Ungheria, il Parlamento dà pieni poteri a Viktor Orbán

Con 138 voti favorevoli e 53 contrari il Parlamento ungherese ha conferito pieni poteri al Primo Ministro Viktor Orbán

Pieni poteri a Viktor Orbán. Questo è quanto l’attuale Primo Ministro ungherese ha ottenuto dal Parlamento attraverso un decreto che gli permetterà di governare il Paese illimitatamente facendo sì che egli possa fronteggiare in maniera perentoria ed immediata la minaccia rappresentata dal Coronavirus.

La votazione che ha consentito tutto ciò necessitava del consenso dei due terzi dell’assemblea. Il testo è stato approvato con 138 voti a favore e 53 contrari. Pronta la risposta dell’opposizione, che ha chiesto di poter limitare a 90 giorni la durata della legge.

Fidesz, il partito dell’attuale capo di governo, controlla 117 deputati ed è l’unico ad oggi in grado di revocare questo atto legislativo. Oltre a dare pieni poteri ad Orbán, con questo nuovo documento le elezioni ed i referendum sono sospesi e viene istituita una pena che va fino a 5 anni di reclusione per chi dovesse diffondere false notizie sulla pandemia.

Senza il sostegno di una corte costituzionale forte, la democrazia ed il suo controllo sono appannaggio del governo, che allo stato attuale delle cose potrebbe anche avere la facoltà di sciogliere il Parlamento.

Il direttore del programma dell’Unione ungherese per le libertà civili, Mate Szabo ritiene e teme che la misura in atto potrebbe frenare le attività giornalistiche ed i professionisti impegnati in questo settore. Tímea Szabó, parlamentare del partito d’opposizione Dialogo per l’Ungheria, sostiene che negli ultimi 10 anni Orbán abbia usato il proprio potere per frenare la democrazia e lo stato di diritto.

A queste dichiarazioni, replica il Segretario di Stato per la comunicazione e le relazioni internazionali, Zoltan Kovacs: “La legge sta sostanzialmente estendendo le misure straordinarie e le possibilità di applicarle, previste dalla Costituzione per 15 giorni. Sarà il Parlamento a revocarle in qualsiasi momento, quando lo vorrà. Quindi, qualsiasi critica semplicemente non corrisponde al vero” con questa dichiarazione sottolinea altresì come, “Ogni singolo paese– prosegue Kovacsstia cercando di utilizzare i metodi e le misure migliori in base alle proprie esigenze e al proprio quadro giuridico ed istituzionale per combattere il virus. Ed è ciò che sta facendo l’Ungheria”.

La storia politica di Orbán è un percorso autoritario che dura da anni, costruito su un potere basato su una maggioranza parlamentare via via sempre più forte.

 

Amnesty International Ungheria, attraverso le parole del suo direttore David Vig, sottolinea come “Questa legge istituisce uno stato d’emergenza privo di controlli e a tempo indeterminato e dà al governo di Viktor Orbán via libera per limitare i diritti umani. Non è questo il modo di affrontare la crisi posta dalla pandemia di COVID-19“.

Dove questa recente decisione porterà lo stato ungherese non è dato saperlo. La speranza risiede nel fatto che le libertà fondamentali dell’uomo e del cittadino non vengano mai calpestate e che la democrazia possa regnare sovrana all’interno dei suoi confini.

Andrea Pulcini

Immagine di copertina via rsi.ch

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