MusicaIn3D: i tre dischi per chiudere l’estate più folle del secolo

Dopo il sound duro e aspro del numero di Musica In Tre Dischi di agosto, il numero di settembre viaggia su tutt’altre sonorità. Per accompagnare dolcemente questa fine dell’estate abbiamo scelto infatti sonorità più morbide e delicate, quelle delle Haim, di Cassowary, e di Mistura Pura

Settembre è sempre stato un mese duro. Le vacanze sono ormai finite. Si torna a scuola, a lavoro, agli esami universitari. Il caldo estivo lascia lentamente spazio alla frescura autunnale e all’attesa dell’inverno.

Ogni anno, a settembre, il mondo fa il bilancio dei primi mesi dell’anno e magari si cimenta in buoni propositi. Ecco. Quasi sempre settembre è stato così, ma è innegabile che la porta dell’autunno ha un sapore particolare in questo 2020.

Le incertezze e i punti interrogativi sono di più che negli anni passati tra i cambiamenti climatici che incombono, il perpetuarsi della pandemia, l’incertezza per il ritorno a scuola e le incertezze della ripresa economica in tutti settori. Poi ci sono le presidenziali negli Stati Uniti e questo, si sa da sempre, complica sempre tutto e comunque vada avrà ripercussioni in tutto il globo.

Per questo l’idea per questo numero di MusicaIn3D è stata quella di selezionare tre dischi godibili, magari non troppo impegnativi ma capaci di cullarvi, con dolcezza, durante questa fine estate… la più folle estate del secolo.

Non basteranno certo tre dischi per risolvere i mali del mondo, ma sicuramente la musica aiuterà a rendere tutto un po’ più sopportabile. Ed è così che nella rubrica di settembre troviamo il terzo lavoro in studio delle sorelle Haim, l’album di debutto di Cassowary, e l’ultimo progetto della produttrice e dj Federica Grappasonni a.k.a. Mistura Pura.

Women in Music Pt. III – Haim

Nel 2020 le tre sorelle tornano sulla scena musicale con un disco che è una vera perla: Women in Music Pt. III. Questo disco non solo è il loro miglior lavoro in studio (gli altri sono Days Are Gone del  2013 e Something to Tell You 2017), ma è anche quello decisamente più ricco: passano da un pop delicatissimo al jazz e usano con maestria l’elettronica fino a portare l’ascoltatore verso una genuina ispirazione folk e country.

Un disco pieno e ricco dalla prima all’ultima traccia frutto dell’ingegno delle tre sorelle: Este Arielle, la più grande, bassista; Danielle Sari, chitarrista e prima voce; Alana Mychal, la più giovane, tastierista e seconda chitarra. Anche se, essendo tutte tre abili polistrumentiste, si passano gli strumenti come fossero bambole. Certo non fanno tutto da sole: in questo disco trovare il sax di Henry Solomon e la collaborazione di Ariel Rechtshaid e Rostam Batmanglij che hanno co prodotto il disco rendendo tutto più riflessivo e carico di emotività.

Purtroppo le Haim sono poco conosciute in Italia e uno dei pochi endorsement illustri da parte di un loro collega italiano è stato quello di Tommaso Paradiso che le ha definite piene di “talento, coolness, leggerezza, moda, hype e movimenti”. Cool o meno le Haim sono, più semplicemente, molto brave con un orecchio fino e grandi capacità. Questo disco ne è la prova.

 Cassowary – Cassowary

Se cercate su Google il nome di questo artista vi imbatterete nel casuario, ovvero un uccello che vive dalle parti della nuova Guinea e che, un po’ come lo struzzo, è grande come un cane di grandi dimensioni, poco socievole e incapace di volare.

Di tutt’altra pasta invece Miles Shannon, un 25enne musicista di stampo jazz che dal grosso pennuto prende il nome.

Cassowary è un polistrumentista a tutto tondo e il suo disco di debutto passa dal jazz, funk, soul e hip-hop toccando quasi il trip hop di bristoliana memoria con qualche ballata di stampo lo-fi. Un disco veramente unico nel suo genere e difficilmente catalogabile. Un disco ambientale, delicatissimo e impreziosito dai toni caldi del sax e del piano e con una voce così sexy da far invidia a Lenny Kravitz.

Insomma, a differenza del casuario, Cassowary è decisamente in grado di volare e di farvi volare.

The Blue Bus – Mistura Pura

Il terzo disco della tripletta di questo mese viene dal nostro paese, più precisamente dalla Riserva Naturale di Torre Guaceto, in Puglia dove Federica Grappasonni (in arte Mistura Pura) da più di un anno si è trasferita per vivere all’interno di un bus abbandonato da una coppia di induisti tedeschi nelle campagne di Serranova (Brindisi).

È da questo angolo di paradiso pugliese che nasce dunque questo progetto che cavalca con maestria le onde del jazzfunk, del latin jazz, del jazz in 5/4, dell’Afrobeat e del funk. In un’ora di musica divisa in 12 tracce la DJ milanese varca persino i confini di downtempo, trip hop e house. Tutto miscelato insieme ad arte anche grazie all’aiuto di un nutrito gruppo di musicisti e quasi un’infinita lista di strumenti musicali che vanno dai fiati (tromba, trombone e sax) ai diversi tipi di pianoforti elettrici (fender rhodes, hammond, synth) con una sessione ritmica che include basso, contrabbasso, batteria e percussioni varie.

La sua musica viene definita come “fusion – Jazz Funk”, ma stando a sentire questo disco c’è molto, molto di più.

 Damiano Sabuzi Giuliani

 

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