Spagna: polizia catalana sotto accusa

Nel giro di sole 24 ore, in Catalogna, due uomini sono deceduti per pestaggio dopo essere stati arrestati: si riaccende la polemica contro i corpi polizieschi

di Maria Bonillo Vidal

mossosIn Spagna si commettono reati di tortura. Questo, almeno, è quanto sostiene Amnesty International – che presenterà a breve un rapporto che documenta diverse denunce per maltrattamenti e torture nel territorio iberico. La maggior parte di essi avvengono a Madrid e in Catalogna: in quest’ultima regione, due uomini sono morti in meno di 24 ore dopo essere stati ridotti in fin di vita dalla polizia regionale catalana – i Mossos d’esquadra.

La polemica verso questo corpo di sicurezza torna a riproporsi periodicamente. Tra i nodi oscuri dei Mossos, la morte di un imprenditore della Gay Street di Barcellona, avvenuta sei mesi fa. Benché l’uomo sia deceduto a seguito di un arresto cardiaco, sul suo corpo sono state rinvenute lesioni al cranio – procurate dai poliziotti, che cercavano di “calmarlo” in una risa. In quel particolare frangente, i vertici dei Mossos dichiararono che tutto era stato fatto secondo i protocoli adeguati – testimonianze e video dimostrano tuttavia quanto la polizia abbia forzato la mano, è stata aperta un’inchiesta che vede nove poliziotti imputati per omicidio.

Precedentemente, nello stesso quartiere in cui è avvenuto tale orrore, un agente della guardia autonoma catalana era stato condannato a sei mesi di prigione per aver colpito al cranio un carcerato. Si tratta di una condanna minima, ma lo stesso poliziotto vantava già una condanna di tre anni per detenzione illegale e lesioni.

Soltanto nella zona di El vendrell, invece, sei guardie sono imputate per lesioni nei confronti di un detenuto, otto di esse lo sono per la morte di un uomo di origine marocchina avvenuta lo scorso luglio, altre nove sono sotto processo per aver colpito e umiliato tre giovani, l’estate scorsa.

Oltre a questi episodi non irrilevanti, i Mossos hanno guadagnato la propria fama per la violenza con cui hanno gestito gli scontri insorti durante scioperi e manifestazioni – i video dei pestaggi inondano Youtube. E’ quanto accaduto, ad esempio, ai lavoratori di Panrico, fabbrica di pane e dolci i cui lavoratori sono stati maganellati dai Mossos durante uno sciopero.

Ma la polemica è scoppiata anche e soprattutto quando Esther Quintana ha perso un’occho: a causa dei proiettili di gomma, una cittadina spagnola oggi è costretta a portare un occhio di vetro – sorte simile a quella di Nicola Tanno, cittadino italiano che ha perso un occhio mentre festeggiava la vittoria iberica ai mondiali di calcio.

Dopo questi gravi episodi, il parlamento catalano ha proibito l’uso dei proiettili di gomma, ma li ha cambiati per altri altrettanto pericolosi – denunciano diverse piattaforme cittadine. Come le pallottole di schiuma oppure i camion ad ultrasuoni, che verranno usati per dissolvere le proteste. E che emettono segnali acustici talmente acuti da generare disorientamento e dolore. Ecco l’ultima tecnologia al servizio dei governi.

Lancio: La polizia catalana arresta a due uomini e muoiono minuti dopo. Polemica per attuazione poliziale.

 

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Una risposta

  1. 28 Aprile 2014

    […] e giornalisti brutalmente pestati dalla Polizia – Blog di frontediliberazionedaibanchieri Spagna: polizia catalana sotto accusa | Ghigliottina.it | Un nuovo taglio all'informazione Ma guarda: se da queste parti un poliziotto calpesta una ragazza si aprono decine di dibattiti, […]

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