Vivere le foto: Ferdinando Scianna

La Galleria Emmeotto di Roma ospita l’esposizione “Sicilia Mondo” fino al prossimo 18 luglio

di Caterina Mirijello

SicilyProvate a fissare un’immagine di Ferdinando Scianna. Concentratevi e mantenete il vostro sguardo fisso e vivido. Di colpo, all’improvviso noterete che le immagini ritratte davanti a voi, inizialmente delineate da un contorno chiaro e nitido, inizieranno a prendere forma, o meglio, a prendere vita.

Il quadro sarà solo il limite in cui un flusso di movimenti inizierà a scorrere. Sarà il punto dal quale vi affaccerete per osservare e scoprire un mondo infinitamente reale. Un mondo che sembra essere perso, ma un mondo che ancora esiste e continua a perpetuare le sue tradizioni, incurante di una società lanciata verso una modernità galoppante.

Processioni in cui il ritmo dei passi è scandito da preghiere e canti sacri. In cui lo sguardo severo delle donne punisce d’istinto chi osa uscire dalla conformità religiosa. Bambini allineati, dietro uno stendardo con blasoni ecclesiali, percorrono in silenzio le strade buie di un paese di provincia.

Fuochi per commemorare le liturgie religiose, merletto bianco candido ad adornare le vesti dei sacerdoti, donne che hanno sposato un nero cupo per tutta la vita.

Ferdinando Scianna non ritrae solamente. Le sue foto racchiudono dei ricordi, la Sua Sicilia, e narrano e lasciano narrare il racconto di un Sud che, nonostante tutto, ancora sopravvive.

MarpessaL’essenza di un popolo, che si riconosce in una quotidianità costruita su riti e credenze si mischia allo charme di una donna: Marpessa, il cui sguardo indomito, nelle sue scorrerie di moda, produce uno stridore acuto, che riecheggia nelle crepe dei muri inariditi, baciati ormai solo dal sole.

Eppure Ferdinando Scianna, nella sua mostra: “Sicilia Mondo alla Galleria Emmeotto di Roma dimostra al suo pubblico quanto la diatopia delle sue immagini sia universale.

E con questo non solo per la presenza di relitti accartocciati presso le sponde di un fiume, o per luci accecanti di una città never sleeping, e forse neanche per un vecchio dormiente, su un gradino al sole, sotto un muro che reclama la bellezza di un Mimmo Rotella improvvisato.

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