La conservatrice Roberta Metsola è la nuova presidente del Parlamento europeo

Il Parlamento europeo ha eletto l’avvocata maltese Roberta Metsola come presidente dopo la morte di David Sassoli. È la prima donna in 20 anni a ricoprire la carica

Martedì 18 gennaio 2022 l’Unione europea ha eletto la conservatrice Roberta Metsola come sua nuova presidente. L’avvocata stava già ricoprendo la carica dal giorno della morte del suo predecessore, David Sassoli, per cui era vice presidente. Metsola è stata eletta con una maggioranza di 458 voti su un totale di 616.

L’elezione non è avvenuta a causa della morte dell’ex presidente. Sassoli avrebbe dovuto lasciare la carica alla fine di gennaio, dopo due anni e mezzo, in base a un accordo di condivisione della carica.

Chi è la nuova presidente?

A soli 43 anni, Metsola è la più giovane persona nella storia di questa legislatura a ricoprire la carica, e la prima donna in 20 anni. Proviene dalla fazione conservativa dell’European People’s Party (EPP), mentre Sassoli era membro del gruppo politico di centro-sinistra Socialists & Democrats (S&D).

Parlando in maltese, italiano, inglese e francese, nel suo discorso Metsola ha dichiarato: “È un onore ricevere questa responsabilità”. Ha anche avvisato che alcune forze “continueranno a testare i limiti dei nostri valori e i principi europei”, sottolineando che la legislatura avrà bisogno di “lottare contro il sentimento anti-europeista che prende piede così facilmente e velocemente”.

A quelli che vogliono distruggere l’Europa, sappiate che siamo contro di voi”, ha dichiarato nel suo discorso, tenutosi durante l’incontro parlamentare nella città di Strasburgo. Metsola è membro del Parlamento Europeo dal 2013. In quanto membro del Partito Nazionalista di centrodestra di Malta, è attiva sin dalla giovinezza in politica, quando da studentessa di Malta faceva campagna elettorale per diventare un membro dell’Unione europea.

Come presidente del Parlamento europeo dirigerà le attività delle sessioni plenarie della legislatura, mantenendo l’ordine durante le sedute. Inoltre, darà anche la parola ai relatori, firmerà leggi, e aprirà i summit dell’Ue. Il Parlamento ha avuto solamente altre due presidenti, Simone Veil e Nicole Fontaine, entrambe francesi.

La linea anti-abortista di Metsola

Nonostante Roberta Metsola abbia ricevuto molti consensi, in tanti – soprattutto i Verdi e il gruppo di Sinistra – non sono particolarmente felici della loro guida. Cio è dovuto principalmente al fatto che la politica maltese ha sempre votato contro le risoluzioni del Parlamento Europeo che chiedevano ai paesi membri di legalizzare l’aborto.

Tale posizione non è totalmente sorprendente, dato che Metsola viene da Malta. L’isola mediterranea, che è il membro più piccolo dell’Unione europea, ha una delle leggi per l’aborto più restrittive nel mondo ed è l’unico paese dell’Unione europea a proibire la procedura.

A Bruxelles, Metsola si è opposta a numerosi report e risoluzioni che richiedevano l’accesso all’aborto sicuro condannando le mosse legislative per limitare tale possibilità. Nel 2015, ha pubblicato anche una dichiarazione, assieme ad altri membri maltesi del Parlamento Europeo del partito EPP, sottolineando la loro linea “categoricamente contro l’aborto”.

Lo scorso luglio, ha difeso la sua linea dopo aver votato contro un report che definiva l’aborto come un diritto umano. “Senza l’approvazione del nostro parlamento nazionale, le istituzioni europee non possono imporre alcuna legislazione su Malta in questo ambito” aveva spiegato Metsola al sito web maltese “Lovin Malta”. I suoi commenti avevano suscitato la rabbia di molti membri del Parlamento Europeo di centrosinistra, che lottano per preservare i diritti abortivi in tutta l’Unione europea.

Mentre molti stati membri dell’Ue stanno mettendo in dubbio i nostri valori fondamentali, qualsiasi candidato alla presidenza parlamentare non deve lasciare spazio a dubbi quando si tratta della sua linea per quanto riguarda i diritti umani e quelli delle donne”, ha dichiarato Evelyn Regner, un membro austriaco socialista del Parlamento europeo, che preside il Comitato Parlamentare sui Diritti Umani e l’Uguaglianza di Genere. Secondo Regner, i voti di Metsola relativi all’aborto e alla salute delle donne “sono andati contro la chiara maggioranza dei membri parlamentari in questa camera”.

Non può essere così per il presidente, ha spiegato. “La linea della leadership del Parlamento europeo deve rimanere chiara: negare l’accesso alla sanità, della quale l’aborto fa parte, è una violazione dei diritti umani”.

Karen Melchior, membro del parlamento di Renew Europe, ha anche dichiarato che Metsola è stata “decisamente poco chiara” sull’argomento durante le sue recenti udienze in campagna. Un funzionario vicino alla nuova presidente ha contestato l’accusa. “Metsola ha reso chiaro durante tutte le sue udienze che rappresenterà la maggioranza” sui diritti umani, mettendo da parte la sua visione personale.

Durante queste udienze, Metsola ha anche ricordato una clausola negoziata prima dell’entrata di Malta nell’Ue, avvenuta nel 2004, secondo la quale l’Unione non può cambiare le leggi relative all’aborto dello stato maltese.

Per Manon Aubry, membro di sinistra del Parlamento europeo, non ci sono scuse: “Penso che sia un segnale terribile per i diritti delle donne ovunque in Europa. Ad esempio, per le donne in Polonia che da quasi due anni stanno lottando per il diritto di avere controllo sui loro corpi”. Nonostante ciò, Aubry ha anche riconosciuto che Metsola fa arte dell’ala progressiva dell’EPP conservatore, che per esempio difende i diritti LGBTQ. Alla luce di questo, Aubry ha definito la linea anti abortista di Metsola “paradossale”.

Sira Rego, collega di Aubry, ha dichiarato che è importante per le donne avere visibilità. Ma ottenere un cambiamento reale è ancora più importante. “Oltre ad occupare spazi politici e simbolici, è essenziale che vengano anche approvate delle politiche femministe” ha spiegato. Aubry ha dichiarato a DW che spera che Metsola non rappresenterà solo gli interessi maltesi, ma anche quelli di tutto il Parlamento europeo. La maggioranza dei legislatori a Strasburgo ha ripetutamente condannato gli sviluppi anti-abortisti in Europa.

Le dichiarazioni in risposta alle accuse

David Casa, membro maltese del Parlamento Europeo, ha spiegato di non vedere la ragione per il quale la questione dell’aborto dovrebbe porre un problema durante la presidenza di Metsola. È chiaro che, in quanto politica maltese, Metsola deve rispettare i valori espressi più di una volta dal popolo di Malta, ha spiegato Casa, riferendosi al fatto che l’opinione pubblica rimane ancora fermamente convinta contro l’aborto nel paese cattolico.

La stessa Metsola ha spiegato al quotidiano francese “Le Figaro” che non si riconosce nella “caricatura” che è stata fatta di lei in alcuni paesi. Ha aggiunto che stava lottando per delle politiche femministe e non aveva un problema personale con l’aborto.

La questione dell’immigrazione

Nonostante il disaccordo sulla questione dell’aborto, i colleghi di Metsola hanno espresso il loro rispetto relativamente al suo lavoro per quanto riguarda altre problematiche spinose.

Alcuni hanno sottolineato il suo operato nel settore dell’immigrazione. Metsola ha spinto per il trasferimento dei migranti all’interno del blocco europeo, una tematica molto importante per Malta. La linea era stata contestata da alcuni membri più conservatori dell’EPP, come ad esempio il francese François-Xavier Bellamy, che aveva definito il trasferimento “un’idea senza senso”.

Nel 2016, durante un aumento negli arrivi dei migranti dalla Siria, Metsola aveva chiesto all’Unione europea di adottare un “approccio olistico” in relazione alla problematica. Tuttavia, negli ultimi cinque anni il blocco ha ripetutamente fallito, non riuscendo a ottenere un accordo più ampio sul processare e trasferire i migranti. Attualmente, un nuovo patto riguardo la migrazione e gli asili è in via di esame.

Inoltre, qualche anno più tardi, Metsola ha altresì aiutato a rivedere il lavoro del Parlamento sia per espandere Frontex, l’agenzia di frontiera europea, che per poi aprire una indagine sull’agenzia, quando è stata accusata di respingere illegalmente i migranti ai confini dell’Ue. “Ho sempre avuto un’ottima relazione lavorativa con lei” ha dichiarato Daniel Freund, un membro dei verdi del Parlamento Europeo che co-presiede il gruppo a capo dell’indagine sulla Frontex.

Traduzione di Chiara Romano via politico.eu, dw.com

Immagine di copertina via Twitter

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