Contest 014 – il Documentario in Sala. La rassegna internazionale del Nuovo Cinema Aquila

Ghigliottina.it ha seguito per voi la sezione internazionale di Contest 014, la IV edizione del Festival del Documentario in Sala al Nuovo Cinema Aquila, per scoprire in anteprima i titoli più interessanti della prossima stagione cinematografica “del vero    

di Giulia Marras

fonte immagine:cinemaaquila.com

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All’interno della programmazione del Contest del Cinema Documentario al Cinema Aquila, diretto da Massimo Vattani, quest’anno alla sua quarta edizione, intitolata alle ”Terre di nessuno – Ritratti Marginali”, per la prima volta si affaccia anche una sezione internazionale, che ha offerto in anteprima al pubblico romano uno sguardo sui più rilevanti esempi del panorama documentaristico mondiale.

Oltre quindi al Concorso dei Documentari Italiani che ha visto la vittoria ex aequo di “Per Ulisse” di Giovanni Cioni e di “Terre di transito” di Paolo Martino, e il secondo posto del film collettivo “Çapulcu, Voices from Gezi“, proclamati da una giuria popolare, e una sezione dedicata agli Audio Documentari, sono stati presentati collateralmente anche Resistenza Naturale di Jonathan Nossiter, Vers Madrid – The Burning Brightdel francese Sylvain George, Vivan Las Antipodas del russo Viktor Kossakovsky e The substance(La sostanza)di Martin Witz, autori con una certa esperienza alle spalle, e riconoscimenti da più parti, ma ampiamente ignorati dalle sale e dalle distribuzioni, per cui sconosciuti al grande pubblico.

Jonathan Nossiter, dopo il precedente Mondovino (e dopo vari lungometraggi di finzione, tra cui Sunday Miglior Film al Sundance 1997), torna al vino, tra i vigneti delle Marche, dell’Emilia e del Piemonte e i loro viticoltori, “radicali della Bocconi”, intellettuali contadini che sfidano il sistema e il mercato, che hanno studiato e conosciuto a fondo, e lo rinnegano, voltanto le spalle anche alle regole falsate del D.O.C. o dello stesso biologico. Le loro sono storie isolate di chi ha deciso di coltivare indipendentemente, senza pesticidi o nessun tipo di additivo artificiale, e si lega ad un tipo di agricoltura quasi rurale, nella salvaguardia della specificità territoriale, della salute e della cultura agro-alimentare. Un recupero del passato messo in parallelo con il restauro cinematografico, qua rappresentato da Gianluca Farinelli della Cineteca di Bologna, coinvolto nei dibattiti con i vignaioli e il regista, “per un cinema al servizio dell’agricoltura” e un recupero culturale generale del passato.

fonte immagine:cinemaaquila.com

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Vers Madrid, proprio come il film (italiano) in concorso Çapulcu, Voices from Gezi racconta le manifestazioni e gli scontri durante la primavera turca nata esattamente un anno fa dal Gezi Park, mostra gli eventi catturati in Spagna nel 2011 e 2012, ovvero le rivolte sociali pacifiche del movimento degli Indignados. Già ispirati dalla primavera araba, le proteste nacquero quasi improvvisate, nel giorno delle elezioni amministrative (15 Maggio), come naturale sfogo di una fetta della popolazione composta da più classi sociali; come urgenza collettiva di emancipazione dal potere, dall’ideologia dominante, un’urgenza sentita dallo stesso regista Sylvain George, il quale, pur contrariamente ai suoi soliti lunghi tempi di lavorazione, si è precipitato a girare a Madrid.

Presentato per la prima volta nella sua forma finale e definitiva, Vers Madrid alterna scene di manifestazioni e assemblee popolari, urlate e cantate, a lunghe sequenze di silenzio e desolazione. Presente alla proiezione, Sylvain ha potuto spiegare alcune caratteristiche peculiari del documentario e della sua filmografia generale: “scelgo spesso il bianco e nero per istituire una distanza con la contemporaneità, pur se è la materia con la quale lavoro; è una distanza che avvicina, una critica e una decostruzione plastica di ciò che è stato già mostrato, per presentarlo differentemente; lo stereotipo del bianco e nero è così preso alla rovescia, in modo da giocare con le solite categorie spazio/tempo in cui i media ci ingabbiano”. Continua: “è stato un lavoro molto più spontaneo del solito, non è un progetto pensato o riflettuto prima; durante il montaggio è stato necessario prendere le distanze da ciò che avevo ripreso durante le manifestazioni. Lo stile del film comunque vorrebbe essere quello del newsreel, dei cinegiornali, per una contro-informazione sperimentale”.

fonte immagine: cinemaaquila.com

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E si continua sulla sperimentazione, stavolta scientifica, con il documentario di Martin Witz La sostanza con un viaggio sull’LSD scoperta casualmente dal chimico Albert Hoffman. Prossimamente distribuito da I Wonder Pictures in collaborazione con Ubu Officine e Biografilm Collection, narra la storia dell’allucinogeno più rock e rivoluzionario della storia dalla sua nascita casuale alla dichiarazione di illegalità, passando per le sperimentazione della CIA sull’esercito americano, alla Summer of Love e alle mobilitazioni storiche del ’68, senza giudizio o presa di posizione.

Ma il vero gioiello di questa preziosa sezione del Contest 014 è Vivan Las Antipodas di Kossakovsky, esplorazione geografica e umana di quattro luoghi e dei loro opposti terrestri. Argentina-Cina, Cile-Russia, Hawaii-Botswana, Nuova Zelanda-Spagna: 8 modi di vivere, 8 paesaggi, diverse esistenze ma forse la medesima umanità che cerca di sopravvivere. Le immagini si capovolgono letteralmente su loro stesse per rivelare mondi lontani da sé e dagli spettatori: il tempo avverso che comanda il passaggio sulle sponde di un fiume argentino, il traffico cinese, gli innamoramenti scolastici di un’adolescente russa, l’attività vulcanica a latere del paradiso hawaiano, l’irrisolutezza davanti all’arenamento di una balenottera su una spiaggia. Esperienze marginali, agli antipodi appunto, eppure così facilmente empatiche. Le immagini sono così innocenti e spiazzanti allo stesso tempo, tanto che per il singolo spettatore appare quasi difficile meritarsi certe visioni.

fonte immagine:cinemaaquila.com

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L’intera selezione, infine, ha dato un’idea forte e ideale della visione documentaristica e anche sociale del cinema attuale: emerge un bisogno di ribaltamento delle categorie preesistenti, di rifondazione della società, almeno quella occidentale, partendo dal passato, da esperienze fuori dal sistema conosciuto, dalla ribellione.

Quella del Contest 014 è stata la giusta occasione per poter riassaggiare nuovi modelli di vita, sperando di poter ritrovare al più presto questi titoli in sala.

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Una risposta

  1. 13 Ottobre 2014

    […] dei Popoli e premio ex- aequo con Terra di transito all’ultima edizione di Contest – Il documentario in sala al Nuovo Cinema Aquila di Roma , Per Ulisse è quasi un trattato sulla figura dell’emarginato e sulla sua fuga dalla […]

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