“La donna del mese”: Antonella Bellutti

Primo appuntamento con la rubrica “La donna del mese”, in collaborazione con il magazine online TuaCityMag. Ad aprile parliamo di Antonella Bellutti, oro olimpico nel ciclismo su pista e prima donna a candidarsi alla presidenza del CONI.

Ad Antonella Bellutti non mancano i primati. Nel suo incredibile palmarès da atleta ne aveva già inanellati diversi: prima donna a vincere l’oro nel ciclismo su pista in due Olimpiadi consecutive per esempio, o anche, unica atleta italiana della storia ad aver partecipato sia alle Olimpiadi estive (quelle con medaglia di cui sopra che erano Atlanta e Sidney), che alle Olimpiadi invernali (quelle di Salt Lake City nel bob a due).

A far compagnia ai record sportivi, ora ne arriva uno che ha lo stesso fortissimo odore di sfida. Antonella Bellutti è infatti la prima donna a candidarsi alla presidenza del CONI nei 107 anni di storia del Comitato Olimpico Nazionale Italiano.

A maggio sfiderà il presidente uscente e ricandidato (per la sua terza e ultima volta), Giovanni Malagò, forse il presidente più mediatico e popolare che si sia mai seduto sulla poltrona più importante degli uffici del Foro Italico.

Una corsa inedita che lìex azzurra affronta proponendosi come una figura di rottura per il futuro dello sport italiano.

D’altronde, la Bellutti ha fatto, da sempre, della diversità la sua forza, tanto da definirsi portatrice sana di discriminazioni’.

Ha raccontato infatti di sentirne il peso sin da quando era piccola ed era una bambina di lingua italiana in Alto Adige. Per lei, lo sport vuol dire innanzitutto inclusione e superamento dei limiti.

Antonella Bellutti è d’altronde, l’incarnazione stessa del superamento dei limiti. Ha iniziato la sua carriera sportiva nell’atletica, disciplina in cui in molti le avevano pronosticato un brillante futuro. Dopo aver vinto il campionato nazionale juniores sui 100 metri, le è toccato confrontarsi con un brutto infortunio. Sogni infranti? No, perché la giovane atleta ha rapidamente ripiegato su un ‘piano B’, quello del ciclismo, che l’ha portata alla conquista del massimo alloro sportivo mondiale: la medaglia d’oro olimpica, anzile medaglie d’oro olimpiche, ai giochi del 1996 e ai successivi del 2000. 

Non le bastava. E si è dedicata al bob a due, entrando nella nazionale nazionale azzurra e conquistando un buon settimo posto alle Olimpiadi invernali di Salt Lake City.

Antonella Bellutti è stata una delle atlete più singolari e rappresentative dello sport italiano e ora, lasciata l’attività agonistica, vuole dare il suo contributo al movimento in un modo diverso, ma non meno incisivo, anzi.

So che è una grande sfida, ma per questo è anche un mio modo per mettermi a disposizione e per esprimere la mia gratitudine al mondo dello sport, che tanto mi ha dato”, ha detto la campionessa olimpica, lanciando la sua candidatura.

Ha spiegato poi che il suo intento è rendere lo sport un mondo sempre più inclusivo, abbattendo barriere e correggendo anche delle storture che ancora persistono.

Ad iniziare dalla necessità di trovare il modo di assicurare una giusta retribuzione e un vero inquadramento per tutti coloro che si dedicano allo sport agonistico, che devono essere considerati a tutti gli effetti dei lavoratori, passando per l’abbattimento dell’enorme differenza di trattamento che spesso si riscontra anche all’interno di una stessa federazione tra gli atleti uomini e le atlete donne.

Altro obiettivo per Antonella Bellutti è quello di allargare al massimo la base dello sport italiano, lavorando ancora più strettamente con le scuole e stanziando fondi per far diventare lo sport davvero un diritto accessibile a tutti. 

A cura delle redazioni di Ghigliottina e TuaCityMag

Immagine di copertina via facebook.com/antonellabelluttiofficial

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