Ad Amsterdam, un Reijskmuseum tutto nuovo

Riaperto dopo 10 anni di restauri e rinnovamenti il Reijskmuseum di Amsterdam, con un’inaugurazione in grande stile, tra fuochi d’artificio a mezzogiorno ed un “signor” flash mob

di Alessia Signorelli (@signorellialexa)

Vale proprio il detto che se bisogna fare le cose, queste vanno fatte bene. E ad Amsterdam non ci hanno pensato due volte, quando si è trattato di festeggiare la riapertura del Reijskmuseum, chiuso per un decennale e spettacolare lavoro di restauro e rinnovamento non solo della struttura museale stessa,risalente alla fine del 19esimo secolo e progettata dall’architetto Pierre Cuypers,  ma anche delle collezioni in possesso all’istituzione.

(C)Erik Smits fonte immagine: www.rijksmuseum.nl

(C)Erik Smits fonte immagine: www.rijksmuseum.nl

Si è trattato di un lavoro congiunto, quello dell’architetto spagnolo Cruz y Ortiz e del parigino Jean Michel Wilmotte, sotto la guida di un altro architetto, Van Hoogevest, che hanno lavorato in maniera sincrona e coordinata nel proiettare e collocare fermamente il museo nel Ventunesimo secolo, attraverso ampliamenti di spazi e l’incontro tra la grandiosità caratteristica della  Diciannovesimo secolo con la freschezza, il rigore ed il respiro del design contemporaneo.

Il risultato? Un interessante susseguirsi di “8”, in quello che potremmo definire un involontario e casuale gioco di numerologia propiziatoria (l’8 è, infatti, il numero dell’infinito): 80 gallerie, contenenti 8.000 oggetti (dai dipinti, ai modelli navali, alle porcellane e tanto altro ancora) che raccontano 800 anni di storia olandese, ordinate per la prima volta, in ordine cronologico, il tutto spalmato su quattro piani distinti.

Si parte dal Medioevo, si attraversa il Rinascimento e si prosegue fino ad arrivare al Ventesimo secolo, con il “cuore” del museo, la “Gallery of Honour” dedicato ai grandi maestri: Veermeer, Rembrandt, Frans Hals, Jan Steen, con il celebre capolavoro di Rembrantd “La Ronda di Notte” rimesso al suo posto, nello spazio ideato originariamente dall’architetto Cuypers. E poi: nuove acquisizioni e, un’ennesima “prima volta”, quella delle collezioni speciali che vengono esposte separatamente. Un museo aperto 365 giorni all’anno, dove i ragazzi fino ai 18 anni entrano gratis.

fonte immagine:arthistorygalore.wordpress.com

fonte immagine:arthistorygalore.wordpress.com

Ma “grandioso” è un aggettivo che può essere utilizzato anche per descrivere la cerimonia d’inaugurazione, avvenuta sabato scorso, 13 aprile e che ha visto la regina Beatrice attraversare un tappeto di colore arancione (Oranje) il colore dell’Olanda anche per ragioni storiche (i principi d’Oranje, poi trasformato in Orange) che, dopo aver girato una gigantesca chiave, ha “acceso la miccia” ai fuochi d’artificio, allo scoccare del mezzogiorno. E poi, una fanfara in suo onore con la Nederlands Blazers Ensemble che ha accolto l’arrivo della regina sulle note del brano Fanfare for the Common Man, del compositore americano Aaron Copeland. Sabato, il museo è rimasto aperto fino a mezzanotte e ha accolto 20.000 visitatori. Il giorno dopo, che ha visto l’apertura di tutte le aree del museo, i visitatori sono stati 13.500; numeri sicuramente importanti.

Ma, prima ancora, a riscaldare gli animi, ci ha pensato un brillante flash mob, ispirato all’iconica Ronda di Notte, che ha visto il coinvolgimento degli ignari visitatori di un centro commerciale trasformati in spettatori della cattura rocambolesca, perfettamente coreografata e decisamente divertente di un  maldestro ladruncolo. Una vera, piccola, opera d’arte per dare il “bentornato” al Reijksmuseum.

 

 

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