Sei Nazioni, l’Italrugby non c’è e la Francia ringrazia

Gli Azzurri all’Olimpico ne prendono 29 senza fare punti. E sabato 21 marzo c’è il Galles per chiudere il Sei Nazioni di rugby cercando di arginare gli ospiti senza capitan Parisse infortunato

di Gabriele Farina

Jacque Brunel, ct dell'Italia

Jacque Brunel, ct dell’Italia

Il nastro si riavvolge… dalla parte sbagliata. Dopo la vittoria di cuore contro la Scozia, l’Italia del rugby viene sbiancata in casa dalla Francia. Uno 0-29 che non ammette repliche e che fa ripiombare gli Azzurri indietro di undici anni.

Era dal 21 febbraio 2004, infatti, che la selezione tricolore non riusciva a segnare nemmeno un punto in una gara del Sei Nazioni. Gli avversari? Guarda caso gli stessi transalpini, vincitori di quell’edizione con il 100% di vittorie.

Una possibilità che sarà preclusa a qualunque formazione quest’anno, visto che ogni squadra ha conosciuto almeno una sconfitta. Dopo tre vittorie in altrettante gare, infatti, l’Irlanda è caduta sul terreno del Galles. Nessun Grand Slam dunque.

Le quotazioni dei Dragoni salgono di colpo. È vero che i Rossi hanno una differenza punti peggiore (+12) rispetto all’Inghilterra (+37) e al XV dell’Arpa (+33). Bisogna considerare anche che il Galles chiuderà il torneo a Roma, apparso sabato terreno di conquista.

Come accaduto più volte durante il torneo, la formazione azzurra ha retto un tempo per poi cedere alla distanza. Un limite che sembrava superato nella partita contro gli Highlander, in cui la seconda frazione s’era anzi trasformata nella parte della svolta. Nonostante tutto, il gap all’intervallo appariva recuperabile. L’Italia era sotto nove a zero al riposo, dopo aver subito due calci di Lopez e uno di Spedding.

Quando l’acqua sembrava ritrarsi è iniziata tuttavia la tempesta. Subito un calcio di Plisson, poi una meta di Maestri (che aveva esordito tre anni fa proprio contro l’Italia), trasformata ancora da Plisson.

Gli Azzurri non riescono a entrare in partita, nonostante gli otto cambi di coach Brunel. Plisson spediva i padroni di casa ancora più indietro con un calcio al 57’, prima della ciliegina sulla torta dei galletti, messa a segno da Bastareaud all’ultimo minuto, con immancabile trasformazione di Plisson.

La squadra di Brunel ha così la peggior differenza punti (-79), con l’attacco meno prolifico (52 punti) e la difesa più battuta (121). Nota positiva per l’Italia il 112° cap per Sergio Parisse, assente contro il Galles per un infortunio all’alluce destro subito contro la Francia. Nessuno ha collezionato tante presenze quanto il capitano azzurro. Da rimarcare anche gli oltre 67mila spettatori presenti all’Olimpico di Roma.

L’impresa più bella della giornata è stata messa a segno dal Galles, vittorioso 23-16 a Cardiff sui campioni in carica. Una partita decisa ai calci, con sei penalità, una conversione, un drop e appena una meta per parte.

Se l’Italia non è stata raggiunta in classifica dalla Scozia è perché l’Inghilterra ha vinto il confronto 25-13. A Twickenham non basta Laidlaw (otto per lui) per tenere testa al XV della Rosa, autore di tre mete. Sabato c’è la Francia, teoricamente ancora in corsa. A ottanta minuti dalla fine, i giochi sono più aperti che mai.

Risultati: Galles-Irlanda 23-16, Inghilterra-Scozia 25-13, Italia-Francia 0-29

Classifica: Inghilterra (+37 differenza punti), Irlanda (+33) e Galles (+12) 6; Francia (+22) 4; Italia (-79); Scozia (-25) 0.

Prossimo turno (sabato 21): Italia-Galles (ore 13.30), Scozia-Irlanda (15.30) e Inghilterra-Francia (18).

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