“Rinascenza – Dolor et furor”: a Roma una mostra nel segno della rinascita

Palazzo Velli Expo ha ospitato dal 30 aprile al 7 maggio il terzo atto di un viaggio tra metafisica e classicismo dell’artista Ciro Palumbo.

Si intitola “Rinascenza – Dolor et furor” il terzo ed ultimo atto della mostra dell’artista torinese Ciro Palumbo curato dal giovane critico d’arte Luca Cantore D’Amore, che si è tenuto a Roma nella splendida location di Palazzo Velli Expo dal 30 aprile al 7 maggio 2021. Con l’arrivo nella Capitale si è concluso infatti un ciclo pittorico fatto di “Mondi” ed episodi creativi che hanno fatto un pò il giro dell’Italia nelle importanti mostre di Palazzo dei Medici Riccardi a Firenze e presso il museo civico di Palazzo i a Perugia, rispettivamente nel 2018 e nel 2019. Questo atto, dedicato e ispirato principalmente alla pittura di Michelangelo, passando da Durer, Botticelli e Leonardo alle visioni surrealiste e metafisiche, rappresenta un inno alla voglia di libertà e di rinascita.

Il direttore artistico Alessandro Erra, promotore del progetto dell’artista insieme alla 7ettanta6ei Art Gallery di Milano, rimarca infatti la citazione shakespeariana del sottotitolo della mostra per suggerire i sentimenti che si provano dinanzi all’espressione artistica di libertà assoluta, divertimento e assenza di regole in contrapposizione al momento attuale di dolore e sofferenza pieno di norme stringenti che hanno bloccato la vita quotidiana della nostra società. In questo contesto si innesta perfettamente la produzione del maestro Ciro Palumbo, che rappresenta su tela la dimensione dell’eterno. E quale città meglio di Roma poteva ospitare un simile argomento. Nelle sue opere l’artista, come ci spiega il curatore Luca Cantore D’Amore, “sottolinea la dicotomia tra la vita e la vitalità che ci impone di osservare anche i loro opposti pensando a come il rinascere sia uno slancio che include anche la morte“.

Proprio sulla teoria degli opposti la mostra si suddivide nel piano superiore di Palazzo Velli Expo in due tematiche principali: il classico (aldiqua) e il sogno (aldilà). I protagonisti sono spesso dei “vinti” che portano però un messaggio di speranza e vengono contraddistinti dal simbolo più rappresentativo delle opere di Ciro Palumbo, una sola ala che trasmette la voglia di spiccare il volo ma al tempo stesso la difficoltà nel farlo. Un viaggio all’interno dei luoghi dell’anima e dell’emotività di uno dei più interessanti artisti del panorama italiano contemporaneo, che vale assolutamente la pena di essere vissuto per tornare a riassaporare e fruire nuovamente della nostra amata arte.

 

Daniele Di Stefano

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