Quando la povertà aumenta

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Secondo un rapporto della Caritas, oltre 2,5 milioni di persone in Spagna sono a rischio esclusione sociale

di Maria Bonillo Vidal

banco-de-alimentos-dibujando-periodistasLa povertà in Spagna va avanti a rtimi vertiginosi. Una crisi senza data di scadenza, mentre ogni giorno la Caritas lotta per dare da mangiare e altri aiuti di prima necessità a migliaia di cittadini. Nel rapporto annuale della Onlus iberica emerge un quadro alquadro drammatico.

Nel 2013 la Caritas ha fornito assistenza a più di 2,5 milioni di persone – ben 600.000 individui a rischio esclusione sociale in più rispetto all’anno precedente. Parecchio drammatica, la questione, se inquadrata nell’ottica del contesto familiare: oltre un milione, infatti, il numero di famiglie che dall’organizzazione riceve aiuto – oggigiorno le famiglie spagnole sono diventate piú numerose poiché i figli non hanno più l’opportunità di emanciparsi; altri ancora, invece, avevano uno stipendio e una casa, hanno perso tutto e sono stati costretti a ritornare dai propri genitori.

“La crisi coinvolge maggiormente le famiglie numerose e i nuclei in cui sono presenti disabili” – ha affermato Sebastian Mora, presidente di Caritas Spagna. Anche le ragazze madri vedono peggiorare la propria situazione giorno dopo giorno. L’ONG iberica fornisce ai bisognosi aiuti nel reperimento di altri prodotti difficili da ottenere per le famiglie spagnole: non soltanto cibo, dunque, ma anche penne, quaderni o altri tipi di materiale “scolastico”.

La Caritas ha inoltre rilevato che alcuni utenti vi si recano anche per problemi relazionati alla mancanza di risorse mediche. Perché la crisi, in Spagna, non è arrivata “da sola”: ad essa, vi si sono accompagnati una serie di tagli e misure politiche drastiche – come la Riforma della Sanità, che si abbattuta come una scure sulle possibilità socioeconomiche di ciascuna famiglia. Sicché la Caritas dà il proprio sostegno economico alla persone affinché esse possano comprare vaccini – come quello per la meningite, ad esempio, che non è piú sostenuto dal sistema pubblico sanitario.

Malgrado la Caritas sia diretta emanazione della Chiesa Catolica, essa si sostenta attraverso donazioni private. E in effetti, solo così le è possibile elargire il suo instancabile apporto di aiuti sociali: il governo ha infatti tagliato il budget di 10 milioni di euro che le destinava ogni anno – mentre la Chiesa contribuisce solo col 3% delle sue spese complessive. Il grosso, insomma, proviene in larga misura dalla solidarietà della società civile spagnola – che contribuisce per un totale di 218 milioni di euro, ben il 75% del budget della ONG.

Ed è proprio l’importante risposta della popolazione spagnola, l’unico dato positivo che si può astrarre da questo triste scenario. Che oltre all’aiuto economico, nell’ultimo anno ha fornito piú di 78.000 volontari – il 30 % in piú rispetto agli ultimi cinque anni.

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