contrastanti trovandosi, quasi in contemporanea, senza un padre ma lui stesso padre da poco e, dovendo fare i conti con la sua assenza, l’aveva riportato in vita attraverso i suoi ricordi e la sua matita. Il padre in La Casa era il padre anziano dell’ultimo periodo ma anche il padre che era stato decenni prima, l’uomo nel pieno dei suoi anni, i figli piccoli e i progetti da realizzare dal principio.la casa

Pablo Roca si era affidato in quel frangente alla sua memoria e gli anni raccontati erano per lo più quelli condivisi da padre e figlio. Racconterà poi di aver rimpianto di non aver fatto domande a suo padre sul resto della sua vita, di non averlo conosciuto di più, di aver sentito questa esigenza solo quando ormai era troppo tardi.

E mosso proprio da questo spirito non ha ripetuto l’errore con sua madre.

E il risultato è proprio questo nuovo romanzo, Ritorno all’Eden, premiato in patria e atteso dagli estimatori di Roca. Questo romanzo racconta infatti la vita della madre ma prima che fosse sua madre, la contemporaneità della madre anziana solo a fare da cornice alle vicende raccontate.

ritorno all'edenDa figli o nipoti spesso ci dimentichiamo che anche i nostri genitori o i nostri nonni sono stati figli e nipoti. Sono stati bambini, hanno litigato con i loro fratelli, sono stati rimproverati dai propri genitori, sono cresciuti, hanno avuto sogni che poi hanno lasciato indietro.

Dimentichiamo a volte il loro essere persone, il fatto che quel volto con i capelli che ingrigiscono a vista d’occhio ha avuto paura del buio, ha sentito le farfalle nello stomaco, ha rimorsi, rimpianti, mancanze.

E così Roca racconta di Antonia quando era figlia. E lo fa partendo da una fotografia, una delle poche che la ritraggono. Una foto che la donna porta sempre con sé e che la ritrae al mare con la madre e alcuni fratelli.

La narrazione ricostruisce la storia di questa famiglia, una famiglia come tante sullo sfondo di una Spagna che è appena uscita da una guerra fratricida e dove “se c’era ancora un vago sentore di giustizia sociale, la guerra civile l’aveva decisamente cancellato.”

Tante famiglie, come quella di Antonia, vivevano nella miseria e i crampi allo stomaco erano all’ordine del giorno. 

In quella “democrazia organica” di Franco, se qualcosa c’era di veramente democratico di sicuro era la miseria.

Roca per la prima volta utilizza una voce narrante a differenza dei precedenti lavori in cui tutto era lasciato alle immagini e ai dialoghi. Interessante anche l’introduzione nelle tavole di elementi esterni: fotografie reali vengono incorporate in esse. 

L’autore ricostruisce con rapide pennellate la Spagna di quando sua madre era bambina, tra dittatura e ingerenza del clero che non ha intenzione di offrire l’altra guancia e mette in guardia contro i “rossi” difendendo il caudillo.

Tra miseria e analfabetismo, machismo e violenza domestica, le sofferenze vengono spiegate come la giusta punizione divina verso l’umanità rea del peccato originale.

Solo da buoni cristiani, nell’altra vita, ritroveremo il paradiso perduto. […] Era lì la risposta a tutte le domande: perché la donna era inferiore; perché siamo tutti peccatori; e il perché del nostro castigo della miseria, e perfino della fame.

Ma l’Eden è in fondo anche la visione di quello che l’uomo trova dall’altra parte alla sua morte, dove si possono reincontrare le persone care. E se la pensi così la morte in fondo non fa più paura ma è un viaggio in mongolfiera oltre le nuvole e le stelle.

@vivileggiama

Ritorno all’Eden
Paco Roca
Tunué, 2021
pp. 176, € 19,90

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