Commissari al forno

Gli aspiranti commissari europei scelti da Juncker, nelle prossime due settimane saranno sottoposti al giudizio del Parlamento europeo. La nascita della nuova Commissione Europea è quasi certa, la sua composizione un po’ meno. Numerosi gli aspiranti commissari sui quali aleggia l’ombra del no

di Andrea Rosiello

eucommisariSono iniziate ieri, lunedì 29 settembre, e si concluderanno il 7 ottobre le audizioni dei neo componenti della Commissione Europea. Freschi di nomina, i ventisette saranno ascoltati dalle commissioni parlamentari competenti del Parlamento Europeo, le quali valuteranno le loro competenze generali, il loro impegno europeo e le competenze specifiche.

Di solito si tratta di una mera formalità: l’aspirante commissario parla alla commissione parlamentare e risponde alle domande che gli sono state poste. Terminate le audizioni, entro il 9 ottobre ogni commissione elabora la propria lettera di valutazione sui singoli commissari.

Nel caso il candidato non abbia convinto, il presidente del Parlamento europeo chiede al presidente della Commissione di sostituire il candidato o di cambiare il portafoglio che gli è stato assegnato.

Il voto favorevole sembra essere scontato, tuttavia alcuni nomi causano numerosi mal di pancia europei e potrebbe essere necessario qualche cambiamento o sostituzione.

Su ventisette candidati il 20% (sei commissari) potrebbero ricevere un parere negativo. Se così fosse Juncker si troverebbe davanti ad una brutta gatta da pelare tra cambi di portafogli e sostituzioni all’ultimo.

Nel mirino sembrano esserci: l’ungherese Tibor Navracsics (Educazione e ai giovani) proposto dal governo Orban molto malvisto dall’UE; l’ex premier sloveno Alenka Bratusek (vicepresidente con delega al Mercato dell’energia) che non avrebbe l’appoggio del suo governo; lo spagnolo Miguel Arias Canete (Azione per il clima ed Energia) colpevole di essere troppo vicino ad alcune aziende petrolifere in Spagna e il maltese Karmenu Vella (Pesca e affari marittimi) ritenuto non all’altezza dell’incarico.

Ma tra gli aspiranti commissari malvisti ci sono anche un paio provenienti dall’oltremanica: il britannico Jonathan Hill (Servizi finanziari) non sarebbe gradito da molti alla guida di un portafoglio fondamentale per la City londinese e l’irlandese Phil Hogan (Agricoltura) potrebbe perdere la poltrona a causa di uno scandalo finanziario in patria.

In passato ci sono già stati dei casi di aspiranti commissari rifiutati dal Parlamento europeo: l’italianissimo Rocco Buttiglione che nel 2004 ricevette un doppio no sia come Commissario alla Giustizia che come Vice Presidente della Commissione a causa di alcune espressioni razziste nei confronti degli omosessuali.

Nel 2010 fu meno eclatante ma simile, la bocciatura della bulgara Rumiana Jeleva, giudicata dagli eurodeputati “poco competente” e costretta a ritirarsi per far largo alla connazionale Kristalina Georgieva quale Commissario per gli Aiuti umanitari.

Il toto nomine è quindi partito e nelle prossime settimane si avranno le quotazioni di chi sale e di chi scende per poter scommettere a favore o contro. Al momento l’unica cosa su cui puntare è il tempo di cottura degli aspiranti commissari e godersi le loro audizioni in parlamento.

(fonte immagine: http://www.europarl.europa.eu/)

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Una risposta

  1. 13 Ottobre 2014

    […] Due settimane fa, all’inizio della tornata delle audizioni parlamentari, avevamo raccontato dei dubbi che il Parlamento europeo aveva su alcuni commissari designati. I commissari designati che rischiavano di non passare l’esame del parlamento erano sei: Tibor Navracsics (Educazione e ai giovani), Alenka Bratusek (vicepresidente con delega al Mercato dell’energia), Miguel Arias Canete (Azione per il clima ed Energia), Karmenu Vella (Pesca e affari marittimi), Jonathan Hill (Servizi finanziari) e Phil Hogan (Agricoltura). […]

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