Retake Roma, una sfida in nome del decoro

Non soltanto pulizia dei muri, ma anche consapevolezza e rispetto dell’ambiente urbano. Perché “le rivoluzioni partono con le azioni, non bastano le opinioni”. Ce lo ha raccontato Antonino, attivista del movimento

di Francesca De Santis

10424238_939391922743141_6810953587024966581_nRiprendersi la Città Eterna restituendole il decoro nascosto da scritte sui muri o manifesti abusivi che ne offuscano la grande bellezza. E’ questo l’obiettivo di Retake Roma, un movimento che, nel corso di queste settimane, sta mobilitando cittadini di diverse zone della Capitale che, armati di guanti e spatola, decidono di ripulire i muri del proprio quartiere.

C’è chi lo fa tornando a casa, andando a lavoro oppure chi si organizza e partecipa a un evento collettivo di clean up – capace di unire persone sconosciute, trasmettendo senso civico e di responsabilità condivisa nei confronti dei luoghi della propria vita.

Nel panorama romano, esistono diversi comitati e libere associazioni di cittadini che si incontrano per ripulire il parco di quartiere o la piazza sotto casa: sono tutte espressioni di cittadinanza attiva, di quella parte di popolazione che non sta ferma a guardare e a lamentarsi ma che è consapevole che il benessere e la vivibilità della propria città dipendano, in parte, da ogni cittadino e dal rispetto che porta nel vivere le proprie strade.

In questi giorni, hanno avuto luogo numerosi interventi di ripulitura dei muri organizzati da Retake Roma e delle sue declinazioni di quartiere. Per questo, abbiamo deciso di conoscere meglio questa bella realtà cittadina intervistando Antonino, un attivista di questo movimento.

Antonino, quando, come e per opera di chi nasce Retake Roma?
Retake Roma nasce nel 2010 grazie a Rebecca Spitzmiller, un’italo-americana insegnante di diritto comparato presso l’Università degli Studi Roma Tre.
Rebecca, stanca di vivere in una città bellissima ma deturpata da atti vandalici e abusivismo continui, ha deciso di rimboccarsi le maniche e “riprendersi” Roma, anzi restituire Roma a ciò che le spetta di diritto: decoro e rispetto.
Iniziando dalle mura del suo condominio, continuamente vandalizzate e deturpate con insensati tag, ha poi proseguito il suo scopo “reclutando” altre persone e invitandole a fare lo stesso. Insieme, con il tempo, e con la collaborazione di Ama e PICS (Pronto Intervento Centro Storico), si è giunti a ciò che siamo oggi, con la prospettiva di migliorare e cambiare la mentalità dei cittadini di Roma e Roma stessa.

Qual è la mission di Retake Roma?
Retake Roma è un movimento no-profit che parte dai cittadini e che mira a eliminare gli atti di vandalismo, nelle forme di tagging, adesivi e rifiuti, che affliggono la città di Roma. Mentre alcuni “graffiti” possono configurarsi come forma d’espressione artistica, se dipinti con permesso, il graffito fatto senza autorizzazione del proprietario o dell’autorità pubblica è semplicemente vandalismo e quindi giustamente punito dalla legge con sanzioni sia penali che civili. Retake Roma promuove la legittima espressione artistica, incoraggiando artisti di talento a promuovere il loro lavoro in luoghi pubblici e privati (come serrande dei negozi) – previa autorizzazione.
Per raggiungere tali obiettivi, in Retake Roma ripuliamo i quartieri e ripristiniamo i muri, o “ce ne ri-approriamo”, oltre a lavorare per indurre nei romani di tutte le età, la consapevolezza e l’interesse a prendersi cura della Città Eterna, attraverso conferenze, social media e collaborazioni con organizzazioni del nostro stesso orientamento – soprattutto le agenzie educative. La nostra speranza è che, attraverso il perseguimento incessante di questi obiettivi, saremo in grado di creare una coscienza collettiva, tra cittadini e turisti, al fine di far sentire tutti più responsabili della tutela, la conservazione e il miglioramento continuo di questa bellissima città.

È legato a qualche forma di partito o organizzazione politica?
Retake Roma è apartitico, realizziamo la nostra opera senza mostrare interesse per organizzazioni politiche. Tutti sono i benvenuti qualora condividano i nostri valori.

Come è organizzato il movimento?
Retake Roma si basa su una rete di gruppi di zona finalizzata a mantenere e a rafforzare il legame e il senso di appartenenza nei confronti del proprio territorio.
Con tale sistema, si ha la possibilità di socializzare, condividere e confrontarsi per il bene e il rispetto di ciò che è pubblico. Inoltre, il retaker, vivendo nella zona in cui ha svolto il proprio lavoro, si trova necessariamente a sorvegliare il proprio quartiere, potendo quindi intervenire senza particolari difficoltà e fatiche e ripristinando nuovamente il decoro in modo più diretto e facilitato.

Chi partecipa ai retake?
Tutti possono partecipare ai retake, persone di qualsiasi età e nazionalità. Persone che, stufe di vivere nel degrado, vogliono una città più decorosa e vivibile, in cui il rispetto verso il bene pubblico sia un valore!

Come funzionano gli eventi di clean up?
Sulla base dei gruppi per zona o a seguito di proposte di cittadini in casi di vergognoso degrado, i retake vengono organizzati dai gruppi stessi, dopo un confronto tra i cittadini, oppure da Retake Roma, dopo la richiesta di collaborazione inoltrata a PICS ed Ama, per interventi di grande portata.

Retake è un movimento presente in altre città italiane e all’estero?
Retake è già presente in altre città italiane. Abbiamo esempi a Napoli con “CLEANAP”, a Firenze con “Gli Angeli del Bello” o, ancora, a Milano con “Associazione Nazionale Antigraffiti”. Seppur con nomi diversi gli obiettivi sono gli stessi: ripristino del decoro ed educazione al rispetto del bene pubblico. Sicuramente esisteranno altre organizzazioni dello stesso tipo di cui non siamo ancora a conoscenza e speriamo vivamente ne nascano di nuove in futuro. Per quanto riguarda l’estero, abbiamo conoscenza di “Let’s do it Mediterrean” finalizzato al rispetto delle acque del Mar Mediterraneo.

Il clean up più bello?
Con totale sincerità, secondo noi deve ancora avvenire!

L’amministrazione capitolina si è mai rapportata a voi, ad esempio, attraverso i Municipi?
Direi il contrario, siamo noi che bussiamo in continuazione alla porta per avere più considerazione e spazio. È dura, siamo tenaci e determinati. Il Comune e i Municipi (anche se non ancora tutti) ormai ci ascoltano con interesse e spirito di collaborazione. Stiamo cercando di instaurare un rapporto tale in modo da creare un programma condiviso di intervento per il ripristino del decoro nella città di Roma.

Quali prospettive per Retake Roma?
Tanto ottimismo e tanta voglia di affermarsi, per creare maggiore consapevolezza negli abitanti di Roma. Le rivoluzioni partono con le azioni, non bastano le opinioni. Noi scendiamo in continuazione sul campo. Vorremmo una Città Eterna degna del suo nome. Una città più vivibile, dove il rispetto verso il bene pubblico sia la normalità e la pretesa. Vogliamo cambiare la mentalità delle persone. Vogliamo vedere Roma come capitale europea allo stesso livello delle altre anzi, anche meglio! Iniziamo nel nostro piccolo, convinti che il decoro e il rispetto civico siano elementi di grande rilevanza da cui hanno seguito evoluzioni per il bene della città: parliamo di sicurezza, mobilità, benessere generale e diffuso.

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